Il calanco prende il volo dove "Cristo si è fermato..." Sembra quasi un miracolo, ma un uomo
ha fatto spiccare il volo della conoscenza ad una parte di territorio povero in
una regione tra le più povere. Così come Carlo Levi rese famosi
questi luoghi (Aliano non è lontano) attraverso il mezzo più importante
che aveva a sua disposizione (la scrittura), Angelo Caruso ha elevato a dignità
di fama il fratello povero del paesaggio, il calanco, attraverso il mezzo più adeguato attualmente a disposizione: internet.
In questi luoghi sgretolati dagli agenti atmosferici è possibile ammirare
"cretti" infiniti di burriana memoria.
Una parte di territorio, scomoda, acquista un senso, e ciò gli viene dato
proprio dall'intervento dell'artista che lo fa diventare risorsa importante.
Occorrerebbero tanti Christo per rivalutare la povertà di molti luoghi
bellissimi della terra Lucana.
Così Caruso, in una foto, appare come un Christo povero che trasporta a
spalla e dispone la sua rete, con pochi aiuti rispetto all'artista citato.
Grazie a questi nuovi mezzi di comunicazione viene ad attenuarsi il distacco dai
luoghi d'origine.
Egli non soltanto ha dimostrato di avere ottime radici nella sua terra, ma ne
ha portato un lembo con sé e la possibilità di mostrarla al mondo
intero.
Un intervento sul territorio di tipo dolce, poco invasivo, nel rispetto delle
caratteristiche del luogo.
Lui ha voluto piantare un seme che in futuro crescerà, non con l'acqua,
che al Sud manca, ma con l'intelligenza di chi osserva questi interventi fantasiosi
e significativi.
Carmine Caputo
di Roccanova