Nessuna mappa urbana può oggi far da guida per
orientarsi in una metropoli.
Nessuna strada, piazza, viale, può delimitare e distinguere oggi con chiarezza gli spazi centrali, una
volta luoghi privilegiati della vita sociale e
delle decisioni generali dagli spazi periferici, un tempo luoghi della produzione
Nessun percorso, per quanto ben studiato, può riuscire a mostrare un susseguirsi contiguo di quartieri socialmente determinati,
ognuno con la propria cultura, ognuno con propri ruoli differenziati.
Nella metropoli tutto si mescola, tutti i confini vengono travolti: tra centro e periferia, tra quartieri residenziali e luoghi di lavoro.
Il vecchio spazio razionale e monocentrico è stato distrutto. Sono le piste di comunicazione che regolano ormai i flussi,
le aggregazioni, i contatti, il consumo.
Ed è quest’ultimo che impone e disegna i nuovi tracciati, impone i nuovi confini,
sempre confusi e provvisori, impossibile da riportare su una mappa. Un tessuto veicolare, pieno di negozi, di discoteche,
di vetrine zeppe di merci, di lunghe carrellate segnaletiche.
Uno spazio che è come un puzzle incomponibile:
frammentato e disarticolato, privo di profondità. La conoscenza, il contatto, sono così poco in sintonia con la vita quotidiana.
La metropoli è come il mare.
Un mare che deve essere navigato.
“www.sitArt.org” promuove un progetto artistico denominato “OBBLIGO DI FERMATA”, un percorso virtuale lungo la linea del tram 12 a
Milano; che si snoda da via Console Marcello a viale Ungheria, da nord a sud attraversando tutta la città.
Installazioni virtuali,s'incastrano incaute e casuali, apparentemente caotici, creando aggregazioni appena visibili;
dove i singoli pezzi,costruiti per incastrarsi l’uno con l’altro in funzione di una armonia finale, “decidono” di muoversi liberamente.
Angelo
Caruso