Un segno per il clima
Perché la fame è strettamente correlata alla pace. Quante guerre nel passato si sono fatte per l'acqua?
Abbiamo corta memoria e ciò ci rende soggetti ad una terribile coazione a ripetere.
Ricordo le liti fra mio zio e il suo confinante per la deviazione dell'acqua Fiumana che ad una data ora del tardo pomeriggio rendeva possibile la coltivazione degli ortaggi. Senza la quale c'era solo un po' di pane, ma mancava il companatico che dava sapore al cibo e alla vita.
Oggi si pensa che le guerre del futuro fra Iraq, Giordania e Siria, Palestina saranno dovute al possesso idrico dei fiumi della Mesopotamia. Si annuncia pertanto una nuova guerra fra poveri e non più e non solo di petrolio si morirà, ma di sete. La morte più tremenda come sa chi nel sud del mondo già ora centellina la poca acqua preziosa e vitale. Non si spreca l'acqua perché costa fatica procurarsela. Le vecchie donne del sud la trasportavano negli orcioli sulla testa e bisognava che durasse per vari bisogni della giornata.
Che cosa può fare un artista per sensibilizzare al problema della fame e del clima?
Nulla e tanto. Nulla perché non può determinare scelte di potere che esulano purtroppo dalla sua sfera.
Molto perché la simbologia dell'immagine s'imprime nella mente e nel cuore e muove all'azione.
Ecco questo è importante. Non sottovalutiamo la portata simbolica di un gesto, a volte strano, bizzarro, inconsueto perché da un seme nasce una pianta e da questa nasce la vita. Non dimentichiamolo mai quando siamo tentati di sorridere davanti a certe immagini, magari con tenerezza, ma con scetticismo. Belle, ma a che serve?
Servono eccome, da piccole cose si muovono eventi grandiosi, come il famoso battito d'ala della farfalla dell'Amazzonia può cambiare, determinare un evento dalle proporzioni devastanti come un uragano, un ciclone.
Osservo gli stendardi, parlano di colori, di cielo, di terra e di humus, di luce e di vento. Si calcola che il 20% di energia dovrà essere prodotta da vento e sole: le energie alternative.
A volte sono le mani di una bimba, un po' strega e un po' angelo che hanno il potere di cambiare.
Ero una bimba e volevo cambiare il mondo. Un giorno scambiai un sorriso con la mia nemica da cui mi separava una rete metallica. Come ti chiami? Le chiesi? Rosina. Questa è una bambola di pezza l'ho fatta io, la vuoi? Io me ne faccio un'altra. Grazie mi disse, partì per l'America, non l'ho più vista, ma un mondo era cambiato e per virtù dei piccoli, dei piccoli grandi uomini e donne.
E se tutto il mondo fosse di plastica? Sarebbe la cosa più brutta che ci potesse capitare eppure siamo sommersi dalla plastica ma basterebbe riciclarla. Nel riciclo è il futuro del mondo tutto si può riciclare: niente più discariche né inceneritori.
E l'Amazzonia come sta il nostro polmone? Si riduce ogni giorno, presi come siamo dalla nevrosi di cambiare mobili.
La terra si spacca in Sicilia, in Africa, eppure dicono “che male c'è?”
C O2 è anidrite carbonica, di morte, di vite passate, che hanno lasciato impronte.
La fonte del male nasce dalla fame del guadagno. I soldi non hanno sete, i soldi non hanno fame ma possono dare tutta l'acqua e tutto il cibo a chi i soldi li ha. E' una questione di distribuzione di ricchezza, più giustizia in questo mondo sembra dire l'artista che mostra esamini tracce di colore, come se la vita fosse ormai esangue, anemica. L'ironia grottesca di alcuni stendardi che con maschere antigas pianifica la sua cena, ormai fatta di niente, perché siamo al punto zero.
Siamo al punto zero. E' da qui che si riparte.
Mimma Pasqua
Giugno 2008 |