LUOGO
TITOLO
La performance teatrale è la conclusione del Progetto di formazione per operatori socioculturali, per prevenire e contrastare la violenza contro le donne, e ridurre le disuguaglianze di genere nei campi profughi palestinesi e tra le comunità libanesi e palestinesi. Attività prevista nel Programma di Prevenzione della violenza contro le donne nei campi profughi palestinesi” (Pavaw), fondato dalla Cooperazione Internazionale Ufficio dell’Ambasciata Italiana in Beirut Libano. In riferimento alle Linee Guida di Genere della  Cooperazione Italiana e alla Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite che sancisce “di combattere tutte le forme di violenza contro le donne e, di tradurre in realtà la Convenzione sull’Eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne.”

La performance rientra nella campagna internazionale: “16 Days Of Activism To End Violence Against Women” (from 25th november till 10th of dicember ).

Le attività di formazione svolte nel workshop “Ifigenia, Glauce e le altre” sono state curate e condotte dagli artisti Cam Lecce e Joerg Gruenert dell’associazione italiana Deposito Dei Segni, che da anni svolgono attività di formazione in Libano.

I partecipanti, palestinesi e libanesi, - attraverso le tecniche e metodi della pedagogia teatrale e artistica, e metodi riconducibili al teatro dell’oppresso, - hanno sperimentato in prima persona come i vissuti e i modelli socio-educativi interiorizzati fin dalla nascita, trasmettono di generazione in generazione i pregiudizi, gli stereotipi, i luoghi comuni, - le cosidette barriere invisibili - che generano i comportamenti sociali che diventano dinamiche intersoggettive nei vari contesti: famiglia, scuola, comunità, etc. producendo modi di fare, abitudini, mentalità etc. Hanno focalizzato, attraverso giochi e improvvisazioni teatrali, come funziona il sistema comunicativo, hanno osservato come le parole, i gesti, i dialoghi, le azioni che si compiono stabiliscono e determinano le relazioni sociali e la comunicazione nelle collettività che determinano la violenza e la discriminazione contro le donne e i bambini.

Dal processo di formazione è nata “La Storia di Rahel”, scrittura scenica collettiva, che racconta la storia di una bambina che man mano cresce e diventa adulta. Tema della storia è la discriminazione dei generi e di come viene perpetuata quotidianamente attraverso le barriere invisibili  dell’educazione.

BABEL THEATRE,
Hamra, Cairo Street Marignan Center -  Beirut

Performance
 LA STORIA DI RAHEL

INAUGURAZIONE

giovedi 26 novembre 2009, ore 11,00 e 18,00

PERIODO
ORARI

 


LUOGO
TITOLO

Elisabetta Oneto non è nuova alle operazioni artistiche in cui vengono mescolati suoni, pensieri, parole, corpi: la sua ricerca artistica è intessuta di azioni, dell'utilizzo di sinestesie e di opere non propriamente tradizionali. Con Sagi Nahor Oneto compie un ulteriore passo verso una forma d'arte totale che coinvolga appieno lo spettatore, rendendolo parte attiva di un percorso in cui l'opera d'arte si frammenta in sensazioni, attivando tutti i cinque sensi dell'uomo, il tatto, l'olfatto, l'udito, il gusto, e anche la vista. Proprio sulla vista, o meglio sulla perdita di essa, si concentra l'attenzione dell'artista: Oneto vuole infatti dare vita a una mostra per non vedenti, in cui comunque i vedenti sono invitati a partecipare: un ambiente in cui si susseguono tavole in braille, scatole tattili, un laboratorio di odori (che richiamano a loro volta sapori), e una performance, che la sera dell'inaugurazione vedrà in scena Valeria Coen, che danzerà, assieme alla piccola figlia Naima, facendo percepire e immaginare i suoi movimenti, sulla scorta di una musica particolare, prodotta dalla registrazione dei suoni delle piante.
Presentata così, l'operazione potrebbe sbrigativamente essere accostata ai percorsi tattili di cui si sente sempre più spesso parlare; se ci si fermasse qui, non si capirebbe perché considerare artistica questa operazione e perché definire l'insieme dei lavori ideati da Elisabetta Oneto una mostra personale.
Vi invitiamo perciò a sperimentare tutti i lavori proposti nel percorso: scoprirete così che le tavole in braille parlano di situazioni vissute ed evocate dall'artista, con riferimenti ai colori che spesso associamo, senza rendercene conto, all'umore della giornata, o all'emozione di un momento. Già Kandinsky era seguace di idee teosofiche che parlavano di auree, di colori delle persone, e la nostra lingua ci ha abituati ad espressioni quali ad esempio: "è stata una giornata nera, sono di umor nero, etc..." Il colore non è solo un elemento da vedere con gli occhi, ma una sensazione che ciascuno di noi, vedente o non, può percepire. Dalle situazioni descritte in prosa, si passa poi all'haiku, forma poetica giapponese breve ma incisiva, ed altamente evocativa: in soli tre versi, Oneto, come nella migliore tradizione haiku, scolpisce un'immagine, o associa un'immagine a una seconda, o a una sensazione, dando vita, nella nostra mente di lettori, a piccoli quadretti, densi di significato. Le scatole tattili, così come il laboratorio degli odori, sono basati sul vissuto personale dell'artista: si tratta di allusioni al mare (Elisabetta è nata in Liguria), alla sua nonna, alle sensazioni di calore, affetto, dolcezza, tipiche dell'infanzia.
Come in una mostra per vedenti, quindi, l'artista mette a nudo se stessa e le sue idee e il suo sentire, solo che questa volta Oneto lo fa scrivendo, toccando, annusando: la vista - e la forza sta nel fatto che a dircelo sia un'artista, che con lo sguardo vive - non è così fondamentale. "Vedere tiene lontani", afferma la fondatrice di Braille Without Borders, Sabriye Tenberken; invece i ciechi, come dice il Talmud, hanno grandi occhi, in aramaico sagi nahor.

Micaela Mander

Urban center binario 7 Monza  via turati 6

SAGI NAHOR
(grandi occhi)
di Elisabetta Oneto

INAUGURAZIONE

sabato 20 giugno 2009 ore 18

PERIODO
ORARI
dal 18 al 28 giugno 2009

da lunedì al venerdi ore 10-18 
sabato 10- 12.30 e 15-18
Domenica 14-18

Con il Patrocinio:

Comune di Monza
Assessorato alla Comunicazione

OIKOS
Fragrances


LUOGO
TITOLO

Giovedì 28 maggio sarà inaugurata al MAT – Museo dell’Alto Tavoliere di San Severo, la mostra  Persistenze sul confine dell’immagine. Ripensando ad Andrea Pazienza, secondo momento espositivo all’interno del  programma “Ad Andrea & C. Fatti e personaggi dal mondo del fumetto” progettato e curato da Teo De Palma e promosso dalla Provincia di Foggia e dal Comune di San Severo in collaborazione con la cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Siena, il Frac-Baronissi e l’Associazione Sorvillo per l’Arte Contemporanea.
La mostra curata da Massimo Bignardi propone una selezione di opere di artisti contemporanei, il cui denominatore comune sembra scorgersi nell’idea di immagine o, meglio, sul valore che essa assume nella contemporaneità: una scelta di opere provenienti da collezioni private e da istituzioni museali, che intreccia linguaggi diversi, dalla pittura alla fotografia, alla ceramica, agli extra media,alla pittura digitale.
In esposizione le opere di:
Antonio Ambrosino, Paolo Bini, Paolo Borrelli, Angelo Casciello, Bruno Ceccobelli, Franco Cipriano, Paolo De Santoli, Gerardo Di Fiore, Giuseppe Di Muro, Stefano  Di Stasio, Lorenzo Foschi, Omar Galliani, Salvatore Lovaglio, Ruggero Maggi, Maria Mulas, Tommaso Ottieri, Arturo Pagano, Giusy Parisi, Eliana Petrizzi, Piero Pizzi Cannella, Virginio Quarta, Angelomichele Risi, Errico Ruotolo, Sandro Scalia, Giovanni Tesauro.
Momenti, personalità, pratiche e linguaggi diversi tra loro proponendo tangenze e confronti fra generazioni di artisti che hanno scandito gli ultimi quattro decenni: dagli ultimi esiti di Nuova figurazione dei primi anni Settanta alle giovanissime esperienze che operano nella sfera del digitale, passando per le interferenze e le aperture transavanguardiste, per il citazionismo, per la nuova astrazione italiana, intercettando la fotografia come linguaggio non appartato da pratiche immaginifiche.
 La mostra è strutturata in tre sezioni: la prima Attraversare i luoghi  traduce l’esercizio del viaggio, del suo procedere in un luogo e, al tempo stesso, del pensiero come “movimento dello spirito”, concentrando l’attenzione, spiega Bignardi, sull’ “alveolo della città, l’urbano come viaggio nel sé”. La seconda è posta sotto il titolo  La pratica della figura e propone lo specchio, il doppio, il riflesso, dunque, l’immagine come ritratto-autoritratto. In fine La seduzione del mito guarda alle figure che abitano i ‘vivi’ territori degli archetipi.
È un itinerario che appare ben chiaro dalle traiettorie che tracciano le sezioni, rivolte a tessere una trama tra presente e memoria, tra reale e immagine, tra tempo e futuro, poste, ciascuna, su una linea di confine, in pratica, rileva Bignardi, “prima che l’azione silenziosa, discreta ma corrosiva della persistenza, intesa quale processo che afferma e cristallizza, renda l’immagine icona. È un ulteriore omaggio ad un grande disegnatore qual è stato Andrea Pazienza, ad un artefice che ha sobillato e sobilla il nostro tempo, ad un artista che ha concesso alle sue immagini, alle sue figure, di muovere nell’infinito bianco del foglio, di sfuggire al tempo”.
  "Quello che mi interessa – con questa frase di Pazienza, Bignardi chiude il catalogo – è comunicare, comunicare in un certo modo. Io sono alla ricerca continua di motivi validi per comunicare qualcosa, per continuare a raccontare favole".
La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato dalle Edizioni Grenzi di Foggia che, oltre al saggio introduttivo di Bignardi, presenta testi critici di Irene Biolchini, Marcella Ferro e Claudia Gennari, nonché un ampio apparato di illustrazioni delle opere in mostra e profili biografici degli artisti.

MAT (Museo dell’Alto Tavoliere-Città di San Severo)
Piazza San Francesco, 48 - San Severo (FG)

Persistenze sul confine dell’immagine
Ripensando ad Andrea Pazienza

INAUGURAZIONE

giovedì 28 maggio  ore 18,30

PERIODO
ORARI

28 maggio – 20 giugno 2009

lunedì-venerdì 9.00 – 13.30 / 16.00 – 19.00.


LUOGO
TITOLO

L’artista sperimenta tecniche di collage e assemblaggio, dando vita a una rappresentazione demitizzante della nostra epoca, sempre con un ironico spirito di gioco.                                             
Ecco  allora prendere forma i “ Generali “ la cui “pompa”esteriore è  ben ridicolizzata dai lineamenti deformati
oppure creare totem provocatori e spettacolari, connotati con valenze negative.
Denso di commozione appare il pannello che raffigura la morte dell’anarchico Pinelli.

Sanvittore (ristorante lounge bar)-Viale Papiniano 16

“Omaggio a Baj “

di Franco Pavese
INAUGURAZIONE

13 maggio 2009 ore 18,30

PERIODO
ORARI
fino al 28 maggio 2009
dalle 18 alle 2 di notte (tutti i giorni)

LUOGO
TITOLO

La “Art Action Poetry” ha individuato fertili ambiti di confluenza tra la sperimentazione visivo-gestuale e la drammaturgia poetico-visuale e sonora. Un ampio spazio della ricerca è stato caratterizzato tra la Performance Art e le poetiche della “poesia totale” attraverso l’atteggiamento del performer che si sposta incessantemente da un territorio linguistico ad un altro, con la stessa facilità con cui si muove nei  territori geografici e nei più vari ambiti socio-culturali. Harta Performing Monza pone l’accento proprio sul concetto poetico come elemento fondamentale nel lavoro del performer. Negli interventi si pone grande attenzione alla dialettica dei rapporti “tra spiritus e corpus, tra soggetto e oggetto, tra immaginazione e realtà, tra pensiero e azione, tra privato e pubblico, tra locale e globale, tra particolare e totale, tra progetto e realizzazione”. Su queste opposizioni si organizza la dinamica fluttuante che sostiene il continuum di materia ed energia entro il quale è faticosamente costruita l’azione. L’energia del corpo è spesa per liberarsi da coordinate e riferimenti imposti e per generare situazioni nuove,  favorisce la costruzione dei sistemi interlinguistici e intermediali che condizionano la dinamica degli elementi di volta in volta considerati”.
Harta Performing Monza

programma:
Giovedì 28 Maggio
Ore 21 intervento teorico di: Giovanni Fontana (italia)
Ore 21,30 -24,00 performances programma con:
John Giorno (USA)
 Nicola Frangione (Italia)
Dome Bulfaro & Massimiliano Varotto (Italia)
Fernando Aguiar (Portogallo)

Venerdi 29 Maggio
Ore 21,00 -24,00 performances programma con:
Giovanni Fontana (Italia)
Anne-James Chaton (Francia)
Gian Paolo Guerini & Gian Luca Gaiba(Italia)
 Endre Szkarosi (Ungheria)

Sabato 30 Maggio
Ore 21,00 -24,00 performances programma con:
Gian Paolo Roffi  & Jazz Poetry Quartet (Italia),  
Tomaso Kemeny (Ungheria/italia)
Paolo Albani (Italia)
Bartolomé Ferrando (Spagna)

ingresso libero

Sala Convegni - Teatrino della Villa Reale di Monza

ART ACTION POETRY 2009
7 th International Performance Art Festival

INAUGURAZIONE

 

PERIODO
ORARI
28-29-30  maggio 2009

 

Organized by “Harta Performing-Monza” - Art Director: Nicola Frangione
Via Ortigara 17,   20052 Monza, Italia - fax 039-2000033  tel 3407616823
www.hartaperformingmonza.it   -   nicola.frangione@alice.it    -   www.nicolafrangione.it


LUOGO
TITOLO

Il Teatro Filodrammatici di Milano presenta, il prossimo 11 maggio alle ore 18.30, la mostra di sculture inedite dell’artista Carlo Previtali, ispirate al tema dei sette vizi capitali, che da sempre esercita una profonda seduzione sulle arti figurative e letterarie; l’evento si inserisce all’interno del Progetto Atelier inaugurato lo scorso dicembre con la mostra “Fellini e la sua musa. Disegni inediti della collezione Liliana Betti”.
La mostra, a ingresso gratuito, sarà aperta al pubblico dal 12 al 31 maggio 2009.

In linea con lo spirito del progetto, nato con l’intento di aprire la storica sala del Teatro Filodrammatici ad arti differenti da quella teatrale, nel tentativo di far confluire il pubblico di un’arte in quello delle altre arti, “l’opera del noto scultore bergamasco si offre come un’occasione particolarmente fortunata rispetto alla continuità tra l’evento sul palco e quello fuori dal palco”, evidenzia Fabrizio Visconti, responsabile del Progetto Atelier. Domenica 31 maggio, infatti, le tre settimane dedicate alla mostra si concluderanno con uno spettacolo di teatro e musica a completamento di un ciclo sui sette vizi capitali sviluppato da Radio Lifegate in collaborazione con il Teatro.

Carlo Previtali ha lavorato a lungo e in modo pressoché esclusivo a questo nuovo e inedito ciclo di opere ceramiche avente a tema i sette vizi capitali. Un quadriennio operoso nel quale l’artista ha messo mano a studi grafici, bozzetti, elaborazioni plastiche che alcune volte sono riuscite di getto, baciate dalla freschezza della prima intenzione, altre volte hanno richiesto varie versioni del medesimo soggetto, in un lavorìo di rifacimenti fino alla soluzione ritenuta più valida.
Superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira, accidia e, infine, la Vanitas: un piccolo corpus di rara forza espressiva, corredato dai relativi disegni, in cui l’artista rappresenta le maschere di una commedia umana in cui la deformazione fisica si fa specchio della deformazione morale, grazie all’accentuazione grottesca ed espressionistica della figura, tipica del linguaggio scultoreo dell’artista.
“[…] Non si è trattato di un progetto a freddo, di un omaggio tematico elaborato a tavolino, freddamente citazionistico, quanto di un “clima” innescato – com’è peculiare del modus operandi di Previtali – da un’iniziale suggestione fantastica e spirituale, suggerita anche da letture e conversazioni, oltre che dal confronto con l’arte del passato”.
“[…] Colori, tagli prospettici, scelte dei materiali e delle soluzioni (che vanno dal raku alla ceramica patinata a freddo, dalla ceramica monocroma al “terzo fuoco”) traducono qui, caso per caso, precise ragioni poetiche e addirittura didascaliche, che vengono illustrate, in catalogo […]”
L’ultima di queste opere è la Vanitas: “dove il Re e la Regina, seppur splendenti di platino, sono due scheletri, che guardano sprezzanti le cose di questo mondo. Sapendo già come va a finire”.
(Brani tratti dal testo di Domenico Montalto in catalogo).
Oltre alle otto sculture, saranno presentati alcuni disegni preparatori che alzano il sipario sul “dietro le quinte” dell’operare artistico dello scultore. Una serie di fotografie illustreranno, infine, l’affascinante rituale della tecnica Raku.


Organizzazione, comunicazione e ufficio stampa: Bianucci Cinelli studio – Milano
Fotografie: Eugenio Buccherato – Bergamo
Traduzione: Daniela Previtali
Realizzazione catalogo della mostra: GRAFO s.r.l. – Palazzago (Bergamo)
Catalogo edito da: Lubrina Editore
Testi: Domenico Montalto, Fabrizio Visconti

Teatro Filodrammatici
via Filodrammatici 1, Milano

Vizi capitali
Le maschere grottesche del peccato

di Carlo Previtali

INAUGURAZIONE

lunedì 11 maggio 2009
ore 18.30

PERIODO
ORARI

dal 12 al 31 maggio 2009

tutti i giorni dalle ore 15.30 alle ore 19.30
chiuso domenica e lunedì


LUOGO
TITOLO

Una mostra di opere realizzate da artiste ed artisti che hanno affrontato con grande interesse e serietà, in alcuni casi anche con giocosità e ironia, le  tematiche del sindacato e del lavoro.
Opere che restituiscono  il senso del sindacato e di ciò che viene affermato all’art 2 dello  Statuto della CGIL: “ la cultura arricchisca la vita di tutte le persone”.
Artiste e artisti hanno visitato luoghi di lavoro e la sede milanese della CGIL incontrando un’umanità ricca, tracce di passato ancora evidenti e un interesse per l’arte davvero notevole.
La cultura del sindacato e del lavoro hanno permeato il sentire e il fare di donne e di uomini che agiscono nel campo dell’arte.  Il tema dei diritti è stato molto sentito;  il diritto alla vita e al lavoro qualificato e sicuro, il diritto alla libertà di espressione e di manifestazione, il diritto all’ educazione e alla cultura sono stati affrontati nelle diverse opere con forme nuove.
Le opere ( dipinti, sculture, installazioni, fotografie, video) collocate nello spazio espositivo al piano sotterraneo e, quasi a sorpresa, anche al pianterreno e al primo piano, costituiscono un percorso e, in alcuni casi, sarà possibile interagire con esse; inoltre alcune lavoratrici e lavoratori interpretano le performances.

Mostra: collettiva
Artiste e artisti: Giuliana Bellini, Giannetto Bravi,  Giulio Calegari,    Albino De Francesco, Pino Deodato,    anna Rosa Faina gavazzi, Fernanda Fedi, Gretel Fehr,  Mavi Ferrando,   Anna Finetti,  Gianni Gangai,  Ornella Garbin,   Gino Gini, Pino Jelo,   Luce Laval, Nadia Magnabosco,   Marilde Magni, Emanuele Magri, Monica Mazzoleni,      Antonella Prota Giurleo, Luca Rendina,   Giovanni Rubino,   Antonio Sormani,   Fausta Squatriti,  Giovanni Tufano,  Armanda Verdirame,  Maria Grazia Zanmarchi

Progetto, cura e coordinamento: Antonella Prota Giurleo
Testo critico in catalogo: Roberto Borghi
Allestimento mostra: Gretel  Fehr
Informazioni:
Ufficio stampa Camera del Lavoro Mariateresa Magenes magenes@lomb.cgil.it
Responsabile organizzazione  Giampaolo Vigolo giampaolo.vigolo@cgil.lombardia.it
Progettista – curatrice: Antonella Prota Giurleo a.protagiurleo@email.it  347 03 12 744

Mezzi pubblici: tram 12, 27, 23, 9, 29 autobus: 73, 60, 84; MM 1 San Babila poi 60 o 73

Camera del lavoro. Corso di Porta Vittoria 43. Milano

il sindacato, il lavoro

INAUGURAZIONE

Martedì 12 maggio alle ore 18 – 21

PERIODO
ORARI
Finissage: Giovedì 21 maggio ore 18 – 21
feriali ore 9 -19; sabato ore 9 -13; domenica chiuso

LUOGO
TITOLO
-Piantine di pomodoro in regalo ai cortili di via Padova -

distribuzione delle piantine a chi se ne
prenderà cura assieme ai vicini di casa

installazione di Maria Mesch

performance di Biagio Vinella

Arte orti e vicinato: piantine di pomodoro per conoscersi tra vicini di casa, per ritrovare il buon gusto a tavola, per dedicarsi al verde.
Tutte cose possibili anche in via Padova, come in tutte le zone popolari della città i cui spazi comuni si
prestano alle piccole coltivazioni, all’incontro tra persone di differenti provenienze, allo scambio di ricette.

Pomodori di via Padova, a cura di Durchblick è l'orto d'artista di Maria Mesch per l'edizione 2009 di Arte da Mangiare.
Dal 16 aprile all'Umanitaria troverete assieme a tutti gli altri orti d'artista la mappa dei cortili a cura di Sara Fantin e le fotografie di Angelo Lo Buglio con ritratti degli abitanti assieme alle loro piantine

www.durchblick.it
www.parcotrotter.it
www.artedamangiare.it

parco Trotter - ingresso da via Padova 69 - Milano

PIANTIAMO POMODORI IN VIA PADOVA

INAUGURAZIONE

mercoledì 8 aprile 2009

PERIODO
ORARI

ore 18.00-21.00


LUOGO
TITOLO
Proseguono gli scambi artistici e culturali tra Deposito Dei Segni di Pescara e il Centro AL-JANA/ARCPA di Beirut. Dal 5 al 23 aprile Cam Lecce e Jörg Grünert  parteciperanno nuovamente al Janana Spring Mobile Festival. Organizzato  da Arcpa, in collaborazione con il Children Friendly Library Networks, una rete che coinvolge 57 biblioteche, il festival si pone come ponte per l'integrazione tra le comunità libanesi e le comunità dei profughi palestinesi presenti in Libano.

Il Janana Spring Mobile Festival ha pensato come avvenimento fortemente ludico, si annuncia nei campi attraverso un imbonitore speciale: un autobus da cui, come le carovane dei commedianti dell'arte, scende una chiassosa e allegra compagnia che dispensa arte, clownerie, teatro di strada e divertimento, portando in parata colori e scompiglio nei campi, travolgendo, con sorrisi e gioia per alcune ore, la miseria dei campi poveri. 

l Festival è preceduto da diverse attività e coinvolge centinaia di bambini e giovani  delle comunità, che presentano lavori creativi  preparati appositamente dalle Ong locali, già impegnate a promuovere, nelle singole biblioteche, letture espressive, narrazioni orali, proiezioni di film, giochi all'aperto, giochi di espressione corporea, drammatizzazioni di storie, percorsi didattico educativi di pittura e artigianato.

Durante la settimana precedente il Festival Cam Lecce e Jörg Grünert condurranno un workshop sulla costruzione di grandi burattini di strada, grandi puppet per raccontare fiabe. Verrà messa in scena la fiaba palestinese: Il gatto e il latte" che sarà drammatizzata e presentata durante le giornate del festival. A rappresentarla saranno giovani operatori che parteciperanno al workshop, e che di anno in anno aggiungono piccoli tasselli alla loro formazione anche attraverso il "Teatro didattico" del Deposito Dei Segni. Il workshop è rivolto a giovani operatori locali che operano nei campi profughi e nelle aree svantaggiate ed emarginate del Libano, i quali incrementano la loro competenza professionale anche attraverso le tecniche del teatro e dell'arte. Durante le giornate del Festival, Cam e Joerg parteciperanno, in prima persona, alle parate di teatro di strada. Dello staff del Deposito Dei Segni farà parte, per un reportage, il fotografo Jacopo Pasqui. (www.depositodeisegni.org)

 

JANANA SPRING MOBILE FESTIVAL
il teatro e l'arte nei campi profughi palestinesi in Libano

INAUGURAZIONE

 

PERIODO
ORARI

 


LUOGO
TITOLO

Performance Art & Action Poetry
di Nicola Frangione
Sabato 18 Aprile 09 -  ore 18,00
ingreso libero

LIBRERIA FLUTTUANTE
Via Italia 1 - Medolago (Bergamo)
Giovedì 23 Aprile 09 – ore 21,00
ingresso libero

MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA DI LISSONE
Viale Padania 6 - Lissone (MI)
Venerdi 15 Maggio 09 – ore 21,00
ingresso libero

ASSOCIAZIONE GIOSUE CARDUCCI

“Salone Enrico Musa “ Viale Cavallotti 7 – COMO
Sabato 16 Maggio 09 – ore 21,30 e 22,30
ingresso libero

ROSETO della VILLA REALE di MONZA
“Angolazioni Future”
Installazioni di danza & poesia sonora
a cura di Ariella Vidach e Nicola Frangione
Giovedì 28 Maggio 09 – ore 21,00
ingresso libero

7°FESTIVAL INTERNAZIONALE ART ACTION
Sala Convegni – Teatrino della Villa Reale - MONZA

 

 

INAUGURAZIONE

 

PERIODO
ORARI

 


LUOGO
TITOLO

Carmine Caputo di Roccanova e Vito Mele
La presenza concomitante di due artisti è ormai una consolidata tradizione nella Galleria Scoglio di Quarto. In questa occasione saranno esposte tele e sculture.

Carmine Caputo di Roccanova,  presenta sue recenti tele che chiama  “manierismo geometrico”.
Del comporre, perché nel lavoro vi è una prevalente componente architettonica, di disciplina e fisionomia accordate allo spazio, anche se confinato nelle due dimensioni.

Nel dipingere Carmine Caputo di Roccanova adotta costantemente tele di formato quadrato, probabilmente perché è il campo della pittura più neutro rispetto al rettangolo, “paesaggio” nella suo andamento orizzontale, “figura” in quello verticale…..Nel produrre specifico di Caputo, allora, si parla di un campo privilegiato, appunto il quadrato, e della possibilità che all’interno del suo perimetro possa “accadere” un incontro che la pittura fissa: le virgolette che sottolineano il termine intendono valorizzare il ruolo per certi versi nevralgico che assume nel discorso dell’artista. In effetti la superficie dipinta accoglie un “frammento” di una composizione più ampia: i bordi del dipinto segnalano “frammenti” di figure geometriche che si “completano”, secondo le leggi della Gestalt, oltre il limite della tela…
Una tela di Caputo ha “prepotentemente” necessità di uno spazio, una mentale cornice che possa contenere il sistema di figure nella sua interezza intuita: e questo risulta evidente dalla scelta costante di forme, complete e parziali, orientate sulla diagonale. E vi sono forme chiuse, frequentemente quelle allusive al quadrato per una significativa ricorrenza con la forma ospitante, ma vi sono anche figure dai confini non intuibili se non proiettabili all’infinito di cui è segnalata una limitata porzione, comunque allusive a un ruolo protagonista della scena; vi sono però anche segnali di più ridotte dimensione che si propongono come “disturbo”, come interferenza nei confronti di una disposizione composta degli elementi….
Dal testo in catalogo di Alberto Veca, Milano, marzo 2009

Vito Mele, propone i suoi bronzi ispirati alla natura vegetale.
Vito Mele è un uomo che, occupato per tutta la vita in cose diverse, ha sempre anche intensamente seguito da autodidatta una sua vena interiore di espressione e sensibilità. Innamorato dell’arte e degli artisti, intrigato dal rapporto tra il mondo emozionale e le cose della realtà, si è accostato anche lui all’espressione figurativa, portando avanti un suo costante approfondimento espressivo sulla spinta di una mai sopita vocazione.
Il suo è un approccio palpitante e insieme meditativo, che rivela uno sguardo interiore puntato sulle radici stesse della realtà oggettuale, in una sorta di religiosità dell’esistenza che parte proprio dalla magia spontanea degli oggetti e del mondo.
A volte con candore, a volte con più preoccupato impulso, i suoi paesaggi….e le forme più astratte che di quando in quando emergono dalla sua sensibilità, suggestivamente manifestano dunque con candore e semplicità le sensazioni sentimentali che gli regala una attenta, commossa osservazione della natura e dell’esistenza, veduta soprattutto al calore della memorie e degli affetti….
Dal testo in catalogo di Giorgio Seveso

Galleria Scoglio di Quarto
Via Ascanio Sforza 3, 20136 Milano

IN DUE

INAUGURAZIONE

lunedì 20 aprile 2009, dalle ore 18,00

PERIODO
ORARI
fino a venerdì 8 maggio 2009
martedì-venerdì dalle 17,00 alle 19,30
LUOGO
TITOLO

a cura di Jacqurline Cereesoli

"Le impressioni di un visitatore flaneur dello sguardo nell’ex fabbrica di vernici Minerva a Lambrate, nel cuore di un sito di archeologia industriale milanese, sono inattese come il luogo che ospita questa anomala raccolta di foto-impressioni di macchie, tracce, segni, deflagrazioni di colori dalle  infinite gradazioni tonali disseminate sui muri e pavimenti, reperti “deja vu” di vita che animano e connotano lo spazio.
I soggetti esposti sono i muri fotografati da Massimo Prizzon nella loro oggettiva bellezza, impregnati di memoria, carichi di storia e pilastri di un vissuto misterioso che si è inciso nel colore e nei materiali industriali, lasciando una loro traccia indelebile. Il nostro sguardo è rapito dall’intensità dei “quadri” di blu, di azzurri magrittiani, di viola lilla o ciclamino, di verdi acqua sovrapposti a rossi pompeiani, a gialli ocra dalle tonalità sfumate, e tra una contrapposizione di grigio fumo di Londra e di bianco sporco e tra le griglie di ferro,  tombini ricoperti da pigmenti color terra,  sacchi -scultura  che si annodano  con lo spazio, spiccano le accensioni, le impennate tonali degli arancioni ancora saturi di energia vitale.
Immobilizzano la nostra attenzione le colature, e gli schizzi di cromatismi che si irradiano a pioggia sul bianco sporco del muro, crepato e corroso dall’intonaco incrostato  come foto “iper-testo” concettuali, creando una dialettica interessante  tra l’opera e lo spazio.
Sono i muri ad esporsi alla nostra visione e non sono stati fotografati come una barriera, o una linea di confine tra lo spazio interno ed esterno, ma un‘apertura, una via di fuga e di prolungamento dello sguardo verso un luogo non fisico; è uno spazio astratto visibile solo attraverso i suoi colori impregnati di luce.
Queste immagini non rappresentano la realtà industriale in cui le vernici sono nate, qui  non c’è l’eco dei ritmi incalzanti della fabbrica, tutto è immobile e silente,  metafisico, dove i tempi vorticosi della produzione si  stemperano nelle tracce di vernice e sono evocati da cromatismi esplosi ovunque.
Guardando con attenzione queste immagini si intuisce che dietro l’invisibile coltre cromatica decontestualizzata da Prizzon si celano  un  tempo e uno spazio assoluti, concettuali, oggettivizzati nello scatto fotografico.
Prizzon ha messo a fuoco e svelato  la “dematerializzazione” dello spazio, che nella fotografia concettuale si traduce nella progressiva sparizione dell’oggetto a favore  dell’idea e del concetto. Così, paradossalmente, giocando sull’ambiguità della visione, i suoi muri non costruiscono o circoscrivono il luogo del lavoro, perché nelle sue foto -impressioni, l’ex fabbrica  Minerva si è smaterializzata  nei materiali  che  la rappresentano e nel colore, in quello  “spirituale nell’arte” di kandiskijana memoria, come un possibile reportage  delle sensazioni e delle percezioni di un’energia vitale che va ben oltre lo spazio fisico nel quale  il nostro sguardo resta in bilico tra realtà e visione".

http://www.massimoprizzon.it/

la fabbrica di vernici Minerva
via cletto arrighi, Milano

Il dada è tratto
di Massimo Prizzon

INAUGURAZIONE

30 marzo 2009
ore 18,00 - 20,00

PERIODO
ORARI
30 marzo - 27 aprile

 


LUOGO
TITOLO

il Centro d’Arte e Cultura Delta e Teri Volini presentano:

LA BELLA TERRA

Triplice Evento basato sulla realizzazione di tre Opere in arte partecipativa nella città di Potenza.

Esse sono centrate sulla sensibilizzazione,  comunicazione e attivazione di una nuova coscienza ecologica presso la società civile  e presso le giovani generazioni, puntando sugli allievi di una o più  scuola e sugli abitanti di un quartiere della città.

LE TRE OPERE

1) Il Diario Verde delle Azioni Virtuose per la Madre Terra

2) Il Māndālā della Terra Verde

3) La Stanza Differenziata

clicca per tutto il progetto

 

 

INAUGURAZIONE

leggete in allegato il progetto globale e l'articolo DIARIO VERDE pubblicato sulla rivista  IL LUCANO MAGAZINE

 

PERIODO
ORARI

 


LUOGO
TITOLO

presentazione del film-documentario
"Da quando te ne sei andato" di Mohammad Bakri

Intervengono:
- Fabrizio Deriu, docente di Comunicazione Teatrale Universitˆ degli Studi di Teramo;
- Cam Lecce e Joerg Gruenert di Deposito dei Segni: "Dal teatro ai profughi palestinesi";
- Diana Carminati, docente di storia dell'Europa Contemporanea universitˆ degli Studi di Torino: "La risposta italiana all'Appello Palestinese al Boicottaggio (BDS)";
- Alfredo Tradardi, dell'International Solidarity Movement: Note a margine del libro "La Pulizia Etnica della Palestina"di Ilan Pappe".
Progetto a cura di Deposito Dei Segni in collaborazione con la Facoltˆ di Scienze della Comunicazione: Dottorato in "Epistemologia dell'informatica e mutamenti sociali dell'Universitˆ degli Studi di Teramo, Babylon Servizi Linguistici, Internazionale Solidarity
Movement, Osservatorio Palestina, Provincia di Teramo

Mohammad Bakri
attore di teatro e di cinema, produttore e regista, è nato nel 1953 a  Bina, in Galilea, nel nord di Israele. Attore professionista dal 1976, ha lavorato come attore in numerosi film, tra cui “La Fattoria delle Allodole” (2007)
“Private “ di Saverio Costanzo (2004), Premio Miglior Attore   Festival di Locarno “Desperado Squame” di Benny Torati (2002). “La via lattea” di Ali Nasser (1997), “Sotto i piedi delle donne” di Rachida Krim (1997);
“Haifa” di Rashid Masharawi (1996); “La favola dei tre diamanti” di Michel Khleifi (1995); “Cup final”  Eran Riklis (1991); “Oltre le sbarre” di Uri Barbash (1984); “Anna k.” di Costa-Gravas (1983) Nel 1998 ha esordito come regista con “1948”; nel 2002 ha diretto il film-documentario “Jenin Jenin”; e nel 2005 “Da quando te ne sei andato” dedicato allo scrittore Emil  Habibi. Bakri ha lavorato nei teatri Israeliani e Palestinesi (Cisgiordania), tra cui:
il Teatro Habima (il teatro nazionale di Israele), il Teatro Carmeni,  il Teatro Haifa, il Teatro Jerusalem Khan, il Teatro Alkasaba di Ramallah.

Fabrizio Deriu: docente di Comunicazione Teatrale Università degli  Studi di Teramo; ricordiamo che è autore del libro: “Gian Maria  Volonté. Il lavoro d'attore”; edito da collana "Biblioteca  Teatrale; curatore e traduttore del testo di  Richard Schechner  “Magnitudini della performance”.

Diana Carminati, professore associato di Storia dell'Europa  contemporanea presso l'Università di Torino sino al 2004, si è  occupata di problemi di storia della Resistenza in Piemonte; si è  successivamente occupata di studi riguardanti la costruzione del  discorso dell'identità locale a fine ottocento, su nazionalismo,  militarismo, guerra e sistema patriarcale, studi sulla storia delle  donne e della storia di genere, di cui sono stati pubblicati alcuni  
articoli. E' stata direttrice nel 1995-98 del Cirsde (Centro  Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle donne) presso  
l'Università di Torino. Ha lavorato dall'inizio degli anni '90  all'interno della rete italiana delle Donne in nero contro la guerra,  nei Balcani e negli ultimi cinque anni in Palestina/Israele seguendo  progetti internazionali (con OMS e Comune di Torino) con i Centri  delle donne di Haifa e Gaza che si occupano di violenza contro le  donne. E’ stato ripubblicato recentemente il suo libro “Langa  partigiana ’43 – ‘45”, con altri scritti, a cura di Araba  Fenice, Boves 2007.

Alfredo Tradardi, ingegnere, ha lavorato dal 1960 al 1991 alla  Olivetti di Ivrea. E’ stato assessore alla cultura nel Comune di  Ivrea nel ‘77 – ’79 e nel ’92 – ’93. E’ uno dei soci  fondatori della associazione culturale itàca (www.frammenti.it).  Dall’inizio del 2002 segue il problema palestinese. All’inizio del  2006 ha promosso la costituzione di ISM-Italia, gruppo di supporto  dell’International Solidarity Movement (ISM) palestinese, del quale  
è uno dei coordinatori.



Università degli Studi di Teramo AULA 10
Facoltà di Scienze della Comunicazione - Campus di Coste S. Agostino

SENSIBILI SILENZI
incontro con l'attore e regista Mohammad Bakri

INAUGURAZIONE

Giovedi 12 marzo 2009

PERIODO
ORARI

ore 15,30

Jörg Christoph Grünert, Scultore, performer, drammaturgo, trainer di didattica artisica e  pedagogia teatrale.
Cultore della materia “Abilità Relazionali”, laboratorio  professionalizzante, presso la Facoltà di Scienze Sociali  dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti, Impegnato in Progetti di Scambi e Formazione con il Centro Al Jana/Arcpa di Beirut, Libano.
Ideatore del progetto Internazionale La Linea di Pace.

Cam Lecce
Attrice, mascheraia, trampoliere, trainer di pedagogia teatrale e  didattica artistica.
Docente del laboratorio professionalizzante  “Abilità Relazionali” presso la Facoltà di Scienze Sociali  dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti Presidente ell’associazione culturale Deposito Dei Segni di Pescara Impegnata in Progetti di Scambi e formazione con il Centro Al Jana/Arcpa di Beirut, Libano. Ideatore del progetto Internazionale La Linea di Pace.  
(www.depositodeisegni.org).

LUOGO
TITOLO

“Diego dalla Palma si sposa con l’arte” Presenta
Giuliana Bellini
A cura di Ornella Piluso

Le opere di Giuliana Bellini rimandano agli abissi marini, ad una natura primordiale ed evanescente.
Si leggono linee estetiche essenziali nelle forme semplici, asettiche- e nella scelta dei materiali, poveri ed effimeri per le sue opere: polietilene fuso e colorato, maglia metallica, filo di rame e alluminio.

“Il mondo naturale proposto da Bellini suggerisce l’idea di “un microcosmo chiuso in se stesso” in cui gli uomini possono apparire “visitatori occasionali” e che “fa tranquillamente a meno di loro”. Questa mostra sembra quindi volersi chiedere: “se questo universo di strane esistenze cui ci troviamo di fronte non sia proprio quello che sopravvivrà dopo di noi, dopo che ci saremo violentemente autodistrutti”.

Via Madonnina 15 Milano

“Diego dalla Palma si sposa con l’arte”

INAUGURAZIONE

 

PERIODO
ORARI

Dal 6 marzo 2009 al 6 aprile 2009

 


LUOGO
TITOLO

S’inaugurerà venerdì 20 febbraio 2009 alle ore 19 la mostra di sculture di Gerardo Di Fiore “Un mondo di gommapiuma” al Girulàrt di Napoli in via Vetriera a Chiaia 7/A, telefono 081425511. Curatore il critico d’arte Enzo Battarra.
Gerardo Di Fiore, un vero maestro dell’arte contemporanea, per anni titolare della cattedra di scultura all’Accademia di Belle Arti napoletana, ha curato personalmente l’allestimento di questa sua mostra personale al Girulàrt, tempio del gusto e della vita notturna partenopea.
Nel suo testo di presentazione “Prove di leggerezza, nuvole di libertà”, Enzo Battarra scrive: “La ricerca di Gerardo Di Fiore è tesa da decenni a indagare le potenzialità di una materia fatta soprattutto di aria, una materia immateriale. Eppure, la gommapiuma, da sostanza negletta, nascosta funzionalmente a fare da imbottitura, viscere per materassi, divani o altro, diviene corpo dell’arte, materia nobile, scultura.
È come scoprire una parte nascosta di sé, un qualcosa di impresentabile sfuggito al controllo, alle censure, ai veti. Ecco perché le soffici sculture in gommapiuma di Gerardo Di Fiore sono nuvole di libertà.
Queste prove di leggerezza si trovano a dover fare i conti con la pesantezza di una quotidianità fatta di utensili e di attrezzi, di paradossi e di rituali. È allora che la gommapiuma si riempie ancora di più dell’aria che porta dentro di sé e si appresta a volare in alto sottraendosi ai destini terreni.
Tanta tensione verso l’alto ma anche tanta voglia di contaminarsi con le cose della terra, di invadere gli spazi della vita, di trasformare il paesaggio. Un altro mondo è possibile, un mondo di pace, dove ognuno può lasciarsi cadere senza dolore, dove ogni oggetto è incapace di creare danno, dove i bambini possono giocare in libertà. Un mondo di gommapiuma è possibile. Gerardo Di Fiore ci sta lavorando da tempo!”.

Girulàrt – Via Vetriera a Chiaia 7/A – 80132 Napoli

Un mondo di gommapiuma

INAUGURAZIONE

venerdì ore 19
20 febbraio 2009

PERIODO
ORARI
giovedì 5 marzo 2009

dal martedì al sabato dalle ore 12 alle 15 e dalle ore 20 alle 24


LUOGO
TITOLO

Dopo il ciclo dedicato alla Divina Commedia e quello sui Simbolismi sardi, Alfonso Silba torna a esporre a Milano un nuovo corpus mitologico, nel suggestivo Spazio Tersicore, tempio della danza e del teatro musicale milanesi.
In queste opere recenti l’artista fa rivivere la mitologia greca con sensibilità e sguardo  contemporanei ridestando nello spettatore quell’antico mistero. Molti fra gli episodi chiave  dell’Iliade e dell’Odissea sono qui rappresentati: la Morte di Patroclo, il precipitante Icaro, Leda e l’amante cigno, le furiose Baccanti, gli Argonauti. Titani ed esseri prodigiosi quali Atlante e Prometeo, le Ninfe e i Ciclopi, assumono nella pittura di Silba sembianze terrifiche seppur gentili e struggenti. Un alone visionario e fiabesco riveste il racconto che si tinge di screziature color oro, viola, smeraldo. In queste bellissime opere Silba torna a far vivere l’epica età degli eroi con accenti poetici e fantastici restituendo all’uomo contemporaneo la capacità di stupore.

La mitologia mediterranea torna a essere qui racconto e pensiero (mythos e lògos), ovvero interpretazione della natura umana dei sentimenti, della passione, della tragedia.
“In questa ridotta ma splendida serie di dipinti che evoca episodi, scene e personaggi della saga omerica e della tragedia attica – ovvero gli archetipi della coscienza dell’Occidente, in tutta la loro inesausta attualità – l’arte di Silba riesce brillantemente a conciliare e a fondere due percorsi, due anime, due strategie apparentemente divergenti. Da un lato la volontà di raccontare, di mantenersi fedele all’assunto del tema, di proporsi come un aedo del nostro tempo, facendoci rivivere visivamente la meraviglia di creature e di storie mitiche; dall’altro, il giusto bisogno di sentirsi libero nel fare, da uomo del proprio tempo, nell’hic et nunc del lavoro, senza cadere nella mera illustrazione letteraria o tantomeno scadere nella pedanteria di certa pittura “colta” o “citazionista”, ma anzi privilegiando le necessità interne dell’opus, che prevedono la metamorfosi fra segno e disegno, la contaminazione e l’ambiguità dell’immagine che si fa materia e della materia che diviene immagine” (Domenico Montalto dal catalogo della mostra).

Spazio Tersicore
via Beroldo, 4 Milano

“Mythos – Mito mediterraneo, figurazione, informale nella pittura di Alfonso Silba”

INAUGURAZIONE

giovedì 5 marzo 2009 – ore 18.30

PERIODO
ORARI
dal 6 al 22 marzo 2009

dal lunedì al venerdì – 9.00/13.00 – 14.00/18.00
          sabato 16.00/18.00 – domenica chiuso


LUOGO
TITOLO

IN ANTEPRIMA A MILANO
I nuovi portali della chiesa di San Giacomo a Orosei realizzati da Carmelo Lizzio e Alfonso Silba
Un documento dell’arte sacra contemporanea
a cura di Domenico Montalto e di Michele Carta
Il prossimo 3 marzo 2009, presso la storica sede della Biblioteca Umanistica dell’Incoronata di Milano, si potranno ammirare in anteprima  le formelle realizzate dagli scultori contemporanei Carmelo Lizzio e Alfonso Silba i due nuovi portali della chiesa di San Giacomo Maggiore a Orose, una realizzazione fra le più significative e suggestive dell’arte sacra contemporanea.
Nei due portali bronzei di Orosei, gli artisti Carmelo Lizzio e Alfonso Silba hanno saputo tessere un racconto ispirato che celebra il sensus fidei e il genius loci della Chiesa locale, in una sintesi di arte, religiosità e bellezza al servizio della devozione.
I portali saranno inaugurati in luglio prossimo durante la festa di San Giacomo.

Centrato sui grandi fatti evangelici e sui misteri cristologici della Salvezza è il portale della chiesa, eseguito da Carmelo Lizzio.
Il suo lavoro dà rilievo e luce – grazie anche alla tonalità calda della patinatura bronzea, in parte dorata – agli episodi sinottici e cardinali della cronaca neotestamentaria: la Crocifissione (che assume il ruolo di immagine centrale, di focus visuale e simbolico della composizione) e quindi, secondo la cronologia della vita di Gesù, l’Ultima Cena, la Deposizione, la Resurrezione, la discesa dello Spirito Santo.
Una logica narrativa stringente, essenziale, assecondata da un linguaggio scultoreo potente, nutrito della somma scuola plastica italiana che da Donatello arriva fino al novecento di Messina.
Nel suo modellare armonioso ma sempre icastico, mai ridondante, Lizzio sublima le risorse del lungo e consumato mestiere esprimendosi con disinvoltura, anche in proporzioni eccezionali, come dimostrano gli 8 metri dell’Arcangelo recentemente posto sulla cupola dell’Ospedale San Raffaele a Milano.
Dolce e insieme solenne, la porta di Lizzio è un libro aperto che ci richiama agli snodi irrevocabili della redenzione, provocando la coscienza e suscitando la preghiera.

Il portale centrale che dà sulla facciata scenografica della chiesa, opera di Alfonso Silba, si snoda come un vero e proprio “racconto” celebrativo, come il film della vita dell’Apostolo patrono della parrocchia e della comunità di Orosei. La narrazione appare fluida, corsiva, “popolare”, offerta con semplicità e immediatezza alla comprensione del fedele.
La storia si dipana o meglio s’irradia dall’immagine centrale del Santo, raffigurato secondo gli attributi propri di un’iconografia plurisecolare (in veste di pio viandante, con conchiglia e bordone). Vi si illustrano le pagine salienti della leggenda jacobea: l’arrivo del Santo in Galizia su una barca, le sue sante imprese e soprattutto quella più legata alla vicenda religiosa, alla memoria collettiva delle genti del Golfo di Orosei, episodio che conferma San Giacomo nelle sue vesti di Matamoros: ovvero l’epico scontro del 1806 fra i predoni musulmani e gli abitanti di Orosei, vincitori della battaglia.
Silba ci mostra che la battaglia avviene sotto l’egida protettrice di San Giacomo, e il tutto è siglato da un’epigrafe in latino: “S.Jacobe huius opidis/ Orosei specialis patrone/ ora pro nobis”. Ogni singolo evento è racchiuso in una cornice dorata.
Il modellato si mostra vivido, mosso, aggraziato, gentile, in un codice figurativo autenticamente sentito. La patina verde-azzurra conferisce all’insieme un clima da fiaba.

Biblioteca Umanistica dell’Incoronata - Corso Giuseppe Garibaldi, 116 - Milano

“I NUOVI PORTALI DELLA CHIESA DI SAN GIACOMO A OROSEI – UN DOCUMENTO DELL’ARTE SACRA CONTEMPORANEA”

INAUGURAZIONE

4 marzo ore 18.00

PERIODO
ORARI

dal 4 al 22 marzo 2009

dal lunedì al venerdì – dalle h. 17.00 alle h. 19.30
-sabato e domenica – dalle h. 11.00 alle h. 13.00 / dalle h. 17.00 alle h. 19.30

Ente Promotore: Comune di Orosei
Mostra a cura di: Domenico Montalto
Comitato organizzatore: Comune di Orosei - Centro studi G.Guiso
Parrocchia di San Giacomo Apostolo di Orosei
Monografia: Domenico Montalto e Michele Carta – Edita da Centro studi G. Guiso Orosei
Stampa: Grafiche Ed. Solinas, Nuoro
Allestimento: Architetto Flavio Costa e  Annita Rota
Fotografie: Foto video Reporter di Alessandra Palma
Ufficio Stampa e Comunicazione: Bianucci Cinelli studio

LUOGO
TITOLO

Arte Visiva da Ascoltare con Festarte che propone una riflessione sul rapporto tra immagini e parole. Da un’opera che non esiste materialmente in un luogo fisico ha inizio la ricerca di Antonio Guiotto, attraverso Affreschi di parole che in pochi minuti affrontano in modo provocatorio e ironico, il sistema dell’arte ed il sociale. L’evento si sviluppa in un percorso d’istallazioni con tracce audio di racconti inediti in ambienti oscuri (per privilegiarne l’ascolto), proiezioni di mini foto di dimensioni inversamente proporzionali ai maxi titoli, una performance ed un video dell’artista.

Una serie di postazioni munite di cuffie permettono l’ascolto di una voce, quella dello stesso Guiotto, che conduce nella dimensione del racconto. 5 sono le opere audio, mentre lungo le pareti vedremo la serie di 9 opere “Non con poche parole”: foto accompagnate da estesi titoli, veri e propri racconti di vita quotidiana. Negli spazi, due opere della stessa serie diverranno due video-installazioni, dove la mini immagine sarà affiancata “dall’opera titolo” scorrevole.
L’happening prosegue con “The boring video”, ironico video dallo sbadiglio contagioso, richiamo alla tanta seriosa contemplazione artistica, e una performance in cui l’artista  coinvolgerà parte del pubblico scelto casualmente.

Opere Audio: La stanza, un intimista ed inquietante descrizione di un luogo e la sua tattilità. La scatola, provocatoria descrizione dettagliata di un libro veicolo per un tema universale come la fede. La torre, una vertigine che svela nel suo corso, una contemporanea torre di Babele. L'ultima sigaretta, è il forte e stantio odore di sigaretta spenta che ci conduce nel racconto di uno Zeno contemporaneo. La strana bestia, sbeffeggiante veduta di una mostra d’arte contemporanea...l'asino, è lì per ammirare o per essere ammirato?

PARTY con djset a cura di Massimo Andreozzi (lasituazione)  Rock'n'roll, funk, soul.
Vota la traccia audio / Alle 24 estrazione dei 3 vincitori a cui verrà donata l’opera preferita autografa.

FestArte è un festival di arti visive multidisciplinari ideato da Lorena Benatti, giunto ormai alla sua VII edizione, che si articola in diversi fasi: il concorso per curatori d'arte, il laboratorio che è il centro per la formazione di curatori ed artisti, la postproduzione e la realizzazione del Festival. Realizzato con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma. Patrocinato da Federculture, con la collaborazione di Officine Fotografiche, di Rialtosantambrogio e con la collaborazione musicale di lasituazione. Media partner NEXT EXIT creatività e lavoro, InsideArt, Zero e Radio LifeGate.
IDEAZIONE - ISTALLAZIONI AUDIO, VIDEO, FOTO e PERFORMANCE   Antonio Guiotto
CURATRICI  Eugenia Battisti e Maria Elena Minuto

 

VORREI RACCONTARTI UN’OPERA
‘Chiudi gli occhi e guarda’

INAUGURAZIONE

 

PERIODO
ORARI

 

12 febbraio 2009  ore 22
II° progetto per racconti multidisciplinari proposti
da curatori d’arte e selezionato dal concorso nazionale Festarte

Appuntamento a Rialtosantambrogio via S.Ambrogio 4 – Roma - ore 22.00
Entrata € 7
Informazioni tel. 339.380060  info@festarte.it    www.festarte.it  www.myspace.com/festartefestival

Addetto stampa Manuela Contino tel. 339.3800603 – 338. 2362095


LUOGO
TITOLO

Mostra & convegno L'ARTE DELLA CURA, tra sfera pubblica e sfera privata.
Corsi di vita e differenze di genere nella cura delle persone non autosufficienti

Convegno: 14 febbraio 2009, ore 9.30 - 17.30
Mostra: 14-20 febbraio 2009, ore 11.00-19.00
Finissage: 20 febbraio 2009, ore 18.00-20.00

L'ARTE DELLA CURA è informazione, approfondimento, esperienza artistica

Convegno: 14 febbraio 2009, ore 9.30 - 17.30
Mattino MAPPARE LE CURE - PENSARE LA CURA
I servizi, il punto di vista di medici e pazienti nelle malattie oncologiche, neurodegenerative, immunologiche, cardiovascolari
Pomeriggio LE PAROLE PER DIRLO
La cura e la vita: pratiche, racconti riflessioni per sondare esperienze che troppo spesso non hanno le parole per dirsi

Mostra: 14-20 febbraio 2009, ore 11.00-19.00
CURA ED ESPERIENZA ARTISTICA
Essere curate e prendersi cura nell'interpretazione delle artiste che hanno realizzato le installazioni della mostra
14 febbraio, ore 14.30-15.30: presentazione e visita guidata con le artiste e la curatrice Valeria Vaccari
20 febbraio, ore 18.00-20.00: finissage. Incontro con le artiste e la curatrice. Al pianoforte Alice Meregaglia. Saranno presenti la scrittrice Ada Celico e l'attrice Francesca Contini.

PROGRAMMA CONVEGNO

9,00 - 9,30 Registrazione
9,30 - Saluti delle Istituzioni; Enzo Lucchini, Vice-Presidente Consiglio regionale della Lombardia; Marco Cipriano, Vice-Presidente Consiglio regionale della Lombardia; Battista Bonfanti, Consigliere segretario UDP Consiglio regionale della Lombardia; Giampaolo Landi di Chiavenna, Assessore Salute Comune di Milano; Maria Cristina Cantù, Direttore generale Asl di Milano
Ore 10 - Mappare le cure - pensare la cura; Coordina: Fiorella Maria Bernadette Capuzzo, Esperta politiche di genere
Arte della cura e welfare: confronti europei; Lia Lombardi, Sociologa della salute e della medicina, Università degli Studi di Milano
Il percorso di assistenza domiciliare: dove, come, quando
Carla Silvia Gimignani, Infermiera, Servizio ASL MI Distretto 3
11,00 - Coffee Break
La malattia di Parkinson all'esordio: interazioni tra neurologo, paziente e diagnostica strumentale
Paolo Gerundini, Direttore Dipartimento UO Medicina nucleare IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena
Le demenze: etica della cura di chi non può guarire - Maddalena Gasparini, Neurologa, Coordinatrice del Gruppo di studio di bioetica e cure palliative della Società italiana di neurologia
Un nuovo ruolo dell'associazionismo: dalla cura al prendersi cura - Giovanna Menicatti, APM Parkinson Lombardia
Ci sono differenze di genere nelle malattie cardiovascolari? - Alberto Lombardi, Fondazione italiana per il cuore
L'anziano affetto da tumore - Paolo Foa, Direttore Dipartimento di Oncologia AO S. Paolo
Tumori al seno ed immaginario collettivo (stato dell'arte, linguaggi e simboli) - Gemma Martino, Direttrice scientifica Metis Centro studi in oncologia formazione e terapia Milano
Trasformazioni del corpo: percorsi culturali e di solidarietà - Stefania Bragato, Associazione Metabolè
Artrite reumatoide: nuovi orientamenti terapeutici - Massimo Limonta, UO Reumatologia, Ospedali Riuniti di Bergamo
Stomie e stomizzati: creatività applicata all'assistenza - Mirella Riatti, Associazione MIRA onlus
L'anziano malato, i diritti e la sana Costituzione - Elisabeth Cosandey, Associazione Senza limiti
13.30 - 14.30 Buffet
15.30-17.30 Le parole per dirlo - Coordina: Alida Novelli, Unione Femminile Nazionale
I grandi anziani: la cura e le differenze di genere - Mara Tognetti Bordogna, Università Milano Bicocca
Ma c'è la vita. Una riflessione sulla malattia e sulla cura - Maria Castiglioni, Associazione Metis - Medicina e memoria
Badanti, risorsa per il datore di lavoro ma anche per il welfare italiano - Svetlana Buryanova, Associazione badanti Nadiya
Una testimonianza sul rapporto madre-figlia nell'esperienza della cura - Lea Melandri, Scrittrice
La culla della cura - Donatella Airoldi, Psicologa clinica
Tavola rotonda con le associazioni - Raccolta degli spunti e proposte per il futuro

Spazio dell'Unione Femminile, Corso di Porta Nuova 32, Milano

L'ARTE DELLA CURA

INAUGURAZIONE
14 febbraio, ore 14.30-15.30
PERIODO
ORARI
14-20 febbraio 2009

ore 11.00-19.00

L'ARTE DELLA CURA è un evento che che affronta in modo nuovo il tema della cura delle persone anziane e degli adulti non autosufficienti. Si terrà il 14 febbraio 2009 a Milano, Spazio dell'Unione femminile, Corso di Porta Nuova 32.
Patrocinato da Asl, Assessorato salute Comune di Milano, Consiglio Regionale della Lombardia, L'arte della cura si articola in una mostra d'arte e un convegno e si rivolge ai protagonisti e alle protagoniste della cura: operatori e operatrici, familiari, pazienti, amministratori. Un approccio multidisciplinare per un punto di vista inedito, ma scientificamente fondato.
Alle persone coinvolte nella cura di un familiare che invecchia o che perde la propria autosufficienza si intende offrire da un lato, una mappa per orientarsi nei servizi socio-sanitari, il punto di vista di medici e associazioni di pazienti nella cura delle principali patologie. D'altro lato si cerca di illuminare quel territorio che viene spesso lasciato in ombra quando si parla di cura, cioè quello relazionale, simbolico, psichico: il lato "privato" del sociale.
La cura è infatti di importanza centrale per molte famiglie e in particolare per le donne, che spesso ne sostengono il peso maggiore.
Organizza l'Associazione Blimunde-sguardi di donne su salute e medicina, in collaborazione con l'Unione Femminile Nazionale e la Libera Università delle donne. L'arte della cura è un evento realizzato con il contributo del Consiglio Regionale della Lombardia.
Contatti: Eleonora Cirant, tel. 3492542205 oppure tel. 02/6572269 (Unione Femminile Nazionale) www.blimunde.it

Mostra
Cura: un'esperienza artistica contemporanea
14 febbraio, ore 14,30-15,30 - Visita guidata con Valeria Vaccari, curatrice della mostra, e con le artiste Zina Borgini, Maria Amalia Cangiano, Marilù Cattaneo, Mavi Ferrando, Anna Finetti, Nadia Magnabosco, Sandra Mazzon, Marilde Magni, Elisabetta Pagani, Antonella Prota Giurleo, Lucrezia Ruggieri, Celina Spelta. 
20 febbraio, ore 18,00-20,00 - Finissage: incontro finale con le artiste e con la curatrice. Al pianoforte Alice Meregaglia. Saranno presenti la scrittrice Ada Celico e l'attrice Francesca Contini

EVENTO PROMOSSO DA: Associazione Blimunde - Sguardi di donne su salute e medicina; Unione Femminile Nazionale
PATROCINIO E CONTRIBUTO: Consiglio Regionale della Lombardia
PATROCINI: Comune di Milano Assessorato alla salute- ASL Milano
Comitato scientifico: Fiorella Bernadette Capuzzo, Eleonora Cirant, Lia Lombardi, Alida Novelli
Segreteria organizzativa: Eleonora Cirant
Per informazioni: Tel. 02/6572269 (Unione Femminile Nazionale) artedellacura@blimunde.it ; www.blimunde.it


LUOGO
TITOLO
La Galleria Overfoto inaugura a febbraio The third one, videoinstallazione dell’artista afgano Rahraw Omarzad, nato nel 1964 a Kabul, dove vive e lavora, anche come curatore ed insegnante.
Nel video che dà il titolo alla mostra, lo stile asciutto ed essenziale -così come quello degli altri lavori che saranno in parte proiettati ed in parti mostrati su monitor-, concentra lo sguardo sulla figura della donna, ed esprime una poetica di rivendicazione del ruolo creativo per eccellenza, a lei assegnato dalla natura stessa, e dunque del diritto all’esercizio di tale funzione e alla libertà di espressione.
L’attenzione di questo artista per la tematica femminile, nel complesso contesto culturale e politico afgano, è frutto di un coraggioso impegno quotidiano sul campo. Egli è infatti direttore, sin dalla sua nascita nel 2004, del CCAA (Center for Contemporary Art Afghanistan), Istituzione indipendente per l’insegnamento e la diffusione dell’arte contemporanea, che vanta, tra le iniziative più degne di nota, la creazione del Centro artistico femminile, impegnato nella rimozione dei numerosi ostacoli che hanno finora impedito alle donne afgane di apprendere le materie di tipo artistico e di potersi esprimere liberamente attraverso di esse. Attualmente frequentano quotidianamente il centro - dove seguono corsi di pittura, fotografia e techiche video - 60 donne residenti a Kabul.

Rahraw Omarzad insegna inoltre presso la Facoltà di Belle Arti dell’Università di Kabul ed è redattore capo della rivista d’arte Gahnama-e-Hunar.
Con il contributo della Provincia di Napoli - Assessorato alla Pace
Questa iniziativa è contro il sistema della Camorra
Un ringraziamento particolare per aver fatto da ponte con Kabul ad Alberto Landolfi


Galleria Overfoto
vico San Pietro a Maiella, 6 - 80138 Napoli
Rahraw Omarzad
The Third One
Videoinstallazione
INAUGURAZIONE

sabato 7 febbraio 2009 ore 19.00-22.00

PERIODO
ORARI
7 febbraio > 2 marzo 2009

martedì > venerdì 11.00-13.00 e 16.30 > 19.30, sabato 11.00 > 14.00


LUOGO
TITOLO

Nei primi giorni del mese di febbraio 2009 s'incontrano a Ivrea artisti verbovisuali e intellettuali per un seminario e una mostra dedicati al tema "La libertà nell'arte".
Il tema è già stato sicuramente affrontato e discusso in molte occasioni, ma è tutt'altro che esaurito.In questo seminario particolarmente interessante promette di essere l'interpretazione che ne daranno gli intellettuali, tra gli altri, di area libertaria. Ancora una volta l'obiettivo che gli organizzatori si danno è quello di favorire nuove collaborazioni e nuovi incontri tra i partecipanti, insieme con l'acquisizione di prospettive utili per il percorso artistico di ciascuno. La mostra si compone di una sezione dedicata al lavoro di Martino Oberto e di una sezione di opere appositamente create dagli artisti. L'evento vede la partecipazione di oltre 60 artisti verbovisuali e 20 studiosi che si sono occupati del tema da diverse angolature. In un tempo successivo verrà pubblicato un quaderno con gli interventi e le relazioni presentate nel corso del seminario, con le immagini delle opere esposte e la documentazione fotografica dei momenti di incontro.

Programma

Venerdì 6 febbraio 2009
Ore 18:00 -  Inaugurazione della mostra con il saluto di Gianni Cimalando, Assessore alla Cultura del Comune di Ivrea. Incontro con Martino Oberto, a cura di Lorena Giuranna, con la proiezione del DVD "OM parla di OM con OM".
Ore 22:30 - Andrea Papi presenta il suo ultimo libro: Per un nuovo umanesimo anarchico e Ferruccio Cajani presenta il suo "romanzo globale": Incudine ai tropici.

Sabato 7 febbraio 2009
Ore 9:30 - Avvio del seminario con le dichiarazioni e le testimonianze dei partecipanti, intercalate
dalle relazioni di: Andrea Papi: Il libertarismo anarchico - Vittore Baroni: Libertà è schiavitù - Franco Buncuga: L'architettura delle parole - Fabio Santin: Arte e anarchia - Luciano Lanza: Volontà e Libertaria: due riviste di politica e... arte - Franco Gabotti: Da uno a tre infiniti.
Ore 12:30 - Intermezzo-performance: Tomaso Binga: Turbolenze sonore - durata 5'.
Ore 15:30 - Prosecuzione del seminario con le dichiarazioni e le testimonianze dei partecipanti,
intercalate dalle relazioni di: Roberto Bertoldo: Il ruolo della cultura - Raffaele Perrotta: L'imagination au pouvoir - Piero Flecchia: Il testamento di Picasso e i contenuti etici della rappresentazione pittorica - Gio Ferri: La libertà dell'arte e le energie dei suoi limiti - Ignazio Apolloni: Il mio j'accuse - Melania Gazzotti: Libri d'artista
Ore 19:00 - Performances: Nicola Frangione: Aprendo le porte alle parole Performance-Reading poetry - durata 20' c.a - Enzo Minarelli: Polipoesia 4 - per video, immagini, musica, suoni 1989-2009 (libero omaggio al Prometeo, il Poema del fuoco, di Aleksandr Skrjabin, 1909) - durata 20' c.a - Emilio e Franca Morandi: Emotion plus - durata 15/20'

Domenica 8 febbraio 2009
Ore 9:30- Conclusione del seminario con le dichiarazioni e le testimonianze dei partecipanti,
intercalate dalle relazioni di: Eugen Galasso: Anarchia, amore, poesia - Arturo Schwarz: Del realismo socialista come mezzo di sterminio morale - Tommaso Bressan: Senza titolo - Lorena Giuranna: "La crisi degli immutabili". Arte e ideologia dopo il postmoderno - Gianni Emilio Simonetti: Valentine de Saint-Point, ovvero behind the green door - Adriano Accattino: Una nuova economia per l'arte
Ore 12.30 - performance di chiusura: Carla Bertola e Alberto Vitacchio: Futurisma - durata 15' L'inaugurazione della mostra, l'incontro con Martino Oberto, la presentazione dei volumi di Papi e Cajani e le performances sono aperti al pubblico. Il seminario è riservato agli operatori.

Museo Della Carale Accattino, Via Miniere 34, Ivrea

LA LIBERTA’ NELL’ARTE

INAUGURAZIONE

 

PERIODO
ORARI
fino al 22 marzo

 

Partecipanti:
Fernando Andolcetti, Ignazio Apolloni, Davide Argnani, Vittore Baroni, Carlo Battisti, Carla Bertola, Roberto Bertoldo, Tomaso Binga, Anna Boschi, Luigi Boschi, Antonino Bove, Tommaso Bressan, Gianni Broi, Paolo Brunati Urani, Franco Buncuga, Ferruccio Cajani, Ezio Campese, Carlo Canè, Gianfranco Carrozzini, Sonia Caruso, Alberto Casiraghy, Bruno Cassaglia, Cosimo Cimino, Mario Commone, Carlo Marcello Conti, Alda D'Alessio, Mauro Dal Fior, Jakob De Chirico, Marcello Diotallevi, Paolo Dolzan, Anna Maria D'Ottavi, Liliana Ebalginelli, Tony Ellero, Maria Pia Fanna Roncoroni, Fernanda Fedi, Luc Fierens, Piero Flecchia, Gio Ferri, Giovanni Fontana, Nicola Frangione, Franco Gabotti, Eugen Galasso, Melania Gazzotti, Gino Gini, Lorena Giuranna, Elisabetta Gut, Luciano Lanza, Alessio Larocchi, Ettore Le Donne, Arturo Lini, Arrigo Lora-Totino, Lucia Marcucci, Ruggero Maggi, Franco Magro, Maria Nives Manara, Alberto Mari, Marco Marchiani Mavilla, Enzo Miglietta, Enzo Minarelli, Emilio e Franca Morandi, Massimo Mori, Riri Negri, Martha Nieuwenhuijs, Anna Oberto, Serena Olivari, Martino Oberto, Maurizio Osti, Andrea Papi, Mario Parentela, Michele Perfetti, Giuseppe Pellegrino, Walter Pennacchi, Raffaele Perrotta, Franco Piri Focardi, Claudio Rotta Loria, Fabio Santin, Arturo Schwarz, Gianni Emilio Simonetti, Carlo Alberto Sitta, Luigi Tola, Agostino Tulumello, Pino Viscusi, Alberto Vitacchio, Rolando Zucchini.
Vengono inoltre esposte opere di Luciano Caruso e Corrado D'Ottavi.

La mostra rimarrà aperta fino al 22 marzo e sarà visitabile nei giorni di venerdì, sabato e domenica, dalle ore 16 alle ore 19 a partire da venerdì 13 febbraio 2009. L'ingresso è libero. Tutte le manifestazioni si terranno presso il Museo Della Carale Accattino, Via Miniere 34, Ivrea,
tel. 0125612658, ad eccezione della presentazione dei libri, che si svolgerà presso il Circolo degli Amici "Verde Canavese", Via Ribes 2, Colleretto Giacosa.

LUOGO
TITOLO
a cura di Katia Accossato e Luigi Trentin
In occasione di
La città si fa bella

Città di Gallarate e Città di Busto Arsizio

Giulio Minoletti. Visioni urbane di Maurizio Montagna è la mostra con cui la Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate partecipa a La città si fa bella, iniziativa che sancisce la collaborazione fra il Comune di Gallarate e il Comune di Busto Arsizio.
La GAM con questa mostra pone l’attenzione sul lavoro dell’architetto milanese Giulio Minoletti (1910-1981), figura di spicco nella progettazione architettonica e nel design tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, e lo fa ribadendo l’attenzione che il Museo riserva alla fotografia nel 2009 con il suo calendario espositivo.
Chiamato a trasferire in immagini lo studio scientifico dei curatori della mostra Katia Accossato e Luigi Trentin, il giovane ed emergente fotografo italiano Maurizio Montagna si è fatto interprete delle architetture di Giulio Minoletti, delle funzioni e delle modalità con cui esse si inseriscono nel contesto urbano gallaratese e milanese.
Lo sguardo di Maurizio Montagna, dalla cifra stilistica precisa e identificabile, ha così incontrato il lavoro di Giulio Minoletti: da questo incontro nascono opere in cui fotografia e architettura si identificano in un linguaggio essenziale, rigoroso, capace di giungere alla sintesi delle cose e ad una “classicità” senza tempo e non storicistica, che predilige le linee ortogonali, le forme geometriche, le composizioni simmetriche ed equilibrate.
Particolare attenzione è stata dedicata a una delle primissime interessanti architetture di Minoletti, la Casa del Littorio di Piazza Garibaldi a Gallarate, progettata e costruita tra il 1938 e il 1940, di cui vengono esposti anche i disegni dei progetti originali conservati presso l’Archivio di Stato di Varese.
La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 22 febbraio.

GAM - Civica Galleria d'Arte Moderna
v.le Milano 21
Gallarate VA

Giulio Minoletti. Visioni urbane di Maurizio Montagna
INAUGURAZIONE

sabato 17 gennaio 2009, ore 18.30

PERIODO
ORARI

17 gennaio – 22 febbraio 2009

 


LUOGO
TITOLO

20 febbraio 1909 sulla prima pagina del quotidiano Le Figaro compare il Manifesto Futurista. Filippo Tommaso Marinetti ne è l’ideatore solitario. Il manifesto viene letto e discusso in tutta Europa ma Marinetti deve aspettare il 1910 per trovare alleati in Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Luigi Russolo che aderiscono al movimento.  E’ insieme a loro che iniziano le serate futuriste che spesso finiscono in rissa. L’8 luglio 1910 il famoso lancio in piazza san Marco di 800000 volantini Contro Venezia Passatista. E’ passato un secolo e Venezia, nemica del modernismo, ha saputo solo realizzare il ponte di “Cascatrava”. E’ anche per questi motivi che questa nostra azione abbiamo preferito realizzarla a Napoli presso lo spazio del Museo Minimo. Uno spazio che ha dimostrato da sempre coraggio e vitalità e Noi gli siamo sempre stati vicini. Noi non siamo soliti restare alla finestra a guardare, a lamentarci su ciò che non ci viene offerto da un sistema dell’arte obsoleto. Il futuro è nelle mani degli artisti. Basta crederci.
GIANCARLO  DA LIO

artisti partecipanti:
ITALIA Tiziana Baracchi - Pino Conestabile - Carmela Corsitto - Mauro Gentile - Giosuè Marongiu - Carlo Pecorelli - Claudio Romeo - Roberto Sanchez - Salvatore Starace
AUSTRALIA Pete Spence - Cornelis Vleeskens
CANADA Ed Varney
FINLANDIA Alberto Ferretti
FRANCIA  Christian Alle - Françoise Soupel
GERMANIA  Michael Fox - Klaus Groh - Henning Mittendorf - Jürgen Olbrich - Schoko Casana Rosso -
SPAGNA  Antoni Miró
SVIZZERA Lothar Trott
USA Christine Tarantino
 
introduzione critica: Giancarlo DA LIO

 

Museo Minimo
via detta San Vincenzo, 3
(angolo via Leopardi, 47)
I-80125 NAPOLI
ITALIA

FUTURISMI

INAUGURAZIONE

10 febbraio 2009 dalle ore 18.00

PERIODO
ORARI
dal 10 febbraio al 10 marzo 2009

 


LUOGO
TITOLO

La Galleria Vertigo di via Rivocati 63, Cosenza inaugura sabato 24 gennaio alle ore 18.00  la mostra-installazione dell’artista Ruggero Maggi che continuerà fino a venerdì 20 febbraio.
Non aspettatevi catastrofismi o fine del mondo, perché l’artista non fa appello alla paura, ma all’ironia e alla razionalità,  presentando uova, anzi immagini fotografiche di uova al tegamino in nidi sospesi da invisibili fili al soffitto che, a causa del gran caldo, nascono cotte, anzi fritte. Ottiene così di porre l’attenzione sulla gravità del problema con ludica leggerezza.
Con l’installazione Ecce ovo, che contamina lo spazio in tutti i punti, l’artista ottiene l’effetto di completa immersione dello spettatore, che diventa attore dell’azione metaforica. L’aver messo in atto un processo che ridesta la nostra sensorialità assopita attraverso il tatto, l’udito (i gusci d’uovo sparsi sul pavimento saranno calpestati dal pubblico producendo un suono-rumore), la vista (con effetto immersione), la razionalizzazione di un evento possibile, significa mettere al centro dell’arte la vita e l’uomo nella sua totalità. E’ quanto fa da anni Ruggero Maggi con notevoli risultati artistici che lo collocano fra i sensori più sensibili del nostro tempo.

Mimma Pasqua

Note biografiche
L’opera di Maggi si svolge all’insegna della multimedialità con particolare riferimento alla poesia visiva, libri d’artista, mail e copy-art, installazioni e performance. Negli anni ’80 ha curato e organizzato mostre legate al movimento giapponese Gutai, alla Zaum Poetry russa, all’avanguardia latino-americana, cinese, cecoslovacca, romena e di altri paesi europei. Fra le principali mostre: Italian report, mostra d’arte italiana itinerante in Giappone e in Corea; Eco italiana, mostra d’arte contemporanea italiana itinerante in Germania; La linea infinita (1993 - Milano), mostra-installazione dedicata a Piero Manzoni nel trentennale della sua morte.Inoltre: I metanetworker in spirit, Arte Fiera di Bologna  1994/95; Mediale in erba MiArt - Milano e a Riparte –Roma. Dal 1985 ha curato progetti dedicati alla teoria del Caos.
Nel 2007 ha presentato come curatore il progetto dedicato a Pierre Restany “Camera 312 – promemoria per Pierre” alla 52. Biennale di Venezia.

Info :   Vertigoarte Istituto di ricerca per la Cultura e le Arti Visive, Cosenza, via Rivocati 63, tel. e fax 0984/75212, e-mail: vertigoarte@libero.it, sito: www.vertigoarte.org - orari di galleria: da martedì a sabato, dalle ore 16,30 alle 19,30 (ingresso libero).

Verrtigo Centro Internazionale di ricerca per la Cultura e le Arti Visive Contemporanee – Via Rivocati 63, 87100 Cosenza, tel. e  fax 0984 75212

VERTIGOARTE Istituto di ricerca per la Cultura e le Arti Visive Cosenza
via Rivocati 63

Ecce ovoil
riscaldamento globale
.

INAUGURAZIONE

24 gennaio 2009 - ore 18.00

PERIODO
ORARI
Dal 24 gennaio al 20 febbraio 2009

da martedì a sabato, dalle ore 16,30 alle 19,30 (ingresso libero).


LUOGO
TITOLO

JOERG CRISTOPH GRUENERT: "VIE DELL'ESILIO" ALL'EX AURUM PESCARA

L'Abruzzo come terra elettiva e di ispirazione estetica:  l'approdo scelto dallo scultore, performer e drammaturgo tedesco Joerg Cristoph Gruenert, per raccontare il proprio percorso artistico. L'ass.cult. Deposito Dei Segni inaugurerˆ sabato 29 novembre alle 18,00 la mostra "VIE DELL'ESILIO" al piano terra dell'Ala Nord dell'EX AURUM: la mostra curata dal critico d'arte Rolando Alfonso sarˆ visitabile ad ingresso gratuito fino al 15 gennaio 2009 (dal martedi al sabato orario 9.30-13.30, 15.30-19.30, la domenica dalle 15.30 alle 19.30).

Del cammino espressivo intrapreso da Joerg Gruenert all'interno della sfera estetica - spiega Rolando Alfonso - ci˜ che maggiormente ci colpisce non  tanto la severitˆ della ricerca formale, che come tale affronta e risolve sciogliendo, come gran parte degli artisti della seconda metˆ del Novecento, i nodi teorici che la contemporaneitˆ ha disposto contro la definitiva sentenza hegeliana della morte dell'arte, quanto l'empatia, ben strutturata, tra ogni atto espressivo e la sua verifica sul piano propriamente esistenziale, umano. Nelle sue opere il vasto e tormentato mondo della cultura artistica tedesca s'impone ancora. Gli interrogativi che dal dopoguerra l'hanno animata si ripresentano a Joerg Gruenert nella loro perentorietˆ, ma le certezze epistemiche dei territori del segno e della comunicazione, intese sempre come risolutive sul piano del significato e residui di una catarsi espressiva della sua cultura d'origine, sfumano a contatto con la cultura del sud europeo e mediterraneo. Una forte volontˆ di accostare e rappresentare la dimensione tragica dell'uomo contemporaneo  ci˜ che lo anima. Le sue opere sono delle quaestio sul senso del dolore ma in esse s'intravede anche la traccia mai disattesa di una ricerca di giustizia che possa lenirlo. Non  sbagliato usare il termine di armonia del dolore.

La mostra antologica presenta oltre sessanta opere tra installazioni, sculture e pitture eseguite con materiali e tecniche differenti ed accompagnata dal catalogo con testi critici di Rolando Alfonso e Antonio Picariello e foto di Gino Di Paolo.

Ex Aurum
Pescara

"VIE DELL'ESILIO"

INAUGURAZIONE

sabato 29 novembre
alle 18,00

PERIODO
ORARI
(dal martedi al sabato orario 9.30-13.30, 15.30-19.30, la domenica dalle 15.30 alle 19.30).

fino al 15 gennaio 2009


LUOGO
TITOLO

Nell'ambito della Notte Bianca per la pace, l'associazione di donne Galassia ha proposto ad artiste ed artisti la realizzazione di una mostra di installazioni, opere bidimensionali, video e perfomance nel cortile di un'antica casa del 1700, ora completamente ristrutturata, nel centro della città.
Il tema della mostra, Paciamoci , viene interpretato da ogni artista avendo presente i temi del rispetto dei diritti della natura, delle persone, degli animali e degli oggetti, rispetto dei diritti che sta alla base di qualsiasi politica di pace. Visioni diverse, espressioni del sentire di ciascun artista.

Confrontarsi sul tema della pace ha voluto dire ragionare sul significato del termine e su come comportarsi nella vita quotidiana, all'interno della casa e all'esterno, nella città e nel mondo, su un tema sul quale si pensa di essere tutte e tutti d'accordo ma sul quale poi si verificano differenze forti.

Una convinzione che si ritrova sia nell'opera di Nadia Magnabosco e di Marilde Magni , un'asse da stiro in metallo - simbolo della vita quotidiana femminile - posta in verticale a rappresentare  la resistenza, la perduranza e la non scalfibilità del coraggio di una delle tante  madri di Plaza de Mayo che in quella di Evelina Schatz , che scriverà in varie forme, e leggerà, in italiano e in russo una sua poesia sulla pace; il linguaggio della pace deve assumere le diverse lingue del mondo, per essere compreso e condiviso da tutte e da tutti.
Pace significa scegliere consumi ecocompatibili, ridurre i consumi ai bisogni reali, praticare la cultura della cura come recupero di competenze di genere ( cura delle persone, delle cose, degli animali e delle piante, della Terra, della memoria). Significa lavorare meno, recuperare tutto.
Molte artiste e molti artisti hanno elaborato il loro agire artistico utilizzando solo materiali ecocompatibili e/o di recupero. E' il caso, in questa mostra, di Francesco Ceriani, Francesco Cucci, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Roberto “Birillo” Gotta, Luca Rendina , Francesco Ceriani presenta un lavoro di legno, quasi una nave che vola, un segno di viaggio, non proprio di piacere, un po' di speranza, un po' di fuga... Francesco Cucci con Volontà di Costruire la Pace realizza un' installazione che attraverso l'equilibrio e la tolleranza tra gli elementi, in un legame elastico, esprime l'idea della pratica della coesistenza e del rispetto Gretel Fehr ricerca frammenti di lavorazione di specchi in plexiglass come supporti alle sue stampe digitali. In Prost s i brinda alle guerre, si brinda alla pace. Senza fine per le guerre, con tanta speranza per la pace Mavi Ferrando in Scalata di pace elabora una serie di figure che cercano faticosamente, arrampicandosi su una griglia metallica, un cammino, in salita, verso la pace. Roberto “Birillo” Gotta recupera giocattoli da “guerra” rotti, per costruire un collage polimaterico simbolico che affronti in senso ironico il tema della guerra Luca Rendina utilizza legno di recupero con un piccolo inserto in terracotta per realizzare una scultura componibile formata da più elementi, ispirata al quadro di Giorgio De Chirico del 1927 "mobili nella valle”

Antonella Prota Giurleo

Cortile della via Cavour, 82 CORSICO

“notte bianca per la pace”

INAUGURAZIONE

 

PERIODO
ORARI
sabato 20 settembre 2008

ore 17,00 - 24,00

Pace significa dare valore all'affettività e assumere il dolore come categoria politica, come discrimine nelle scelte. Escludere, uccidere procura dolore, occorre perciò accogliere, vivere, aver cura. Occorre trovare le somiglianze tra le differenze e su esse agire. Tutte, tutti avremmo diritto alla felicità; i bambini e le bambine hanno diritto a crescere felici.Su questa tematica si confrontano le opere di Amalia Cangiano, Angelo Caruso, Daniela Miotto, Giancarla Ugoccioni.
Amalia Cangiano nel suo tondo La fusione del macrocosmo col microcosmo rappresenta il corpo umano, che racchiude in sé il cielo, la terra, le stagioni, come l' universo, come ricerca di equilibrio e di pace.
Angelo Caruso innalza un palo, una sorta di vessillo su cui appendere e incidere i propri sogni e le proprie speranze. Attorcigliate intorno al palo 200 bandiere di tutto il mondo intrecciate come sono gli intrecci d'interessi di quelli che fanno le guerre e di quelli che si dicono per la pace.
Daniela Miotto presenta una tela dipinta a tempera con soggetti figurativi che simboleggiano la disperazione e la sofferenza attraverso l'urlo e la deformazione fisica.
Giancarla Ugoccioni ha ritratto donne messicane in diverse situazioni per esprimere la sacralità nel quotidiano, qualità che nella frenesia dello stile di vita occidentale spesso si dimentica.


LUOGO
TITOLO

Nell'ambito del progetto culturale “Omeoart, Omeopatia nell'Arte”, promosso da Omeoart, Associazione Culturale Internazionale Boiron, la mostra collettiva Omeoceramica rappresenta un nuovo importante passo sulla strada del dialogo tra arte e omeopatia.
La mostra sarà inaugurata il prossimo 17 settembre a Napoli nella storica cornice del Maschio Angioino, all'interno delle quattro sale che compongono la maestosa “Antisala dei Baroni” e sarà aperta al pubblico dal 18 settembre al 3 ottobre 2008.
Dopo una profonda esplorazione dell'arte pittorica e dei suoi possibili legami con il sapere omeopatico, attraverso cinque grandi mostre collettive (Omeoart, Omeopatia nell'Arte, 2003-2008), l'Associazione Omeoart sceglie la Ceramica come mezzo espressivo intimamente connesso agli elementi della terra, dell'aria, dell'acqua e del fuoco. Al pari degli eventi artistici che lo hanno preceduto, Omeoceramica ha fra i suoi propositi, la diffusione del messaggio omeopatico, attraverso l'Arte ed il suo grande potenziale comunicativo. 32 artisti della ceramica, fra i quali si annoverano grandi nomi del panorama artistico contemporaneo e giovani talenti emergenti, sono stati invitati da Francesca Bianucci, curatrice della mostra e Presidente dell'Associazione, a lasciare una profonda e personale traccia artistica sulla strada dell'incontro tra Omeopatia e Arte.
L'adesione al progetto è stata immediata e ricca di entusiasmo; tutti gli artisti hanno donato la propria opera all'Associazione.

L'evento Omeoceramica si arricchisce, inoltre, di un concorso d'arte rivolto agli studenti degli Istituti d'Arte e dei Licei artistici del circuito regionale campano, promosso sempre da Omeoart in collaborazione col Ministero della Pubblica Istruzione. Gli studenti sono stati invitati a produrre un progetto ed un prototipo sul tema: “Arte da banco…Il rendi-resto per le Farmacie - sul tema dell'Omeopatia”. Durante la conferenza stampa del 17 settembre ore 11,00 i Laboratoires Boiron premieranno i tre vincitori con una borsa di studio.

Omeoceramica vuole farsi, dunque, volano delle eccellenze artistiche del nostro Paese ed in particolare di quelle della Regione Campania, tradizionalmente patria di illustri artisti. Questo uno dei motivi per i quali si è scelta, come prima sede dell'evento, la città di Napoli: Sono davvero molto orgoglioso di vedere Omeoart in mostra qui a Napoli” – osserva Christian Boiron – “tradizionalmente patria di eccellenze artistiche nel campo della ceramica, oltre che culla dell'omeopatia, e per questo location ideale per la nostra iniziativa .

Maschio Angioino - Antisala dei Baroni
Napoli

OMEOCERAMICA
MOSTRA D'ARTE CONTEMPORANEA DI SCULTURE IN CERAMICA SUL TEMA DELL'OMEOPATIA a cura di Francesca Bianucci

INAUGURAZIONE

17 settembre 2008

PERIODO
ORARI

18 settembre – 3 ottobre 2008

9.00-19.00

 

GLI ARTISTI DI OMEOCERAMICA:

Salvatore Autuori, Simona Cazzulo, Lamberto Correggiari, Fausta Cropelli, Riccardo Dalisi, Gianni De Caro, Lilian Drozduk, Luisa Elia, Lello Esposito, Nello Ferrigno, Paolo Gallizioli, Cesare Gozzetti, Bruno Gambone, Clara Garesio, Germana Graus, Patrizia Grieco, Domenico Liguori, Lucio Liguori, Pasquale Liguori, Pietro Lista, Luigi Manzo, Stefania Marano, Ugo Marano, Antonio Perotti, Antonio Petti, Giuseppe Pirozzi, Carlo Previtali, Francesco Raimondi, Daniela Rancati, Enrica Rebeck, Teresa Salsano, Giuseppe Viola


LUOGO
TITOLO

“… la dimensione del contemporaneo si muove attraverso s-definizioni irreversibili, necessarie e collettive.

Non sarebbe possibile concepire altrimenti la dilatazione illimitata dell'atto creativo, che ha luogo a prescindere dai confini tra supporto e materiale, finito e non-finito, esecutore e mobilità dell'opera […].
Così, la percezione di ciò che si vede è il seme a mezz'aria di ciò che potrebbe essere.
Di occhio in occhio, lo stupore educa alla coscienza dell'irripetibile e dell'inspiegabile. All'attesa vigile di una verità suggerita senza essere svelata.

Senza trucco. E senza inganno”.

(dal testo critico di Alessandra Morelli

gli artisti:
mauro bendandi _ anselmo brutti_ francesca casolani_roberto cicchinè_ giulia corradetti_ francesco cuna_ chiara francesconi_ andrea la rocca_ mara nitti_ elena nonnis_ roberto pagnani_ marco saugo_ brian wells stevens

 

 

P A L A Z Z O D E L L E V I D E O C O N F E R E N Z E
FAC. SCIENZE POLITICHE_SEDE UNIVERSITARIA_ CORSO UMBERTO I

A me gli occhi
l'arte che illude e l'arte che disillude

INAUGURAZIONE

domenica 27 luglio ore 18

PERIODO
ORARI
dal 27 luglio al 9 settembre

tutti i giorni, tranne il lunedì
dalle ore 20 alle ore 22

 


LUOGO
TITOLO

Poderi di Montemerano - GR

laboratori azioni idee

INAUGURAZIONE

sabato 9 agosto

PERIODO
ORARI

 

materiali irregolari di cultura libertaria
sf/accende a Poderi
cantieri campi
spazi per agire AGOSTO IN MAREMMA SEMILAVORATI VERSO LA 4 A BIENNALE


LUOGO
TITOLO

Dopo anni di immobilità ritorna l'arte contemporanea al Centro Sociale di Montedoro, evento d'arte fortemente voluto da Federico Messana e curato del critico d'arte Franco Spena, la mostra dal titolo “Varial”, presenta una selezione di venticinque artisti che lavorano nelle molteplici direzioni dell'arte contemporanea. Il tempo presente, veloce e vario, obbliga lo sguardo ad operare adattamenti continui su un panorama visivo sempre in movimento e provvisorio, sia quando si muove tra le immagini e le scritture dell'urbano, sia per cogliere e comprendere i paesaggio mobile che lo circonda nella dimensione del quotidiano. Un paesaggio nel quale realtà e immagine della realtà si mescolano mettendo in tilt spesso un esercizio percettivo bombardato da multiformi stimoli visivi che gli si porgono in soluzione di continuità, mescolando ciò che è fuori e dietro lo schermo, in un momento nel quale tutto sembra essere bello e tutto sembra essere merce.
Un grande palcoscenico davanti al quale assistiamo ad uno spettacolo davanti al quale ogni immagine, appare provvisoria sostituibile ad ogni spostamento dell'orizzonte visivo nel corso del quale si susseguono, al ritmo di un balletto, la vita come la morte, il dramma e lo show, lo spot pubblicitario e la notizia dell'ultimo kamikaze, con uno sguardo “varial” che si adatta ad ogni “visione” e ad ogni differente intensità di luce.
Spesso la stessa realtà, se non travestita d'effimero, passa inosservata davanti al nostro sguardo e ci lascia indifferenti.
In un momento nel quale tutto è contemporaneo, anche il panorama dell'arte, all'inizio del terzo millennio, appare multiforme e vario. Orfani di un novecento che non ci ha lasciato avanguardie ma i lasciti di un ipermoderno che, per sopravvivere, volge lo sguardo al passato, non si individuano segni di espressione che possano caratterizzare questo inizio di millennio, anzi ci accorgiamo della presenza di opere che convivono e che si porgono nel multiforme panorama dell'arte senza riuscire a cogliere elementi che possano ascriverle in poetiche definite.
Viviamo nell'atmosfera di una esperienza estetica diffusa all'interno della quale possiamo distinguere “pratiche”, “procedure” e opere più o meno oggettuali, nei luoghi dell'arte e non luoghi, con precarie “somiglianze di famiglia”.
Al proposito Morris Weitz spiega che “il carattere espansivo e avventuroso dell'arte, i suoi continui cambiamenti e le nuove creazioni, rendono logicamente impossibile assicurare un qualunque insieme di proprietà determinanti”.
Da questo punto di vista “Varial” vuole essere una sintesi breve di una pratica di vedere, nell'orizzonte di un'arte contemporanea inafferrabile, tuttavia carica di fashion, nel quale le opere si offrono al nostro sguardo con la seduzione di una oggettualità prorompente o nell'assenza di una oggettualità che le dimensioni, con la “fascinazione” di una merce in esposizione o con l'inafferrabile visionarietà di uno spettacolo televisivo, quasi dietro a delle lenti “varial” per vivere un'esperienza estetica che ha bisogno di continui adattamenti tra forma e informe, tra realtà e le immagini della realtà. In un fantasmagorico paesaggio culturale, spesso sospeso tra manualità e tecnologia, che passa dalla astrazione alla figurazione, dalla pittura alla pittura pittura alla post pittura, dalla scrittura alla singlossia, dalla installazione alla fotografia, dalla performance al video, dall'utilizzo del corpo al teatro, alla musica, dal concettuale agli assemblaggi di materiali che divengono essi stessi oggetto di poesia e di contenuto, tra sconfinamenti e richiami, contaminazioni e attraversamenti tra i linguaggi, che caricano di fashion nuove e imprevedibili metafore e analogie.
Un paesaggio multiforme e vario, affascinante come uno spot pubblicitario e, come la pubblicità, seducente ed effimero, che si offre al mutevole sguardo “varial” di un contemporaneo all'interno del quale allestiamo l'imprevedibile e comunque esaltante spettacolo dell'esistere.

CENTRO SOCIALE DI MONTEDORO
Contrada Sacramento n° 20

VARIAL
APPUNTI PER UN DISCORSO PROVVISORIO
a cura di Franco Spena

INAUGURAZIONE

Sabato 26 luglio ore 20,00

PERIODO
ORARI
Dal 26 Luglio al 30 Settembre 2008

 

Gli artisti:
Adriano Accattino , Giuseppe Agnello , Daniele Alonge , Ignazio Apolloni , Calogero Barba , Nicola Busacca , Stefano Caruano , Giuseppe Castelli , Filli Cusenza , Alessandro Di Giugno , Tina Duminuco , Rosario Genovese , Lillo Giuliana , Nando Granito , Daniele Inzinna , Michele Lambo , Silvio Marchese , Leopoldo Mazzoleni , Franco Politano , Giuseppina Riggi , Salvatore Salamone , Franco Spena , Agostino Tulumello , Giuseppe Veneziano , Elisa Vicari .


LUOGO
TITOLO

PERFORMANCE/READING DI POESIA
" LA VOCE in MOVIMENTO"
e trasversalita` video-sonore di Nicola Frangione
8 Agosto 2008 ore 21,00
parallel events “manifesta7” - Stazione di AUR-ORA (Bolzano).

23-24 Agosto 2008 ore 21,00
Bolognaestate08 “ Reading sul fiume”- ( parco lungo Reno) Bologna.

17-22 Settembre 2008 ore 21,00
International Festival “ INFR' ACTION ”- Sète, Francia.

L'esperienza e i concerti di Poesia Sonora con Nicola Frangione sono orientati verso quella che alcuni artisti definiscono: “ drammaturgia delle arti”. L'attenzione al gesto come elemento espressivo fondamentale segna in maniera indelebile il suo lavoro. Abbiamo allora una vocalità che, da una parte, partecipa alle performances del corpo, ponendosi alla stessa stregua degli altri elementi linguistici, dall'altra, si manifesta in veste di protagonista, in tutta la sua compiutezza, in una dimensione sonora che si lega al testo e alla musica secondo modalità intermediali, rispettando gli orientamenti fondamentali della “poesia sonora”, ben consolidati in mezzo secolo di prassi e di osservatorio pragmatico.
A partire da “ vocecevovoce ”, del 1980, Nicola Frangione mette in cantiere lavori che si fondano sull'uso del testo e della musica in chiave sinergica, nel senso che tali elementi non sono semplicemente in un ottica di sola “spettacolarità”, ma vengono costruiti con reciproco sostegno al fine di “rivelare” la voce, di manifestarla “ poieticamente ”, di manifestarne la sonorità in tutta la sua pregnanza. Si tratta di “poesia del suono”, di un evento sonoro come oggetto artistico, dove testo, voce, musica sono in stretta fusione.
Il corpo, il suono, e i caratteri grafici della parola interagiscono sempre in un animale nomade che si trasferisce in spazi differenti è in movimenti dinamici , si modifica anche nella grafica filmica dello spazio-tempo.

Nel lavoro sonoro di Nicola Frangione , quindi, si registra un ampliamento ed uno sfondamento dello specifico tecnico; si va oltre il limite della produzione artistica di settore, ma nello stesso tempo è possibile ritrovare una “parola totale” che sa raccontarsi e anche farsi guardare, divenendo architettura, costruzione visiva, e poi suono ed eco figurativa di una tensione poetica per poter viaggiare meglio verso orizzonti totalizzanti.
Giovanni Fontana

 

" LA VOCE in MOVIMENTO"

INAUGURAZIONE

 

PERIODO
ORARI

8 Agosto 2008

ore 21,00

 


LUOGO
TITOLO

In occasione dell'importante mostra In giro dedicata dalla Galerie Koma di Mons (Belgio) al collettivo italiano Mme Duplok (9 agosto – 4 settembre 2008), ha avuto inizio il progetto artistico “Portami con te” che vede coinvolte alcune delle più prestigiose istituzioni italiane dedicate all'arte contemporanea, tra cui la Fondazione Stelline di Milano e la GAM di Gallarate, divenute per l'occasione stazioni di partenza dell'operazione artistica.
Il progetto “Portami con te” prevede la moltiplicazione e la disseminazione di frammenti di opere già prodotte da Mme Duplok, frammenti imbustati e etichettati in modo tale che i vari colporteur potranno segnare il loro nome e i luoghi di partenza e di arrivo, nonché le stazioni intermedie. Alla Galleria di Mons sarà allestita una specie di “ruota degli innocenti” in cui potranno essere lasciati i pezzi che, successivamente, saranno utilizzati per realizzare l'intervento in mostra.
In totale verranno “spediti” circa 1000 pezzi, lasciati nelle mani di persone curiose e disposte a dare un “passaggio” inedito quanto significativo. Pezzi insomma di un grande naufragio alla deriva sul continente dell'arte.
“La circolazione di merci in veste di opere – dichiara Mme Duplok – con la loro moltiplicazione, frammentazione, frantumazione, dispersione, disseminazione, fagocitazione è l'unico lavoro possibile in un mondo cannibale. A Mons, grazie alla Galerie Koma, avremo la possibilità di lavorare in un insieme di spazi aperti e di spazi chiusi, cercando di realizzare con l'uso di tappezzerie, sedie, luci, fotografie e silhouettes un reciproco rovesciamento, una specie di valzer”.
La parola e l'azione va dunque ai viaggiatori…per dare un autostop a “portami con te”.

Mme Duplok
Si costituisce nel maggio 2003 associando personalità e competenze diverse negli ambiti dell'architettura,
della grafica, della filosofia. Come gruppo aperto, a partire da quella data partecipa ad alcuni concorsi
di public art, la quale viene a costituire lo specifico dei suoi interessi, della sua riflessione e del suo operare artistico.
Nel 2004 ha vinto il Premio di Arti Visive Città di Gallarate.
Nel 2006 ha partecipato alla XV Biennale di Parigi
www.madameduplok.it

 

Portami con te Autostop artistico di Mme Duplok

INAUGURAZIONE

 

PERIODO
ORARI
Giugno -agosto 2008

 

Stazioni di partenza :

Fondazione Stelline , C.so Magenta 61, Milano
GAM, Gallarate, v.le milano 21 Gallarate (VA )
Libreria Ubik, P.za Pontida, Bergamo

Sedi varie in Italia:

Stazione d'arrivo : Galerie Koma, 4 rue des Gardes. 7000 – Mons – B

Periodo espositivo : dal 8 agosto al 4 settembre


LUOGO
TITOLO

La violenza sessuale è diventata reato contro la libertà personale e sessuale nel 1996. Prima di allora rientrava tra i delitti contro la morale e il buon costume. Questa legge fu sancita ben 51 anni dopo l'ammissione delle donne al voto (1945). In quel cinquantennio altre leggi avrebbero potuto accelerare il riconoscimento sociale della donna come individuo non in relazione all'uomo e alla famiglia. Nel 1960, per esempio, fu permesso loro di accedere a tutte le professioni prima riservate solo all'altro sesso, nel 1965 fu data la parità remunerativa, nel 1969 l'adulterio, sia maschile che femminile, non fu più un reato, nel 1975 si abolì la patria potestà per parlare di potestà genitoriale, nel 1978 fu permesso l'aborto, nel 1981 fu abrogata la rilevanza penale del delitto d'onore e del matrimonio riparatore in cui la donna - moglie, figlia o sorella - rappresentava una sorta di “contenitore” dell'onore maschile a cui era giustificata la difesa.
Oggi, sono bastate queste leggi a cambiare il ruolo e l'immagine della donna nella nostra società? La donna è oggi liberata da secoli in cui è stata culturalmente o la madre/santa o la sgualdrina/donnaccia?
La collettiva Ma-donne chiede alle artiste donne di interpretare questa contrapposizione. L'invito è quello di esprimere attraverso il linguaggio pittorico qual è l'immagine che meglio può rappresentare il processo evolutivo della figura femminile nella nostra società.
Se nel Dolce Stil Novo la donna era una figura angelicata quasi priva di carnalità, figura di mediazione tra l'uomo e Dio, oggi la donna è presente con la sua fisicità ovunque. La sua corporeità non è più solo oggetto, ma è anche consapevole macchina di seduzione che la donna usa a suo consumo. In questo fine non rientra solo la maternità, ma anche il suo piacere, il suo bisogno di conquista sociale.
La donna è oggi madre e amante e “donnaccia” e manager di se stessa nel mondo del lavoro. Ma sebbene la molteplicità dei ruoli sociali o la parcellizzazione dell'identità oggi appartenga ad entrambi i sessi, nella donna questi ruoli sono anche opposti tra loro, quasi fino ad annullare gli uni gli altri. L'uomo può essere padre, marito, amante e manager e tutto fila liscio, tutto rientra nel suo ruolo storicizzato nei secoli dei secoli. Per la donna no. O è sacra o profana, o è dolce o è forte, o è madre o amante a fatica queste sfaccettature convivono senza atriti, senza annullare a volte l'individuo.
L'essere donna oggi sembrerebbe l'essere frutto di una contraddizione di termini. Ma-donne, ma comunque donne ne esprime il senso, è una provocazione, un percorso, un riflessione con l'occhio delle donne che raccontano se stesse, i loro conflitti di identità, ma anche le loro soluzioni.

Spazio Tadini
Via Jommelli, 24 Milano (MM Loreto-Piola)

ma_DONNE
mostra collettiva

INAUGURAZIONE

7 luglio alle ore 18.30

PERIODO
ORARI
dal 7 al 19 luglio 2008

 

Le artiste:
Maria Amalia Cangiano, Marilù Cattaneo, Sylvia Dabbah, Anna Finetti, Emanuela Franco, Sonja Quarone, Maria Pia Redaelli, Maddalena Rossetti, Silvia Salvarani, Celina Spelta, Thula, Micaela Tornaghi


LUOGO
TITOLO

A dieci anni dalla sua scomparsa, Adro rende omaggio a Liliana Betti (1937-1998), illustre scrittrice adrense , una fra le più importanti figure del cinema italiano del Novecento, legata a Federico Fellini da un lungo sodalizio professionale ed umano.

La mostra dal titolo “ Federico Fellini e la sua musa – Disegni inediti della collezione Liliana Betti ” sarà ospitata, a partire dal 13 luglio fino al 19 ottobre 2008, all'interno delle sale settecentesche del Comune di Adro, con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Fondazione Federico Fellini e Teatro Filodrammatici di Milano.

Oggetto dell'esposizione è un corpus di oltre 100 disegni in b/n e a colori, tutte opere autografe e per la maggior parte inedite di Federico Fellini, finora custodite nella collezione privata di Liliana Betti. La Betti, infatti, collaborò col grande regista affiancandolo sul set – nelle vesti prima di segretaria di produzione, poi di assistente alla regia – in occasione della lavorazione di quasi tutti i suoi capolavori: Giulietta degli spiriti (1965), Fellini Satyricon (1969), Amarcord (1973), Casanova (1976), La città delle donne (1980).
In seguito, Liliana Betti ha firmato come sceneggiatrice molte celebri pellicole, fra le quali le due ultime opere di Marco Ferreri, La carne (1991) e Diario di un vizio (1993).

I disegni in mostra, caratterizzati da un humour grafico paradossale e grottesco, offrono uno spaccato formidabile non solo del mondo intimo di Fellini, ma di una stagione importante del nostro cinema e del nostro costume.

La mostra è stata resa possibile grazie a Giuseppe Betti, fratello di Liliana che ha messo a disposizione la sua collezione di disegni di Federico Fellini.

Curatori : Enrico Ghezzi e Domenico Montalto

Sale Municipali di Palazzo Bargnani Dandolo - Via Tullio Dandolo , 55 ADRO (Brescia),

Fellini e la sua musa - Disegni inediti della collezione Liliana Betti

INAUGURAZIONE

sabato, 12 luglio 2008
h. 18.00

PERIODO
ORARI
dal 13 luglio al 19 ottobre 2008

tutti i giorni dalle h. 16.00 alle h 19.30 - sabato e domenica dalle h. 10.00 alle h. 22.00, chiuso il lunedì

 


LUOGO
TITOLO

In questa personale, Mustica presenta una serie di opere che raccontano un percorso evolutivo che nasce dalla pittura, arriva alle forme tridimensionali e fino all'architettura. Diversi passaggi concettuali accomunati da un linguaggio unico e diversificato allo stesso tempo. CONCEPT e` il risultato di 14 anni di ricerca e di innovazione sui concetti della pittura che, tra le mille derivazioni, contamina le architetture contemporanee e ne diviene anima e metafora ispirante insieme.
A prima vista sembra la conseguenza piu` importante e necessaria.
Mustica e` stato il primo artista ad intuire il legame tra il colore e l'innovazione possibile delle forme; a questo ha lavorato incessantemente supportato dalla tecnologia di grandi aziende tra le quali Canon che, con le stampanti grande formato a 12 colori e strumenti avanzatissimi, consente lo sviluppo del pensiero e delle arti visive come gia` nel 500 faceva la famiglia dei Medici di Firenze.
La contaminazione nel lavoro di Mustica e` un concetto presente a tutti i livelli: pittura e architettura, da sempre legate, possono dare origine a nuove forme abitative.
Colore e pensiero possono far nascere nuove idee come la roto-traslazione che Mustica ottiene nei suoi grattacieli derivati dalla pittura. Arte e tecnologia possono originare progetti di sviluppo che pervadono i contesti evoluti e danno origine a forme di collaborazione trasversali e visionarie.
Mustica e` e resta un pittore, che riprende il cammino di Giotto verso un'arte pervasiva e totale e lo evolve verso il cielo degli skyline del futuro, cambiando volto alla citta` ogni volta che la citta` si volta.....
Francesco Cascino

Opening giovedì 12 giugno h. 18.30

13 - 29 giugno 2008

Stefano Civati Art Consulting
Via Mercato 3
Milano

Stefano Civati Art Consulting
Via Mercato 3, Milano 20121

Nino Mustica - Concept
INAUGURAZIONE

giovedì 12 giugno 2008

PERIODO
ORARI
fino a domenica 29 giugno 2008

 

 


LUOGO
TITOLO

Giunta alla terza edizione, quest'anno la rassegna artistica “B-Art experience”, organizzata dall'assessorato alla Cultura del Comune di Bussero, propone una mostra ideata dall'associazione “Arte tra la gente”. L'associazione, nata nel 2007 da un gruppo di pittori, scultori e appassionati d'arte, si muove con l'intento di portare l'arte nei luoghi vissuti dalla gente.

A ospitare la mostra “Le porte” non saranno spazi espositivi, ma piazze e strade del paese. Le opere dei venticinque artisti partecipanti saranno allestite in Piazza Diritti dei Bambini, in piazzetta del Mulino, nel parco di Villa Casnati e nel parco di via Bossi. Tutte le opere sono state pensate dagli artisti appositamente per questa esposizione. Si tratta di installazioni site specific: opere tridimensionali create con tecniche e materiali diversi, dal ferro al vetro, dalla carta alla plastica, nelle quali la collocazione ambientale diventa parte integrante della creazione dell'opera.

Il filo conduttore delle ventuno installazioni è il tema delle porte, diversamente rielaborato dagli artisti partecipanti. Le Porte nel corso del tempo hanno assunto un profondo significato e si prestano a svariate interpretazioni: tema interiore, psicologico, sociale, antropologico, storico.

Spesso la porta è stato il simbolo dell'ingresso, ma anche dello spazio segreto che vi è dietro, del potere misterioso su cui essa si apre.
Se il ponte indica un passaggio, la porta indica invece, in senso metaforico, l'accesso ad una zona.
La si può aprire o chiudere o attraversare, rappresenta quindi una soglia, un segno di confine che permette di accedere ad una condizione diversa dell'esistenza ad un'altro stato della coscienza.

via Gotifredo da Bussero, 1Bussero (MI) Mm2 Bussero

LE PORTE B-ART intervento artistico all'interno di
B-ART EXPERIENCE 2008

INAUGURAZIONE

sabato 17 ore 17 auditorium della biblioteca

PERIODO
ORARI

17/25 maggio 2008

 

 


LUOGO
TITOLO

Omeoart prosegue il suo viaggio attraverso la duplice strada dell'Arte e dell'Omeopatia.
Dopo il successo delle esposizioni di Milano (2003 e 2007), Ravello (2003) e Roma (2004), la Mostra “ Omeoart – Omeopatia nell'Arte ” sarà ospitata presso la prestigiosa sede di Palazzo Farnese a Piacenza , a partire dal 30 maggio fino al 4 giugno 2008 . Ad arricchire la collettiva sarà presentata una sezione di “Antiche testimonianze sull'Omeopatia” , documenti, lettere, che saranno esposti sia all'interno di Palazzo Farnese che presso il Castello di San Pietro in Cerro (Piacenza ), sede del Museo privato d'arte contemporanea MIM, grazie all'invito di Franco Spaggiari , suo fondatore.

L'edizione piacentina della Mostra si inserisce all'interno di “ Omeofest ”, il primo Festival Internazionale dell'Omeopatia, evento ideato dal Dr. Maurizio Botti , che nasce allo scopo di divulgare ed approfondire la conoscenza di questa antica medicina, fondata alla fine del XVIII secolo ad opera di Samuel Hahnemann .

Una ricca serie di conferenze, dibattiti, mostre d'arte, spettacoli teatrali e concerti saranno il mezzo per riflettere sull'Omeopatia attraverso un approccio scientifico, culturale e ludico insieme.

La Mostra “Omeoart – Omeopatia nell'Arte” (quinta edizione) è promossa dall'Associazione Omeoart il cui Presidente Onorario è Christian Boiron , filosofo, appassionato d'arte e Presidente del Gruppo Boiron e la cui vicepresidente è Alberta Mantovani , responsabile dei progetti speciali di Boiron Italia.

La collettiva presenta le opere di 42 artisti dell'Arte Contemporanea che, su invito di Francesca Bianucci , curatrice dell'evento e Presidente dell'Associazione Omeoart , hanno realizzato e donato all'Associazione un'opera inedita sul tema dell'Omeopatia , creando vere e proprie icone per un suo approfondimento esistenziale e culturale.

I codici espressivi sono variegati e vanno dal concettuale, al pop, al figurativo, alla poesia visuale, alla fotografia, alla grafica, al design, agli assemblaggi polimaterici; tutte le opere sono arricchite da preziosi racconti o brevi poesie scritte dagli artisti, dei veri, preziosi capolavori.

La mostra è dedicata a Pierre Restany , critico d'arte francese scomparso da qualche anno, noto in tutto il mondo per una vita spesa nella difesa e nello sviluppo dell'arte internazionale. Pierre Restany, che nel 2002 aveva iniziato con Francesca Bianucci la selezione degli artisti del primo nucleo, sosteneva che compito dell'arte è Gettare uno sguardo più vero ". Questo il senso della mostra in cui differenti personalità artistiche s'incontrano sul terreno comune dell' Omeopatia e del suo centro che è l'Uomo .

Il catalogo dell'esposizione, veicolo indispensabile di promozione della mostra, è la memoria storica di un evento artistico - culturale unico nel suo genere; in virtù di tale unicità è stato realizzato in tre lingue (italiano, francese, inglese).
La mostra “Omeoart-Omeopatia nell'Arte, dopo l'evento di Palazzo Farnese, sarà ospitata a Lione, in luogo istituzionale. Non si escludono altri percorsi internazionali dell'esposizione, in un allargarsi progressivo di interessanti prospettive.

Palazzo Farnese – Piazza Cittadella – PIACENZA

“OMEOART – OMEOPATIA NELL'ARTE”

INAUGURAZIONE

venerdì 30 maggio 2008 - h. 18.30-23.00

PERIODO
ORARI
dal 31 maggio al 4 giugno 2008

tutti i giorni dalle h 16.00 alle h 19.30

sab/dom dalle h 10.00 alle h 22.00

 

“ANTICHE TESTIMONIANZE SULL'OMEOPATIA”

SEZIONE STORICA

Inaugurazione: sabato 31 maggio 2008 - h. 11.00-12.30

MIM Museum in Motion - via Melchiorre Gioia, 5 - San Pietro in Cerro (PC)

La mostra sarà aperta al pubblico dal fino al 4 giugno

Orari: domenica h. 11.00-12.00/h. 15.00-19.00

3-4-giugno h. 16.00-19.00

Ingresso libero


LUOGO
TITOLO

“Tornare a Itaca nella geografia delle emozioni” (da una poesia di Kostantinos Kavafis) - Curatrice e critica Mimma Pasqua collaborazione di Olga Karasso

Il 17 maggio 2008 alle ore 17.30 presso la Biblioteca Comunale Cassina Anna, preceduta da una performance a opera di Valeria Coen, Cristina Crosara, Lorenzo Sangalli e Naima Ceccoli, si inaugurerà una mostra di arti figurative accompagnata da componimenti letterari che ha per motivo conduttore Il viaggio come ritorno. La Mostra terminerà il 29 maggio 2008. Alle ore 17.30 avrà luogo il Finissage con lettura di prosa e poesie.

Parteciperanno con le loro opere gli artisti: Patricia Bueno, Luciano Castellano, Luce Delhove, Mavi Ferrando, Rebecca Forster, Ruggero Gamberini, Anna Lambardi, Pino Lia, Giorgio Longo, Ruggero Maggi, Marco Magrini, Tonino Milite, Daniela Miotto, Giglio Pasotti, Lucio Perna, Lucia Pescador e Mirella Saluzzo.

Saranno presenti con saggi e poesie gli scrittori e i poeti: Franco Araniti, Ada Celico, Giovanni Chiara, Franco Gordano, Olga Karasso, Liliana Marchi, Tonino Milite, Paolo Orsi, Vittoria Palazzo, Pierluigi Pedretti e Francesca Rossoni.

Il viaggio come ritorno

Difficoltà di recuperare il passato e in particolare i ricordi dell'infanzia conciliando il vissuto che non esiste più con il rapido cambiamento. Disagio e sentimento quasi di straniamento segnano l'esistenza collocandola in una situazione di confine. Nel prossimo mese di agosto il viaggio della Mostra avrà, tra le altre, come tappa finale la città di Grimaldi (Cosenza), da dove è idealmente partita il 22 agosto 2007, con speciale riguardo al problema dell'emigrazione.

Mimma Pasqua

Biblioteca Comunale Cassina Anna
Via Sant'Arnaldo, 17 –Zona 9- 20161 Milano

Tornare a Itaca

INAUGURAZIONE

17 maggio 2008-h.17.30

PERIODO
ORARI
17 - 29 maggio 2008

lunedì-martedì-giovedì-venerdì h.09.00-19.15/

mercoledì-sabato h.14.00-19.15

 


LUOGO
TITOLO

La "Chiamata alle Arti": un antico quartiere genovese che "diventa"… Montmartre . L'obiettivo è riuscire a creare in pieno centro di Genova un'inedita "cittadella delle arti", proponendo nel contempo un modello di riqualificazione urbana "altro", profondamente legato alla cultura ed una visione di futuro

A Genova da decenni si discute dell'assenza di spazi dedicati alla cultura ed al ruolo della stessa rispetto al presente ed al futuro della città. A differenza di altri centri italiani e capitali europee, Genova ad esempio non ha una piazza libera ed aperta ai pittori, una zona usufruibile anche “formalmente” dagli stessi, con le implicazioni positive che ne conseguirebbero. Piazza del Carmine, nel piccolo borgo omonimo di origine medioevale, annidato a poche centinaia di metri da Largo Zecca, una volta pedonalizzata, per dimensioni e posizione potrebbe rivelarsi un luogo adatto.  Specie se il Mercato Comunale semi dismesso (un solo banco in attività) venisse trasformato in un grande Centro culturale (altra carenza cittadina) su due piani, in parte dedicato a pittura e scultura ed i locali e fondi inutilizzati della zona coinvolti in un progetto specifico di recupero a tema (creazione di piccole gallerie d'arte, botteghe di pittori e artigiani, zone espositive, ecc.) legato anche ad “antichi mestieri” & artigianato (con particolare attenzione all'imprenditorialità giovanile e femminile nonché alla multiculturalità) a completare ed integrare il tutto. Il Carmine reca il potenziale di una piccola Montmartre grezza incastrata nel cuore della “Superba”; un luogo che è facile immaginare ripopolato da botteghe artigiane, piccole gallerie d'arte,  artisti al lavoro… senza smarrirne l'imprescindibile matrice “popolare”.  

Il progetto  “Il borgo del Carmine: Montmartre grezza di Genova”, a cura del Cantiere di Idee del Carmine  sarà presentato alla città insieme al neonato C.I.V. "Zecca - Carmine" con un evento speciale in programma domenica 25 maggio 2008 dalle 10 a seguire: la "Chiamata alle arti"... l'invasione di un nugolo di pittori al Carmine, con vari eventi collaterali  (visite guidate, interventi musicali, reading e aperitivi itineranti).  Dal 26 maggio prevista inoltre per la durata di due settimane un'esposizione estemporanea di opere all'interno del Mercato del Carmine, nell'orario di apertura della struttura (8-13 / 16-20 da lunedì a sabato).

Piazza del Carmine

Genova

La "Chiamata alle Arti": un antico quartiere genovese che "diventa"… Montmartre

INAUGURAZIONE
tutta la giornata di domenica 25 maggio 2008
PERIODO
ORARI

(8-13 / 16-20 da lunedì a sabato)

 


LUOGO
TITOLO

La Performance art di poesia e danza è progettata “per il luogo”, con lo scopo di condurre il pubblico anche verso la drammaturgia del corpo come poetica in azione, Il nuovo progetto proposto è per il “Roseto della Villa Reale” sul tema “una Rosa è una Rosa”. Ci sembra evidente la disponibilità a riconoscere che l'ambiente è tale nel momento in cui è visitato e vissuto, elemento, questo, di notevole importanza per noi.

“ La rosa è per gli occidentali quello che il loto è per gli orientali: insieme di spiritualità e di terreno, la manifestazione di ciò che si eleva e sboccia al di sopra delle acque primordiali, il volto splendente della Madre. Designa la perfezione assoluta, un compimento senza difetti. Si può contemplare come un mandala orientale e considerarla un centro mistico occidentale. E' dalla ricca simbologia di questo fiore che scaturiscono le immagini per creare una performance per quattro danzatori. La partitura coreografica si elabora in assoluta armonia e rispetto del luogo che la ospita per assecondare e valorizzare l'inequivocabile bellezza del roseto, con interventi “silenziosi” che rivestono il luogo (con i costumi indossati dai danzatori) dei colori propri del fiore”.

I movimenti rievocano attraverso semplici azioni il significato sacro e profano della rosa e dei suoi colori: Rosa bianca detta anche rosa mistica, indica amore eterno e puro, libero dalla passione terrena. ma è anche simbolo di morte,simbolo di meditazione e di rigenerazione. Rosa rossa simbolo dell'amore che sopravvive alla morte, della rinascita per laici e religiosi. è, infatti, anche il simbolo del sangue versato dal crocefisso per la redenzione dell'umanità. Rosa rosa simbolo di serenità. Rosa gialla indica gelosia, altezzosità.

( ingresso libero )

 

Roseto della Villa Reale di Monza

POESIA&DANZA

“aprendo la porta alle parole”

INAUGURAZIONE

Sabato 24 Maggio 2008 ore 21,30

PERIODO
ORARI

 

Un progetto a cura di: Nicola Frangione/Ariella Vidach /Claudio Prati

Coreografia: Ariella Vidach

Danzatori: Stefano Cristofanello, Rebecca Pesce, Stefania Trivellin, Ariella Vidach

Testi poetici: Nicola Frangione

Scenografia: Claudio Prati


LUOGO
TITOLO
TELARAN~A - Fili sul Mare Oceano di Antonella Prota Giurleo

mostra promossa da Provincia di Milano (Settore beni culturali, arti visive e musei e Assessorato ai Diritti dei Cittadini) in collaborazione con AgeSol onlus - Agenzia di Solidarietà per il Lavoro di Milano e Città di Corsico
Ingresso libero

Antonella Prota Giurleo è andata in Perù per gettare dei “Fili sul Mare Oceano”, come indica il sottotitolo della mostra “TELARAN~A” : il suo lavoro infatti nasce dal desiderio di individuare punti di contatto e creare relazioni tra ciò che si fronteggia, e si ignora, o si guarda con malcelato astio. Le sue opere, in tessuto e sabbia su legno, i video (“Mani di donne raccontano” e “Vite colorate”) e le fotografie realizzate in diversi luoghi (tra i quali ci sono le carceri femminili di Milano e di Lima), sono un andare verso le relazioni fra donne, persone, popoli, territori, in controtendenza con le chiusure e le separazioni. La distanza viene interpretata dall'artista come una lente, un modo per vedere e per unire i punti che separano chi osserva e chi è osservato: vive qui il concetto della metafora della ragnatela, che compenetra e aderisce, si espande e lega, ed assieme vive. “TELARAN~A” appunto è una tela, un intreccio compatto di fili, una sorta di “ragno benefico”. La ragnatela è però anche densa e vischiosa, ed è anche inevitabilmente una trappola, un sotterfugio: la realtà va fatta cadere dentro nell'arte, va convogliata con una certa sottile abilità, per essere poi compiuta, placata.

Antonella Prota Giurleo è nata a Milano nel 1949. Tra le sue personali si segnalano: 2007, Taidegalleria Ripustus, Hameenlinna, Finlandia; Fili di donne, fili di vita . Presentazione DVD, Galleria Quintocortile, Milano; 2006, Liberi orizzonti Spazio Gheroartè Corsico (Mi); Instituto Nacional de Cultura. Puno (Perù); 2005, Istituto Italiano di Cultura, Lima ( Perù); Galleria delle donne di Torino.

Tra le recenti collettive: 2008, Aquiloni risalgono dal mare Spazio Blanco, Corsico (Mi); 2007, Urban Art/Public Art cons.zona 2, Milano; Romanian Union of Artists Frunzetti Gallery, Bacau, Romania; Feira do livro. Porto Alegre (Brasil) ; International European Artists' 12° Symposium “Everdream” Finlandia; IV Festival de accion zonadearte Buenos Aires; Fira Magica. Tarot en femenì. Tarragona (Espana); Ambientare l'arte Oasi del Parco Agricolo Sud Milano e Antica Stazione di Posta di Corsico (Mi).

Spazio Guicciardini - Via Guicciardini, 6 Milano

TELARAN~A - Fili sul Mare Oceano

INAUGURAZIONE

martedì 20 maggio, ore 18.00 con presentazione di Roberto Borghi

PERIODO
ORARI

dal 21 maggio al 6 giugno 2008

dal lunedì al venerdì, 9.30 - 12.30 / 14.30 - 18.30

 


LUOGO
TITOLO

Evento: mostra collettiva di pittura, scultura, grafica, fotografia, installazione, video.

Autori: brahim achir, davide babbi, emilia badalà, marialicia bagnolini, barbieri martino, leonardo borri, gloria campriani, federico capitani, gabriele caroli, adua castellucci, federico civolani, giovanna corsini, valerio de filippis, patrizio donati, giovanni elmi, marina fabbri, susanna fiorini, pietro franca, andrea franzoni, lorena grattoni, paolo maggi, giovanni manzo, paolo mattioli, manuela marchesan, mariano marini, rudy mazzoni, rosaria mignone, giovanni monti, luca nardi, nino nicosia, antonello paladino, laura piatti, claudio pattarin, daniele pezzoli, giovanna pieralisi, morena poltronieri, giuseppe rossi, elisabetta randi, irene seppi, alessandra sitta, silvia tagliaferri, sara sovrani, michele valbonesi, giulia valerio, annamaria ventura,maddalena zuddas.

Ognuno è abitato da una divinità interiore, e ognuno abita una propria intima città segreta. Saper riconoscere il sacro nella propria essenza, come riuscire ad oltrepassare le porte della misteriosa città dove si dipanano le nostre mille vite spirituali, ci avvicina all'illuminazione. Illuminazione anche stradale, dato che, né più né meno come nelle città reali, anche quella della nostra anima è fatta di vie, piazze, palazzi, insomma pietre e mattoni. Trasparenti però, per chi sa guardare ciò che le sue stesse apparenze cercano di nascondergli. L'artista ha la fortuna e la smisurata presunzione di voler mostrare anche agli altri quello che non si vede, o quello che emana troppa luce per essere visto. Dunque città talmente meravigliose, ma soprattutto costruite intorno alla grandezza fragilissima degli umani, e che perciò ai loro occhi rassegnati al grigio restano troppo spesso invisibili. Ma che rivelandosi sono capaci di mandarli in visibilio.

Giovanni Monti

Loggia della Fornace, via Ligabue 3 - Rastignano (BO)

Le città in visibiliO

INAUGURAZIONE

giovedi 24 aprile, ore 18,00

PERIODO
ORARI
24 aprile - 4 maggio 2008

ore 10 - 12 e 16,30 - 19,00 ven 2 maggio 16,30 - 19,00

 


LUOGO
TITOLO

L' ASSOCIAZIONE MERLINO ONLUS & CLUB EXCALIBUR" Amici dell'Arte" PRESENTANO la mostra " NEL CUORE ...NELL'ANIMA " del Rifugio degli Artisti" Ideato e condotto da Francesca Amat . Nello Spazio EXCALIBUR saranno presenti una cinquantina di opere realizzate da individui socialmente fragili e diversamente abili, che nel Rifugio degli artisti , ideato e condotto da Francesca Amat , trovano lo spazio per esprimersi liberamente. Accogliere un'opera del genere significa permettere a questi ragazzi di poter continuare la loro avventura., il loro crescere e condividere ciò che emerge emotivamente e si esprime attraverso l'esperienza pittorica. I lavori che presentiamo sono stati ispirati dalle opere di Kandinskj, Matisse, Picasso, Mirò e altri autori, dalle musiche di Bach, Mozart, Beethoven, Haydn... Le tecniche utilizzate sono miste e comprendono interventi di pittura, grafica collage su carta, cartoncino e legno, alcuni lavori eseguiti anche a più mani , proprio per socializzare e comunicare anche nell'ideazione e nell'esecuzione dell'opera d'arte. La mostra è stata realizzata grazie alla collaborazione degli Educatori e Volontari : Erika Sacchi, Grazia di Nunno, Alessio Silvola, Gianluca Biella, Giusi Silini, Francesca Solidoro, Luca Zaninetti, Mirella Ghizzardi, Daniela Ponte, Giuliano Montagnin, Federico Moretti, Michela Tadini, Stefano Monaco, Luigi Giulio Marta Moretti, Cristina Ciardullo , Alessia Lucini.

I visitatori dell'Anteprima potranno votare le opere migliori. I dipinti sono in vendita e il ricavato servirà a mantenere in vita lo spirito e l'attività dell'Associazione Merlino Onlus.

....Intendere l'arte come un gesto d'amore. Amore verso sé stessi, perché esprimersi è un passo verso l'autoconoscenza e la scoperta di ciò che si ha dentro. Compiere questo passo può far emergere oscurità come può far emergere gioia, sentimenti umani tradotti in opere fatte di gesti, colori, concetti, figurazioni. Il mio compito come pedagoga e come artista è quello di offrire gli strumenti per la libera espressione creativa per permettere a chi si accosta all'esperienza artistica di prendere coscienza della propria traccia espressiva come segno di sé. Creare le condizioni per favorire l'autostima, la consapevolezza delle capacità espressive, comunicative, nel bambino come nell'adulto e nel disabile. Arte quindi come amore verso la conoscenza di sé che può portare l'osservatore a sentirsi chiamato in causa. Un dialogo muto dove una porta dell'interiore si apre e si svela a chi la vuole accogliere.
Francesca Amat

CHI E' ASSOCIAZIONE MERLINO ONLUS

L'Associazione Merlino onlus opera sul territorio di Lesa a favore di individui socialmente fragili e nello specifico si rivolge a ragazzi diversamente abili, anziani e minori. Si impegna nella ricerca di persone qualificate che abbiano come obiettivo il benessere dell'utenza. Opera con altre Associazioni per l'inserimento nella struttura di persone diversamente abili, a questo proposito il sito web dell'associazione è in costruzione da un ragazzo disagiato.Lo scopo è di creare contesti in cui minori, anziani e ragazzi diversamente abili possano trovare spazio di crescita e di condivisione. L'Associazione investe e promuove nel volontariato nella convinzione che, attraverso l'integrazione sociale, individui socialmente fragili possano trovare un senso diverso nella propria vita, stringendo amicizie, condividendo esperienze ed emozioni legate alla crescita personale. L'Associazione è impegnata nella ricerca di volontari motivati e di personale qualificato che abbia una alta formazione professionale e che viva il benessere dell'utenza come obiettivo primario di volontariato per l'inserimento nella struttura di persone svantaggiate o diversamenteabili. Ha in progetto la banca del tempo per agevolare le esigenze delle persone anziane e/o disagiate.Ha dato vita ad un centro prelievi con l'ausilio di personale per andare incontro alle difficoltà delle persone anziane nel recarsi nelle strutture dell' ASL.Collabora con il Comune di Lesa nella gestione del personale dell'Asilo nido “Bubu” di Lesa e nella gestione del personale della Casa Alloggio per Anziani.
Nel novembre 2007 ha promosso e attivato “Il Rifugio degli Artisti”, Atelier artistico frequentato da ragazzi diversamente abili, educatori,anziani, giovani e volontari

Associazione Culturale CLUB EXCALIBUR “ Amici dell' Arte “ Via F. Borroni 1 – 28040 Solcio di Lesa (NO)

"NEL CUORE ... NELL'ANIMA"

Premiazione: 3 maggio 2008 ore 16.00 - presenti gli artisti

PERIODO
ORARI
dal 29 Aprile al 7 Maggio 2008

Dal martedì al Venerdì 15.30 > 19.00 Sabato 10.00 >12.30 – 15.30 > 19.00

Gli ARTISTI:
Antonietta Adami, Claudio Bagaini, Damiano Borroni, Fabio Casotto, Maria Josè Fioratti, Gregorio Garretto, Marco Grana, Mara La Mela , Simona La Sala , Ernesto Messina, Elena Zampese.

COS'E' IL RIFUGIO DEGLI ARTISTI

IL RIFUGIO DEGLI ARTISTI è un atelier ideato e condotto da Francesca Amat per associazione Merlino Onlus, situato sopra l'attuale biblioteca di Lesa, un luogo di produzione creativa a disposizione di individui disagiati, accompagnati da educatori o volontari, e da tutti coloro che possono trarre giovamento dall'esperienza creativa intesa come acquisizione di fiducia in sé e sviluppo dell'autostima. Un vero luogo di integrazione sociale dove il giovane di talento pittorico, la poetessa in pensione e il ragazzo diversamente abile si possano incontrare e scoprire la gioia della condivisione artistica come profonda esperienza umana. Un luogo abitato da “artisti” che sotto questo nome si incontrano facendo svanire ogni tipo di diversità sociale.


LUOGO
TITOLO

Mostra collettiva  della serie 'Ultimo mercoledì del mese di fehr&ferrando' con opere di venticinque artisti contemporanei.

artisti:
Giuliana Bellini, Angelo Caruso, Francesco Ceriani, Francesco Cucci, Stefania Dalla Torre, Carola De Agostini, Pino Deodato, anna Rosa Faina gavazzi, Gretel Fehr,  Mavi Ferrando , LePrincipesse, Ligowsky, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Emanuele Magri, Monica Mazzoleni, Maria Mesch, Antonella Prota Giurleo, Walter Puppo, Luca Rendina, Evelina Schatz, Antonio Sormani, Spelta, Tamaso, Franco Tripodi

a cura di: Gretel Fehr e Mavi Ferrando

patrocinio: Citta di Corsico

BLANCO café 20094 - spazio circolare superiore
via Milano 25 ang. via Concordia, Corsico/Milano

Il sole della luce scotta

INAUGURAZIONE

mercoledì  30 aprile ore 19.00 .... con aperitivo

PERIODO
ORARI

dal 30 aprile al 6 maggio 2008

da martedì a domenica dalle ore 18.00 alle 2.00 ingresso libero

 


LUOGO
TITOLO

La data del 25 Aprile per noi veneziani significa la festa di S. Marco, del tradizionale Bocolo e dal 1989 dell'happening de L'ALBERO della POESIA. Un happening artistico con letture, esposizioni e performance che si è rinforzato nel tempo per presenze sia a livello nazionale che a livello internazionale. Anche a questa edizione saranno presenti artisti provenienti da Belgio, Francia, Germania e dal lontano Bangladesh, ma con le loro opere partecipano artisti provenienti da 32 nazioni. Un incontro per comunicare, per conoscere e far partecipi. Un incontro aperto alla popolazione che non è chiamata semplicemente a vedere ma a partecipare. Quest'anno la manifestazione vede la collaborazione del Centro Culturale Candiani, dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Venezia, dell'Associazione Culturale Venezia Serenissima e dell'Ambasciata di Venezia. Uno sforzo collettivo per la riuscita di una manifestazione che fa parte ormai dell' immaginario concreto come testimoniano i molti siti web, i giornali, i cataloghi e i seminari che parlano e discutono di questo manifestazione. Manifestazione nata a Venezia Mestre nel giardino e pertinenze di via Cavallotti 83/B e oggi ospitato nella struttura culturale più famosa della terraferma. Una manifestazione nata e destinata a restare fisicamente nella nostra città ma culturalmente appartenere alla globalizzazione positiva dell'arte .
GIANCARLO DA LIO

PROGETTO INTERNAZIONALE
AMBASCIATA DI VENEZIA

ITALIA TIZIANA BARACCHI, FIORENZO BARINDELLI, VITTORE BARONI, LELLO BAVENNI, MARIANO BELLAROSA, LANCILLOTTO BELLINI, ANNA BOSCHI, ALFONSO CACCAVALLE, BRUNO CAPATTI, LAMBERTO CARAVITA, PINO CONESTABILE, CARMELA CORSITTO, FRANCESCO CUCCI, CATERINA DAVINIO, MARCELLO DIOTALLEVI, MAURO GENTILE, CLAUDIO GRANDINETTI, GRUPPO SINESTETICO, PIERPAOLO LIMONGELLI, ORONZO LIUZZI, VALENTINO MONTANARI, VINCENZO MONTELLA, GIANNI NOLI, GIUSEPPE RICETTI, PAOLA RIVABENE, CLAUDIO ROMEO,  ROBERTO SANCHEZ, ROBERTO SCALA, DOMENICO SEVERINO, MARIA SPISSU NILSON, LUIGI STARACE, SALVATORE STARACE, GIOVANNI STRADA, LORETTA TODESCATO, CARLO VOLPICELLA, ROLANDO ZUCCHINI

ARGENTINA   MONICA MARISA CARRIZO, MARIA FERNANDA DOGLIA, HILDA PAZ AUSTRIA WILHELM SCHRAMM, ERICH SÜNDERMANN - BELGIO BERND REICHERT
BRASILE SERGIO MONTEIRO DE ALMEIDA - CANADA LA TOAN VINH
FINLANDIA PAUL TIILILA - FRANCIA JULIEN BLAINE, YOLAINE CARLIER, DANIEL DALIGAND, EUGENIE DUBREUIL, SYLVIE GALLET, REMY PENARD
GERMANIA MICHAEL FOX, KLAUS GROH, KARL F.HACKER, PETER KÜSTERMANN, SUSANNA LAKNER, SCHOKO CASANA ROSSO, LUTZ WOHLRAB - INDONESIA SETYO MARDIYANTORO - NORVEGIA JAROMIR SVOZILIK
OLANDA  RENEE BOUWS - SPAGNA J.M. CALLEJA, ROBERTO FARONA, BARTOLOME' FERRANDO, RAMON GIMENEZ, MIGUEL JIMENEZ, ALFONSO MANEZ, ANTONI MIRO, JESUS MANUEL MORENO MONTERO, SUSAN NASH, CESAR REGLERO - SVIZZERA LOTHAR TROTT - URUGUAY CLEMENTE PADIN - U.S.A. JOHN BENNETT, BUZ BLURR, REID WOOD

CENTRO CULTURALE CANDIANI Piazzale Candiani,7 VENEZIA MESTR E

L'ALBERO della POESIA

INAUGURAZIONE

25 APRILE 2008 dalle 10.00 alle 20.00

PERIODO
ORARI

 

Ideato da / Idea byGIANCARLO DA LIO TIZIANA BARACCHI

ARTISTI PRESENTI

ITALIA Fiorenzo Barindelli, Gianluca Battistello, Mariano Bellarosa, Roberto Cogo, Pino Conestabile, Gruppo Open, Gruppo Sinestetico, Vincenzo Montella, Carlo Pecorelli, Paola Rivabene, Roberto Scala, Gianluca Scordo, Tito Truglia, Franco Ventimiglia, Stefano Zanus

BANGLADESH Rafique Sulayman, Abdus Sattar

BELGIO Bernd Reichert

FRANCIA Christian Alle

GERMANIA Peter Küstermann, Jürgen Olbrich, PLG

 


LUOGO
TITOLO

Il 12 Aprile 2008 a Corsico (Mi) all'interno dell'associazione culturale Gheroartè avrà luogo "Odiamolarte", party audiovisivo organizzato da Inv3rno Netlabel in collaborazione con il gruppo Whereis107 .

Odiamolarte è pensato come un evento multimediale al quale prenderanno parte artisti provenienti da diversi ambiti rappresentanti tipologie e tecniche eterogenee, appartenenti sia al mondo della grafica che della musica.
Un folto gruppo di creativi selezionati contribuirà con writing, streetart, fotografie e installazioni intervenendo sugli spazi offerti dalla location rielaborandoli e rivisitandoli secondo i propri gusti e stili personali.

Una parte dei lavori sarà orientata alla ristrutturazione visiva dell'area stazione F.S. di Corsico, in gestione all'associazione culturale partner/supporter dell'iniziativa.
L'evento aprirà le porte al pubblico in fascia pomeridiana con il vernissage e il dj set di accompagnamento al periodo di preparazione, per poi alzare i volumi nel dopo cena ricreando una situazione prettamente dancefloor tra videoproiezioni e sonorità elettroniche fino a tarda notte.

Le opere realizzate rimarranno in esposizione fino al 20 Aprile.

Free entry. Ulteriori informazioni ed elenco artisti: www.odiamolarte.org

www.myspace.com/odiamolarte

In occasione dell'evento verrà presentato il progetto vincitore del concorso: Crea il “cubotto” d'arredo Info: www.myspace.com/cubotto

Gheroartè
c/o Stazione FS di Corsico
via Gramsci 4,
Corsico (MI)

[Odiamolarte]: evento artistico audiovisivo

INAUGURAZIONE

Sabato 12 aprile 2008

PERIODO
ORARI
dal 13 al 20 aprile 2008

15:00- 20:00

 


LUOGO
TITOLO

Appello/Invito a tutte le artiste per una testimonianza visiva con opere di mail-arta cura di Quintocortile (Donatella Airoldi, Mavi Ferrando)
con la collaborazione di: Silvia Cibaldi, Gretel Fehr, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Antonella Prota Giurleo
Nello sconcerto e nell'indignazione che accomuna le donne in questo momento storico si è pensato di dare il via a una serie di iniziative visive-visibili per riaffermare dei principi che si ritenevano non più discutibili e per dire basta alle violenze di genere.

Pensiamo di organizzare con il materiale che riceveremo una serie di manifestazioni itineranti in spazi pubblici e privati a partire da Quintocortile. Chi invierà il proprio lavoro entro il 20 marzo prossimo parteciperà già alla prima mostra del 9 aprile. Le opere che arriveranno successivamente entreranno a far parte degli eventi successivi.

note tecniche
La prima mostra si svolgerà dal 9 al 22 aprile 2008 presso la galleria Quintocortile di Milano.
L' opera da esporre (una o due per artista) dovrà essere realizzata su cartone o cartoncino nel formato A5 (cm15x21) orizzontale o verticale a tecnica libera non in rilevo
Sul retro dovrà essere indicato chiaramente nome, indirizzo, telefono, e-mail .
La consegna delle opere sarà a cura dell'artista nei seguenti tempi :
Consegna a mano o posta tradizionale al seguente indirizzo:
Quintocortile – viale Col di Lana 8 - 20136 Milano
- per la prima mostra entro il 20 marzo 2008
- per le mostre successive entro il 30 maggio 2008
Le opere non verranno restituite - L'evento sarà pubblicato sul sito www.women.it/oltreluna
Per snellire e accelerare il lavoro di organizzazione non si daranno informazioni in forma personale
Tutti gli eventi verranno comunicati alle artiste partecipanti esclusivamente via e-mail

Quintocortile – viale Col di Lana 8 - 20136 Milano

ALT - ilcorpoémio

Testimonianze delle artiste nell'anno delle Signore 2008
INAUGURAZIONE

 

PERIODO
ORARI

9 - 22 aprile 2008

 

 


LUOGO
TITOLO

mostra collettiva della serie ‘ultimo mercoledì * del mese di fehr&ferrando'con installazioni e sculture di sei artisti contemporanei

artisti:

Stefania Dalla Torre – Carola De Agostini

Mavi Ferrando – LePrincipesse

Monica Mazzoleni – Maria Mesch

Antonio Sormani - Tamaso

presentazione di: Evelina Schatz

BLANCO cafè 20094 spazio circolare superiore via Milano 25 – Corsico

ape regina emigra altrove

INAUGURAZIONE

mercoledì 26 marzo ore 19:00 con aperitivo

PERIODO
ORARI
sino a domenica 6 aprile

martedì a domenica dalle 18:00 alle 2:00

 

LUOGO
TITOLO

Undici artiste raccontano in immagini “Una casa di carta per mia madre”

libro di Ada Celico
Rubbettino Editore
. .”Rivolgendosi alla madre morta, la voce narrante dipana il groppo doloroso di un abbandono che è cominciato molto prima della demenza senile e della tragica fine della donna e con il filo del discorso pesca e riconnette quasi inavvertitamente pose, battute e situazioni, tanto nella vita intima di una famiglia quanto nello sfondo ambientale di una terra difficile. E' come se la figlia solo ora con la madre si risolvesse a rielaborare il lutto comune dal quale comincia la loro storia di donne abbandonate.” Nicola Merola

Artiste: Zina Borgini, Maria Amalia Cangiano, Anna Finetti, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Sandra Mazzon, Maria Micozzi, Elisabetta Pagani, Lucrezia Ruggieri, Celina Spelta, Teri Volini.
Critica d'Arte: Micaela Mander

Programma:
 Venerdì 7 Marzo
 
ore 19,00 - Inaugurazione mostra
ore 21,00 – Presentazione del libro
Relatrice: Luciana Tavernini
Attrice teatrale: Francesca Contini

Sabato 8 Marzo
Dalle ore 15 alle 20 - Apertura mostra
Ore 18,00 – Letture poetiche
Poete: Giusi Busceti, Ada Celico, Antonella Doria, Luciana Gravina, Anna Petrungaro, Melina Rende, Marta Rodini.
Interventi: Adalberto Borioli

Domenica 9 Marzo
Dalle ore 15 alle 19 - Apertura mostra

Spazio Tadini,
Via Jommelli, 24 – Milano

“Una casa di carta per mia madre”

INAUGURAZIONE

Venerdì 7 Marzo
ore 19,00 -

PERIODO
ORARI
7 – 8 – 9 marzo 2008

Dalle ore 15 alle 19

 


LUOGO
TITOLO

Dopo il successo della prima mostra, TRANSPORT+ riparte nel segno della creatività giovane; questa volta lo spazio espositivo viene affidato a due giovani scultrici milanesi che eseguiranno due installazioni site specific complementari. Lo scopo: indagare l'identità umana del luogo attraverso il dialogo tra lo spazio espositivo e lo spazio corporeo delle sculture. Protagonista: il pubblico, attore sociale che completa l'opera e la caratterizza attraverso l'esperienza vissuta e il suo processo mentale.
400 metri quadri. 1600 metri cubi . Ecco 500 Art Garage, vera e propria officina dell'arte in cui lo spazio diventa scena dell'attività artistica e punto di partenza della creazione.
E questa è la direzione in cui lavoreranno Claudia Canavesi e Nadia Galbiati, scultrici milanesi scelte dall'Associazione Passaporto per il progetto Transport+, per dare corpo allo spazio attraverso la progettazione ambientale partendo dal luogo di creazione artistica.
Arte o Architettura? O entrambe? Il lavoro delle artiste parte proprio dalla relazione storica tra due discipline parallele, spesso contaminate, per progettare lo spazio architettonico attraverso l'arte, creando vita. L'opera si inserisce nell'architettura per raccontarla e diventa spazio.La funzione dei materiali, così come la loro specificità, prescinde dal loro interesse visuale per diventare il punto di riferimento indipendente e indispensabile per orientarsi in uno spazio reso “sacro” solo dalla presenza delle cose e dal suo utilizzo funzionale e espansivo da parte dello spettatore.
Lo spazio diventa allora luogo di ricezione attraverso il passaggio e l'attraversamento dello spettatore, sequenza necessaria alla funzionalità dell'opera.
A guardar bene, le opere di Claudia Canavesi e Nadia Galbiati assumono il carattere “non concluso” di un'opera, che si completa solo dinnanzi al ricettore. Nello stesso modo, si tratta di installazioni non contemplative, che necessitano del coinvolgimento dello spettatore sia dal punto di vista motorio – passaggio, attraversamento – che intellettuale. Ecco perché l'oscurità del messaggio e la sua non decifrabilità è voluta. Spetta allo spettatore mettere in moto un processo di elaborazione mentale volto alla conoscenza, alla crescita e all'arricchimento interiore.
L'arte, nel suo ininterrotto fluire – spiegano le artiste – è dialogo con la materia; è relazione in divenire con l'uomo e con la natura. La scultura abita lo spazio e dialoga con esso, mettendo in moto un processo di creazione artistica dinamica e attiva” .
Ecco allora che l'architettura dello spazio cambia di forma a seconda del movimento e della soggettiva percezione visiva dello spettatore. Possiamo parlare di movimento concettuale, prodotto, quindi, dalla sensazione visiva con cui si percepisce il movimento di un'architettura come effetto dei propri soggettivi spostamenti nello spazio e la propria interazione con lo spazio.
“Vuoto e materia. Scultura totale”, che inaugurerà sabato 12 aprile 2008 e resterà aperta fino al 27 aprile, verrà presentata in anteprima il 29 febbraio in un work in progress volto a mostrare l'utilizzo dello spazio dinamico, mutevole e reversibile attraverso l'uso sapiente dei materiali e l'interazione e sovrapposizione dell'abilità delle artiste e dell'abilità del pubblico di percepire la realtà.
Lamiere di ferro, carta 100% cotone, pietra bianca di Vicenza i materiali. 400 metri quadri, 1600 metri cubi lo spazio. La materia realizza lo spazio; lo spazio determina la materia. I materiali come modo per caratterizzare il luogo in un continuo gioco di interrelazioni.
Ecco allora che 500 Art Garage, attraverso il lavoro di Canavesi e Galbiati, diventa allo stesso tempo officina, atelier, kunsthalle; ed ecco perché il motivo portante dell'installazione ambientale diventa la percezione, il comportamento, la memoria degli osservatori.
La mostra è accompagnata dal catalogo “ Claudia Canavesi & Nadia Galbiati: Vuoto e Materia. Scultura Totale” . Testi critici di Matteo Galbiati.
L'installazione di Claudia Canavesi e Nadia Galbiati è il secondo progetto di TRANSPORT+, realizzato dall'Associazione Culturale Passaporto in collaborazione con Transcultural Barcelona; con il sostegno di FIAT 500 in qualità di main sponsor, e con il contributo di Camera di Commercio di Torino, Consiglio Regionale del Piemonte, Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano. TRANSPORT+ ha il patrocinio di Città di Torino e Regione Piemonte.

500 ART GARAGE
Via Tirreno 19
TORINO

VUOTO E MATERIA. SCULTURA TOTALE

INAUGURAZIONE

WORK IN PROGRESS – venerdì 29 febbraio 2008 ore 17.00

INAUGURAZIONE MOSTRA – sabato 12 aprile 2008 ore 19.00

PERIODO
ORARI
dal 12 al 27 aprile 2008

dal giovedì alla domenica 16.00-20.00

 


LUOGO
TITOLO

meditare nella materia per entrare nella natura delle cose, per mettersi in ascolto della propria sensibilità richiamata dall'enigma affascinante della materia.
La mostra offre allo sguardo dei visitatori materiali e tecniche differenti: si va dalla pittura che sconfina nella tecnica degli acquerelli, alla pietra scolpita, al legno scolpito e assemblato; percorsi che sviluppano impronte e tracce mimetiche nell'evolversi dei segni rimandando all'essenza della natura, a significazioni che lo sguardo può cogliere e/o intuire, come quando nel cielo il vento dispiega le nuvole reificando forme che dinamizzandosi richiamano paesaggi, luoghi, segni ancestrali, in una dialettica creativa in cui visione e dettaglio attuano una transizione tra interiore ed esteriore, forme organiche che ricreano sensazioni del microcosmo.

 

Circolo Culturale Piazza Dante - Giulianova Alta

MEDITANDO nella MATERIA
di Jörg Grünert

INAUGURAZIONE

 

PERIODO
ORARI

15 - 20 febbraio 2008

dalle 20,30 alle 24,00

 


LUOGO
TITOLO

Lo Spazio Culturale Zerologico festeggia un anno di passione per l'arte contemporanea con una collettiva speciale: Anniversario Zero.
Lo spazio di via Anfossi dopo 14 eventi (mostre, reading letterari e laboratori creativi) propone al pubblico una selezione degli artisti che hanno arricchito il panorama dell'arte contemporanea con le loro opere durante lo scorso 2007.

Una collettiva che racconta lo spirito di Zerologico: passione per l'arte e la convinzione che credere nelle giovani promesse del contemporaneo non sia solo un dovere, ma una necessità per lo sviluppo dell'idea stessa di arte contemporanea.

Ed ecco che, attraverso le opere di questi nove artisti, l'arte si racconta nei suoi diversi aspetti: la curiosità, la passione, l'attenzione alla tecnica insieme alla sperimentazione, l'originalità.
Zerologico festeggia il suo primo anno con la voglia di portare alla luce quella straordinaria realtà creativa che va scoperta, ricercata, ma che una volta emersa non smette di sorprendere.

Gli artisti in mostra : Antonio Dell'Isola, Gruppo Anomala, Ida Rosa Scotti, Nino Romeo, Orticanoodles, Paola Verde, Paolo Robaudi, Senso, Simone Paloni

Centro Culturale Zerologico Via Anfossi 8, Milano

Anniversario Zero

INAUGURAZIONE

19 Febbraio ore 18.30

PERIODO
ORARI

Dal 20 Febbraio al 1 Marzo

 

 


LUOGO
TITOLO

La poesia sonora appartiene a quel settore della ricerca artistica che si colloca tra letteratura, musica, arti figurative e teatro. Si tratta di uno spazio espressivo interdisciplinare dove la voce del poeta non costituisce un dato unicamente sonoro ma rappresenta l'elemento di raccordo diretto tra la corporeità e la scrittura, oltre i margini ristretti della pagina stampata. Nel programma proposto presentiamo tre appuntamenti con performances live di Nicola Frangione, Massimo Arrigoni, Antonello Cassinotti

martedì 12 Febbraio ore 22 – Nicola Frangione

martedì 19 Febbraio ore 22 – Massimo Arrigoni

martedì 26 Febbraio ore 22 – Antonello Cassinotti

Loft American
Via Borgazzi 147
Monza

“la voce in movimento”
readings di poesia-sonora e action-poetry

INAUGURAZIONE

 

PERIODO
ORARI

 


LUOGO
TITOLO

Il 14 febbraio dalle ore 18 alle ore 21 Luca Scarabelli inaugura la mostra personale “ Bicycle race on the moon” presso la galleria Maria Cilena.
Luca Scarabelli è nato nel 1965. Ha frequentato il Liceo Artistico di Varese, e compiuto studi artistici anche presso l'Accademia di Belle Arti di Brera (Milano). In più occasioni, l'interesse per l'operatività in arte lo ha portato a confrontarsi con il sistema dell'arte anche come organizzatore di mostre e a collaborazioni editoriali, tra cui, il quaderno “Vegetali ignoti” (realizzato con Riccardo Paracchini, 1994-2003) dedicato all' esplorazione e in generale ai rumori dell'arte contemporanea e alla lettura. Dal 1998 l'attività pleonastica di Vegetali Ignoti è presente anche sulla rivista Juliet art magazine, con la rubrica parassita “Casi UmaniI”.

Dal 2003 al 2007 Scarabelli promuove il progetto “Click! ritratti fotografici di artisti contemporaneI”.

Il progetto, fino ad oggi, ha coinvolto un centinaio di studenti del Liceo Artistico di Monza e circa 250 artisti. Il progetto Click! è documentato in tre volumi fotografici.

L'opera di Luca Scarabelli si sviluppa a partire da problematiche post-concettuali che indagano attraverso il senso del colore e il principio dell'incertezza, le convenzioni e la retorica del fare pittura e scultura.

Installazione, disegni, fotografie, pittura, sono gli strumenti con cui organizza un mondo sfuggente ed enigmatico.

Con una cura meditata e riflessiva, concentrata sulle cose, rivisita i luoghi dell'ordinario, il sistema della percezione delle cose, le forme del quotidiano, proponendo un percorso in cui il concetto è subordinato ad una visione poetica che costruisce immagini inesplorate e misteriose, con scarti minimi e piccole variazioni della realtà.

La dialettica tra il disordine e l'ordine, tra il centro e la periferia, intese come forma di crescita e sperimentazione continua, sono gli strumenti privilegiati del suo sguardo, che sfrutta l'indifferenza e il distacco per avvicinarsi alla dimensione del dubbio e dell'evento, intesi come momenti in cui “accade la verità aperta dall'opera stessa”.

M A R I A C I L E N A
STUDIO PER L'ARTE CONTEPORANEA
VIA C. FARINI 6 MILANO

Bicycle race on the moon

INAUGURAZIONE

14 febbraio dalle ore 18, alle ore 21

PERIODO
ORARI
14 febbraio - 14 marzo 2008

martedì/venerdì 15,30 /19

 



LUOGO
TITOLO

questo è il primo appuntamento di una serie di mostre curate da gretel fehr e mavi ferrando dai titoli improbabili che si terranno presso il nuovo locale 'Blanco café 20094' aperto recentemente lungo il naviglio grande alle porte di milano. una grande sala ad anello situata al primo piano sarà la sede di insoliti eventi d'arte contemporanea a partire dagli ultimi sabati del mese: un 'nonluogo' che sembra fatto apposta per ospitare opere intriganti e sperimentali. ci auguriamo che l'ultimo sabato del mese diventi un appuntamento fisso per gli amanti dell'arte e non.

espongono:

pino deodato, anna rosa faina gavazzi, gretel fehr, mavi ferrando, nadia magnabosco, marilde magni, luca rendina, franco tripodi

presenta: anna aurenghi

le rane bianche sanno della scala di beaufort. ci misurano la forza del vento che le solleva dall'acqua stagnante e le trasporta, arriva l'uragano di rane forza 12! volano, gracidano come ridere, salutano 'ciao ciao' e poi cadono cadono cadono .... ma 8 arrivano planando. chi sono?

 

SPAZIO CIRCOLARE SUPERIORE via milano ang. via concordia, corsico/milano

RANE BIANCHE CADONO DAL CIELO

INAUGURAZIONE

con aperitivo: sabato 26 gennaio alle 19

PERIODO
ORARI
da sabato 26 gennaio al 1 febbraio 2008

tutti i giorni dalle 18 alle 2

 



LUOGO
TITOLO

Tra i principali artefici e protagonisti nel 1985 dell’esperienza milanese Brown Boveri, dalla metà degli anni ‘80 Garbelli comincia a realizzare i suoi primi interventi installativi. In seguito rivolge la propria attenzione al contesto urbano e compie i suoi primi interventi di ‘public art’. La segnaletica stradale, quella serie di segnali codificati che stabiliscono le norme per un ordinata viabilità automobilistica, è il primo e più vulnerabile bersaglio scelto dall’artista milanese. Ne stravolge i significati creando dei segnali nuovi dai contenuti inaspettati. Che siano pittogrammi o precise scritte, il significato che tali segnali assumono diventa ‘autonomo’, svincolato dalla logica della comunicazione informativa.
Per questa personale, dal titolo evocativo, Garbelli ha realizzato una sorta di campionario iconografico rivisitato della civiltà subacquea (monete, segnaletiche, vedute panoramiche) inventando di sana pianta ciò che la suggestione del mito e le assidue letture gli hanno ispirato.
Da sempre appassionato lettore dei grandi romanzi epici e d’avventura ambientati tra le acque tempestose degli oceani (Tifone di Conrad, L’Isola del tesoro di Stevenson, Moby Dick di Melville, Robinson Crusoe di  Defoe, Il Vecchio e il mare di Hemingway...) Garbelli non vuole ricostruire fedelmente o provare, come un archeologo, l’esistenza della città sommersa, quanto proporre uno spunto di riflessione sulle condizioni attuali dell’ecosistema marino, con tutte le problematiche ambientali portate dal ‘progresso’ della civiltà occidentale e dallo sfruttamento “turistico” delle risorse marine.
L’artista vi immagina ed ambienta un viaggio, documentato da un proprio diario di bordo e da prove “tangibili” di questa fantastica avventura. Trova reperti che espone come reliquie di una civiltà subacquea pacifica ed immune dagli errori del popolo “terrestre”, che osserva e dal quale impara cosa “non fare”. L’idea del viaggio mentale, dello spostamento ideale, è quindi di fondamentale importanza per comprendere il significato di un lavoro che vuole recuperare quel senso, ormai completamente perduto, di purezza della vita condotta in completa armonia con l’ambiente circostante, in una sorta di ritorno alla verginità della natura incontaminata senza assumere atteggiamenti polemici, né esprimere una patetica retorica di tipo ambientalista.

a cura di Alessandro Trabucco

galleria Sangiorgi
Piazza Preve 14 Laigueglia (Sv)

ATLANTIS
di
Francesco Garbelli

INAUGURAZIONE

8 Dicembre 2007 ore 17,30

PERIODO
ORARI
fino al 12 Gennaio 2008

 

 

LUOGO
TITOLO

La quarta edizione del progetto interculturale internazionale "LA LINEA DI PACE. Sabra e Shatila - Oltre l'Ultimo Cielo" è dedicata a Stefano Chiarini, avrà come tema centrale la guerra e le mine antiuomo e si svolgerà dal 30 novembre al 14 dicembre 2007 in sei appuntamenti sostenuti dalla Regione Abruzzo, dalle Province di Teramo e Pescara e dai Comuni di Giulianova, Pescara e Spoltore.
"La linea di pace" è un percorso ideato da Cam Lecce e Jorg Grunert, artisti e pedagoghi del Deposito dei Segni che da diversi anni operano in Libano conducendo laboratori di pedagogia teatrale e didattica artistica presso il Centro Al Jana di Beirut e nei campi profughi palestinesi.
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani - spiegano Lecce e Grunert - designa "l'insegnamento e l'educazione" come strada maestra per il rispetto dei diritti umani. Il progetto è perciò rivolto prevalentemente ai giovani e agli studenti degli Istituti di Istruzione Superiore e delle Università: il nostro intento è promuovere percorsi didattico-formativi in riferimento alle problematiche della pace e dei diritti umani con particolare riguardo alla questione dei profughi palestinesi in Libano, attraverso il cinema, il teatro, la letteratura, la poesia e conferenze, ospitando artisti, cineasti, docenti ed esperti della questione mediorientale.
Per introdurre il problema delle mine antiuomo, verrà proiettato nelle scuole il film-documentario "Childhood in the midst of mines: Infanzia tra le mine,"di Hicham Kayed. I protagonisti del documentario sono i ragazzi che vivono la loro quotidianità nei luoghi infestati dalle mine: campi, strade, giardini, boschi... una condizione che impedisce loro perfino di giocare. Le riprese sono state effettuate da giovanissimi filmaker sotto la supervisione di Hisham Kayed, regista, videomaker, delcentro Al- Jana di Beirut, all'interno del progetto: "Sensibilizziamo i bambini ai rischi delle mine". Il documentario girato ad Aiyta el Shaab nel sud del Libano nel 2002 è stato premiato nel Kids for Kids festival di Bologna ; e nel Festival Internazionale dei "Bambini e Giovani" del Cairo (Egitto) 2003.
Gli incontri avranno inizio venerdi 30 novembre a Spoltore presso la Società Operaia Mutuo Soccorso. Alle 21 verrà proiettato il film-documentario "R-Esistenze" di Marco Pasquini: cinque donne, tornate da pochi giorni nel loro villaggio, Srifa, nel sud del Libano, raccontano l'esperienza dell'ultima guerra. Cinque esistenze, tra più di un milione di persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, rese profughe dagli intensi bombardamenti israeliani in zone abitate da civili. Il documentario ha vinto il premio "Vela D'Argento" a Bellaria Film Festival e premio miglior documentario ad "Hai Visto Mai?", 2007. Alle 22 ci sarà un incontro con i pedagoghi del Deposito dei Segni Cam Lecce, attrice e J”rg Grunert, scultore perfomer .
Lunedì 3 dicembre un nuovo incontro a Pescara presso il cinema Teatro S. Andrea di Via del Concilio per le scuole: dopo il saluto di benvenuto alle 9, verrà proiettato il film-documentario "R-Esistenze" di Marco Pasquini e alle 10,30 avrà luogo una conversazione con Monica Maurer, regista, esperta cinema palestinese, e con Sandro Casalini, giornalista Rai, esperto di cronaca estera.
Stessa formula per martedi 4 dicembre a Teramo, nella sala conferenze dell'Universit… degli Studi - Coste S.Agostino a Colle Parco: alle 9 il saluto di benvenuto, alle 9,30 la proiezione di "R-Esistenze" e alle 10.30 l'incontro con Monica Maurer e Sandro Casalini.
Mercoledì 5 dicembre invece, a Giulianova presso il Kursaal sul lungomare Zara l'incontro verr… condotto solo dai pedagoghi del Deposito dei Segni.
"La linea di pace" si chiuderà con due matin‚ e a Pescara martedì 11 dicembre (cinema teatro Sant'Andrea) e a Teramo venerdì 14 (spazio danza Electa in via de Paulis) con il reading-performance "Non sparisco dalla terra", con Michelangelo Del Conte, Cam Lecce, Jorg Grunert e Fabrizio De Fabritiis. Verranno letti racconti e poesie di Ibrahim Tuqan, Fadwa Tuqan, Rashid Husayn, Samih al-Qasim, Samira Azzam, Ibrahim Nasralla, Mahmud Darwish. La poesia e la narrativa palestinese - spiegano Cam Lecce e Jorg Grunert - rappresentano un frammento della vasta letteratura araba. Sono una scrittura fortemente permeata dalla presenza del dramma storico, civile e politico del popolo palestinese. Una scrittura di impegno civile si potrebbe definirla. I temi dell'amore sono intrecciati con quelli dell'esilio, della nostalgia, del diritto alla terra, della condizione dell'individuo nel coacervo di contraddizioni, impossibilità e desideri. Una scrittura che ben esprime le grandi capacità stilistiche e poetiche dei suoi autori.

 

LA LINEA DI PACE
Sabra e Shatila Oltre l'Ultimo Cielo

INAUGURAZIONE

 

PERIODO
ORARI
30 novembre-14 dicembre

 

"La linea di Pace" è un progetto patrocinato dalle Presidenze della Giunta e del Consiglio Regionale, dall'Università degli studi di Teramo (Facoltà di Scienze Politiche), dall'Università "Gabriele d'Annunzio" Pescara-Chieti (Facoltà di Scienze Sociali e Facoltà di Lingue e Letterature Straniere), dal Comune di Nereto, dalla CGIL Regionale e dalle Camere del Lavoro Territoriale di Pescara e Teramo.

LUOGO
TITOLO

Il grande mistero dell’universo esplorato da Paolo Barlusconi

Da cosa nasce cosa, secondo il principio deterministico che vuole ogni oggetto semplice prodotto da automatismi meccanici. Uno stampo, una trancia, una calandra lo hanno sagomato o modellato, pronto per entrare nel quotidiano; elemento anonimo di sistemi complessi o singolo elemento di uso comune, il più delle volte, è prodotto per essere consumato distrattamente e destinato velocemente al riciclo o all’inquinamento ambientale. Eppure è figlio di un’idea, un principio di utilità o di bellezza, di un a priori intelligente che ne ha permesso l’esistenza anche se effimera e ne giustificherebbe un passaggio di stato, una archeologizzazione dinamica nell’area affettiva del pensiero collettivo. Questo principio salvifico credo si possa considerare idea guida di Paolo Barlusconi nel raccogliere con pervicace volontà una quantità indescrivibile di oggetti da classificare, quasi fossero individui appartenenti a specie botaniche in estinzione, e da riusare come elementi, segni alfabetici o lemmi del proprio racconto. In ogni opera che realizza, più che plasmare la materia secondo i principi della pittura o della scultura, la conduce attraverso una sorta di passaggio di stato, pone in comunicazione due universi paralleli attraverso una sorta di black hole concettuale. Concentra l’attenzione sulla intelligenza degli oggetti trasformando questa in qualcosa di completamente differente lasciando i corpi essenzialmente inalterati. Un percorso di analisi, questo, che dà seguito coerente ad una ben collaudata esperienza dell’autore nel campo della macrofotografia, quando particolari di piante o di elementi inanimati erano da lui collazionati in un unico erbario atipico. Lo interessavano e lo interessano le forme a prescindere dal rapporto di scala della standardizzazione fotografica rispetto al soggetto; i rapporti di proporzione armonica sono fondamentali in ogni sua composizione dove tutto si confronta con le misure perfette del quadrato o della sezione aurea. La spirale logaritmica, che sottende la fillotassi nel mondo vegetale, definisce le superfici dei pannelli rettangolari su cui lavora o governa la distribuzione degli elementi su di essi mentre il cerchio, duplice nella sua natura simbolica e ampiamente saggiato nelle opere più recenti, fa da limite concettuale e ideale al rapportarsi della visione di un universo perfetto, misurabile ed esperibile con quella di un cosmo infinito ed in continuo divenire. Cerchio con due anime e due misure, delle quali potremmo argomentare come, per la prima, il centro del compasso che ne traccia la circonferenza si colloca con precisione nel qui ed ora mentre, per la seconda, il punto di appoggio si situa nel non-luogo e non-tempo, all’origine del tutto. Chiedendoci Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?” - Oppure: “Che cosa siamo? Dove siamo? Come mutiamo e perché?” O ancora, facendo sfuggire il nostro punto di osservazione dalle vicende del mondo, ponendo le medesime domande nei confronti dello stesso, riattualizziamo domande fondamentali, madri di tutti gli interrogativi che costellano tutte le discipline, siano esse scientifiche che umanistiche. Paolo le riscopre come proprie, navigando trasversalmente, in profondità e in altezza tutta la loro estensione, trovando/offrendo, nella forma compiuta delle opere, sintesi e risposta dinamica a quesiti contemporaneamente sia esistenziali che di approfondimento intellettuale. Superata l’autoreferenzialità dell’arte, purtroppo fin troppo diffusa nella cultura contemporanea, trova il coraggio di ricercare sempre nuovi e inaspettati confronti con problematiche inerenti i processi cognitivi. Osservando la volta celeste, cercando di superare la sensazione di fragilità e transitorietà umana che la visione del cosmo ha generato in me come penso in chiunque tenti di penetrarne i segreti - così mi ha confessato recentemente - ho dato una svolta fondamentale alla mia creatività, riscoprendo la ricerca scientifica in sinergia con quella artistica e inoltrandomi in un territorio estremamente fertile di prospettive”. Sono nate così molte delle opere presenti in questa mostra dal titolo Cosmogonie e, alla ricerca di un dialogo più approfondito e ricco, l’idea di invitare ad argomentare sul tema chi in altre discipline possa confrontarsi in modo specifico e contemporaneamente scevro da pregiudizi. Il frutto ne sono stati i saggi raccolti che vanno a toccare gli ambiti della fisica, della matematica, dell’astrofisica, della letteratura e della filosofia, della mitologia e quant’altro, grazie alla disponibilità e all’entusiasmo di vecchi e nuovi compagni di confronto interdisciplinare.
Michele Caldarelli

 

COSMOGONIE
opere
di Paolo Barlusconi

INAUGURAZIONE

 

PERIODO
ORARI

Dal 29 novembre 2007 al 26 gennaio 2008

: lu 13.00 - 18.30 / ma - ve 9.00 - 18.30 / sa 9.00 - 16.00

Paolo Barlusconi, nato a Guanzate (Como) nel 1951, artista interdisciplinare, non ancora ventenne inizia la propria avventura artistica, caratterizzata da una continua ricerca di nuovi linguaggi e materiali. Gli esordi, per un breve periodo, possono essere riferiti all’area metafisico-surrealista ma successivamente sviluppa una propria poetica, incentrata sull’uso dei materiali e degli oggetti come elementi costitutivi dell’opera. Intraprende in parallelo gli studi tecnici, conseguendo la laurea in ingegneria e caratterizza sempre più la propria ricerca secondo un’ottica multimediale che costituisce elemento fondamentale del suo operare: pittura, opere tridimensionali, installazioni, fotografia. Negli anni ‘80 inizia la sperimentazione con nuove tecnologie, prima fra tutte quella laser; fonda con altri due artisti il Gruppo di Ricerche Visive Metalaser, col quale tiene diverse mostre ed installazioni e intraprende una ricerca sulla luce che tuttora rappresenta elemento importante della sua attività artistica. Si interessa anche della teoria scientifica del Caos, esplorandone le valenze poetiche. La ricerca più recente è incentrata sulla sintesi di materia e luce, in opere e strutture di grandi dimensioni; la serie intitolata Cosmogonie, attualmente in fase di sviluppo, rappresenta l’interesse dell’artista per il grande mistero dell’uomo nell’universo. Nel 1997 è tra i fondatori del Gruppo Anomala. Espone dal 1975 in Italia e all’estero. Nel 2007 ha partecipato alla LII edizione della Biennale di Venezia.


LUOGO
TITOLO

Come ogni anno, dal 3 al 7 dicembre, artisti da tutto il mondo si ritrovano a Livigno per Art In Ice, il Concorso internazionale di sculture di neve, giunto quest'anno alla XII Edizione grazie a Lungolivigno. Cinque team stranieri e cinque team italiani si affrontano per modellare un cubo di neve pressata alto tre metri e trasformarlo in un'opera di arte contemporanea. Un lavoro lungo, in condizioni estreme, visto che il termometro scende parecchi gradi sotto lo zero. Saranno presenti artisti provenienti dal Messico, dall'Olanda, dalla Repubblica Ceca, dalla Polonia e dalla Spagna e da tutt'Italia.
Le opere costituiranno un museo a cielo aperto, nella meravigliosa piana denominata Art in Ice Village, fino a tornare acqua e sparire nella natura con il calore del sole primaverile.
In occasione del centenario del Credito Valtellinese, sponsor storico, è stato istituito il "Gran Premio Centenario Credito Valtellinese", che sarà assegnato dalla giuria alla migliore opera.
Il quartier generale di Art In Ice è l'Hotel Lac Salin Spa & Mountain Resort, da sempre legato a questa manifestazione. Le sculture delle passate edizioni si ritrovano nelle foto presenti in tutte le camere mentre nella lounge si possono ammirare i bozzetti e i progetti.
Novità 2007 è l'Undicesima Scultura, un'installazione unica, posta al centro della sala. Un candido e minimalista cubo che accoglierà al suo interno lo spettatore, portandolo alla scoperta della video-arte di Michele Violante. Il visitatore dell'Undicesima Scultura potrà toccare, ascoltare, vedere l'arte.
Sedendosi su un comodo divano a due posti, indosserà un paio di cuffie e si lascerà trasportare dalle immagini e dai suoni della proiezione in una nuova dimensione emotiva. Sarà possibile visitare l'Undicesima Scultura per tutta la durata della competizione Art In Ice e della stagione invernale. Sarà un modo nuovo di avvicinarsi alla land art, un approccio inconsueto a un elemento artistico naturale e plasmabile come la neve. La guarderà da una prospettiva inaspettata, portando per la prima volta l'osservatore dall'esterno all'interno, in un luogo nuovo e privilegiato: il cuore dell'opera d'arte.
Il mondo della moda è testimonial dell'evento fin dal suo esordio grazie ad aziende quali ERMENEGILDO ZEGNA, BALLANTYNE, BRUNELLO CUCINELLI e HISTORIC RESEARCH che continuano a rinnovare il loro impegno e il loro entusiasmo nell'adottare le meravigliose ed effimere sculture di neve.

Livigno

ART IN ICE 12a EDIZIONE

INAUGURAZIONE

 

PERIODO
ORARI
DAL 3 AL 7 DICEMBRE 2007

 

LUNEDI' 3 DICEMBRE 2007
Ore 21.00 Cerimonia di apertura con presentazione degli artisti e dei
bozzetti delle sculture. Stua Granda, Hotel Lac Salin SPA & Mountain Resort.
Serata aperta a tutti 
MARTEDI' 4 DICEMBRE 2007
Gli artisti sono al lavoro all'Art In Ice Village.
Ore 21.00 serata Wellness: una serata per ricaricare le energie e riposare meglio.
Serata riservata agli artisti
MERCOLEDI' 5 DICEMBRE 2007
Proseguimento dei lavori all'Art In Ice Village.
Ore 21.00 gli artisti si raccontano: una serata a base di chiacchiere, grappa,
arte e fotografia.
L'Undicesima Scultura si svela: inaugurazione dell'Opera all'Hotel Lac Salin
SPA & Mountain Resort.
Serata aperta a tutti
GIOVEDI' 6 DICEMBRE 2007
Le opere prendono forma all'Art In Ice Village.
Ore 20.00 Gran Cena degli Artisti: con i pizzoccheri preparati "a regola
d'arte" dalle donne dell'Accademia del Pizzocchero e cucinati al momento.
Hotel Lac Salin SPA & Mountain Resort.
Serata ad invito
VENERDI' 7 DICEMBRE 2007
Ore 11.00 Art in Ice Village cerimonia di chiusura del Concorso
Internazionale di Sculture di Neve. Votazione del pubblico e sfilata del
gruppo folcloristico.
Ore 12.00 premiazioni: Assegnazione del Gran Premio Centenario Credito
Valtellinese e Premio del Pubblico Lungolivigno


LUOGO
TITOLO

Il MAU- Museo d’Arte Urbana di Torino è il primo progetto in fase di concreta realizzazione, in Italia, avente come scopo il dar vita ad un insediamento artistico permanente all’aperto collocato all’interno di un grande centro metropolitano, con in più il valore aggiunto di essere iniziativa partita non dall’alto ma dalla base, complice il consenso ed il contributo fondamentale degli abitanti.
Il nucleo originario del MAU è sito nel Borgo Vecchio Campidoglio, un quartiere operaio di fine’800, collocato tra i corsi Svizzera, Appio Claudio e Tassoni, e le vie Fabrizi e Cibrario, non distante dal centro cittadino.
Una porzione di spazio urbano miracolosamente salvatasi dagli sventramenti operati dal Piano Regolatore del 1959,  che ha mantenuto pressoché intatta la sua struttura a reticolo costituita da case basse con ampi cortili interni dotati di aree verdi, suddivise da vie strette, il tutto a favorire il rapporto di comunanza tra gli abitanti ed una tipologia di insediamento, in una zona semicentrale di Torino, tale da farne un “paese nella città”.
Nel 1995 matura, nei promotori del Comitato di Riqualificazione Urbana ,già da alcuni anni impegnati in una rivalutazione delle peculiarità urbanistiche ed architettoniche del Borgo, l’intuizione di allargare la propria sfera di intervento all’arte, coinvolgendo i cittadini nelle scelte.
Vengono a tal proposito invitati a fornire il proprio parere, dall’allora Presidente del Comitato  alcuni  operatori culturali cittadini, tra cui l’estensore della presente, all’epoca membro del Direttivo dei Musei e delle Mostre della Città di Torino, già da anni impegnato sul fronte del rapporto tra arte e territorio.
Il sottoscritto individua nel Borgo Vecchio l’ambito ideale per l’applicazione concreta dei suoi intenti e, coadiuvato in maniera determinante dall’arch. Giovanni Sanna e dall’Accademia Albertina di Belle Arti, nella persona del Prof.  Carlo Giuliano, inizia un lungo cammino progettuale, fino agli esiti attuali.
Dagli esordi, non facili, ad oggi, sono state prodotte 68 opere murarie all’interno del Borgo Vecchio, alle quali si sono affiancate, nel maggio 2001, altre 36 nuove installazioni costituenti la “Galleria Campidoglio” per un totale di 104. Quest’ultima, componente organica del Museo d’Arte Urbana, è sorta per volontà del Centro Commerciale Artigianale Naturale Campidoglio, all’interno delle iniziative del Piano di Qualificazione Urbana, promosso dagli Assessorati al Commercio di Comune e Regione. Si tratta di opere formato cm. 70 X 100, collocate permanentemente sulle pareti tra i negozi di via Nicola Fabrizi e corso Svizzera, protette da teche di plexiglas, che sono state dotate di illuminazione permanente lo scorso mese di marzo.
Il 2001 è stato un anno fondamentale per un lancio definitivo dell’immagine e del ruolo del MAU in ambito cittadino e nazionale, coronato dall’inserimento nella “Carta Musei” della Regione Piemonte.

I nostri prossimi obiettivi consistono nel costante proseguimento, in quanto non si potrà certo mai sancire una definitiva conclusione dei lavori,  del ciclo di opere murali nel Borgo Vecchio, ed il successivo allargamento degli interventi ad altre porzioni di territorio.
Si immagina, se giungeranno i necessari contributi dagli enti pubblici e dai privati, la realizzazione di sculture ed installazioni permanenti in zone del quartiere quali Piazza Risorgimento e l’area mercatale di Corso Svizzera, nonché nei luoghi maggiormente degradati della Pellerina, e l’individuazione di un ampio locale espositivo che possa adempiere all’ambiziosa funzione di “Centro per le Arti Contemporanee”, corollario ormai indispensabile per un pieno sviluppo delle attività del  MAU che pensiamo, allo stato delle cose, possa essere individuato tramite un impiego almeno semestrale degli ampi ed affascinanti locali del Rifugio Antiaereo e del contiguo parcheggio interrato di Piazza Risorgimento.
 
Tra il 2002 ed il 2007 sono state prodotte le opere murali di Salvatore Astore, Enrico De Paris, Sergio Ragalzi, Angelo Barile, Theo Gallino, Antonio Mascia, Claudia Tamburelli, Santo Leonardo, Giorgio Ramella, Roberta Fanti, Daniela Dalmasso, Vittorio Valente,  Andrea Massaioli , Antenore Rovesti, Bruno Sacchetto, Alessandro Gioiello, Gianluca Nibbi, Alessandro Rivoir, Matteo Ceccarelli, Pasquale Filannino,  Marco Bailone, Paola Risoli, Fathi Hassan. Gaetano Grillo. Sono stati inoltre restaurate e parzialmente rifatte opere murali di Alessando Rivoir, Enzo Bersezio ed Antonio Carena. Il 14 luglio 2004 è stato presentato al pubblico il primo catalogo riassuntivo dell’attività del MAU, stampato a cura della Regione Piemonte, che sarà periodicamente aggiornato ed è stato rifatto, nel 2006, il nostro sito internet, realizzato con tecnologie d’avanguardia che permetteranno, tra l’altro, un tour virtuale del Museo.  E’ inoltre cresciuto l’interesse degli organi di informazione attorno alle attività del MAU così come la richiesta di visite guidate, ed è giunta, da parte del Comune di Torino, oltre all’inserimento nelle iniziative di “Torino contemporanea : luce ed arte”, l’invito a far parte degli itinerari turistici di “Torino non a caso”. Sono stati inoltre organizzati itinerari didattici con Palazzo Bricherasio e lo IED Istituto Europeo di Design.
Dal gennaio 2007 è stato insediato un tavolo di lavoro con gli Enti pubblici con l’obiettivo di inserire il MAU all’interno della Fondazione Torino Musei.
Nell’estate 2007, insieme all’Associazione umanitaria International Help Onlus è stato elaborato il progetto di un film documentario sul Museo d’Arte Urbana e, più in generale, sulle molteplici storie individuali e collettive del Borgo Campidoglio.
 
Edoardo Di Mauro, Presidente e Direttore Artistico del Museo d’Arte Urbana.

MAU - Museo d'Arte Urbana Torino

Museo d'Arte Urbana

INAUGURAZIONE

Sabato 17 novembre 2007 dalle 11 alle 13.30

PERIODO
ORARI

 

Sabato 17 novembre 2007 dalle 11 alle 13 punto d’incontro via Musinè 19 saranno ufficialmente inaugurate, alla presenza dell’Assessore alla Cultura della Città di Torino Prof. Fiorenzo Alfieri e del Presidente della IV Circoscrizione Dott. Guido Alunno le nuove opere realizzate tra il 2005 ed il 2007 dagli artisti Fathi Hassan, Gaetano Grillo, Paola Risoli, Marco Bailone, Matteo Ceccarelli, Pasquale Filannino, Gianluca Nibbi, Alessandro Rivoir, ed il restauro di altre tre opere murali di Antonio Carena, Alessandro Rivoir ed Enzo Bersezio.
Saranno inoltre illustrati tutti i progetti futuri prima elencati.



LUOGO
TITOLO

Memoria Esterna è un ritratto video atipico di Milano. Un archivio imprevedibile della geografia cittadina, della sua storia e delle relazioni affettive tra i luoghi e coloro che li hanno vissuti o anche solo attraversati.
Nata da frammenti di storie raccolte da ZimmerFrei, autore collettivo del progetto, l’opera utilizza il racconto come raccordo fra storia personale e storia collettiva, esplorando i rapporti di prossimità o distanza fra evocazione orale e visualizzazione dei luoghi, fra suono e immagine.
Memoria Esterna innesca un processo potenzialmente infinito, costruito dal continuo alternarsi di pieni e vuoti, quasi come un mosaico mancante di alcune tessere, capace di creare un meccanismo di aspettativa e di tradimento della stessa.
Numerose sono le collaborazioni attivate dal progetto: dalle persone coinvolte nelle ricerche a coloro che hanno raccontato le storie, da chi ha partecipato alla realizzazione tecnica del video agli artisti selezionati dall’Archivio C/O Careof & Viafarini, Meris Angioletti e Cecilia Pirovano, che hanno seguito la fase di riprese e realizzato le fotografie di scena.
Nell’ambito del progetto sono stati creati due momenti di “espansione” del lavoro stesso.
Nel primo, presso La Triennale di Milano (12 maggio 2007), gli artisti hanno condiviso con il pubblico i materiali e il processo di creazione di Memoria Esterna.
Nel secondo, dal 23 al 25 ottobre 2007, Careof e ZimmerFrei hanno organizzato un workshop aperto a 8 persone di varia provenienza, dal mondo dell’arte, all’architettura, alla comunicazione, con l’obiettivo di far entrare i partecipanti in prima persona nella dimensione del racconto, e al tempo stesso analizzare le dinamiche di costruzione di un progetto come Memoria Esterna.
Hanno partecipato al workshop Luciana Andreani, Paolo dell’Acqua, Gianluca D’Apuzzo Antonietta Foschini, Alessandra Giannandrea, Sabina Grasso, Alberto Guidato e Claudia Maina.
Memoria Esterna (2007) è il primo appuntamento di Ritratti. Percorsi video a Milano, una serie di produzioni video di Careof a cura di Chiara Agnello sulla Città di Milano, commissionate ad artisti italiani e internazionali.
Memoria Esterna è stato realizzato in collaborazione con la Provincia di Milano e presentato in anteprima presso La Triennale di Milano in occasione di inCONTEMPORORANEA la rete dell'arte - Numero Uno (11-12-13 maggio 2007).
In mostra a Careof  (31 ottobre – 24 novembre 2007) sono visibili il video Memoria Esterna, le interviste integrali dalle quali sono stati estratti i frammenti di racconto, le foto scattate durante il set, i racconti sonori realizzati dai partecipanti al workshop.

C/O careof - Fabbrica del Vapore
Via Luigi Nono, 7 Milano

Ritratti
Percorsi video a Milano

INAUGURAZIONE

martedì 30 ottobre ore 18.30

PERIODO
ORARI

31 ottobre – 24 novembre 2007

 

 

LUOGO
TITOLO

La galleria Kernot Art e Eleonora Mayerle hanno il piacere di annunciare l’esposizione personale del fotografo Teodoro Lupo in cui verranno presentate dieci fotografie estratte dalle serie intitolata Von hier an blind.
Dal 15 al 18 novembre, inoltre, la galleria parteciperà alla prestigiosa fiera DiVA – Digital and Video Art - che si svolgerà al Louvre des Antiquaires. Per informazioni: www.divafair.com.

Con Von hier an blind (Da qui come cieco) il giovane artista italiano, ma berlinese d’adozione, Teodoro Lupo propone una serie di fotografie di grande formato (70x104cm) incentrata sul tema della percezione notturna di luoghi e cose, metafora di quel non-vedere che acuisce tutti gli altri sensi.
Guardando le immagini di Lupo, infatti, sembra quasi di poter sentire lo scricchiolio dei passi sulle foglie, l’odore intenso della terra, i silenzi improvvisi del bosco e della città addormentata. Ed è tra queste due apparenti antagoniste che l’artista propone un percorso riflessivo e sensuale passando dagli scenari quotidiani di edifici e parcheggi che ora si fanno evanescenti ed astratti, ora si cristallizzano sulla retina come squarci di luce nel buio, alla pacata quiete della natura rassicurante e, allo stesso tempo, misteriosa ed oscura.
La notte nelle sue tante declinazioni è il momento in cui prendono forma intimi pensieri, segrete aspirazioni, inattese intuizioni, così come sembrano emergere i soggetti dalla superficie densa delle fotografie, quasi affiorassero da un mare oscuro in cerca di luce e nitidezza ma, timide, si ritraessero subito.
Le immagini di Lupo non vogliono rappresentare la visione precisa di scenari notturni, ma l’incertezza di chi, ritornato a vedere chiaramente dopo molto tempo, dubitasse di quella verità che i suoi stessi occhi gli propongono. La notte è, infatti, anche il regno del dubbio, dell’ambiguità. E’ il luogo dell’inquietudine, ma anche quello del riposo, del raccoglimento, in cui si può infine trovare pace.
Per realizzare queste fotografie, l’artista è ricorso anche a lunghe esposizioni per sfruttare adeguatamente la luce artificiale presente sulla scena, ed ogni immagine, presentata singolarmente o come dittico, prende il nome di una persona sia essa quello della strada o della piazza in cui si trovava, di qualcuno presente o di qualcuno, infine, a cui l’opera è dedicata.
Eleonora Mayerle

Kernot Art
3 rue Rosa Bonheur
Paris

VON HIER AN BLIND – DA QUI COME CIECO

INAUGURAZIONE

Venerdi 16 novembre dalle ore 19 alle ore 22

PERIODO
ORARI
dal 16 novembre al 22 dicembre 2007

dal lunedi al venerdi’ dalle 14 alle 18, il sabato dalle 15 alle 19

 



LUOGO
TITOLO

Alejandro Quincoces ritorna ad esporre a Milano con una mostra ispirata alla città di New York, metropoli per eccellenza e simbolo dell’uomo moderno. Lo stesso autore racconta di essere tornato nella grande mela per scattare nuove fotografie, dalle quali hanno preso vita  questi dipinti. Non si tratta però di una fedele riproduzione dell’immagine fotografica, ma di un’interpretazione del paesaggio urbano del tutto personale,  che diviene una sorta di alterego dell’autore, intriso di passione e drammaticità.
La città così si trasforma sotto le mani dell’autore che sembra riplasmare gli stessi volumi urbani attraverso la materia pittorica. L’immagine non appare mai nitida, come se una leggera nebbia ricoprisse ogni cosa, sfumandone i contorni e appiattendone i colori. Solo i bagliori provenienti dai semafori e dai fari delle macchine in corsa illuminano a tratti la carreggiata, creando dei punti di luce che contrastano con il grigio di fondo. Il cielo è denso, livido, con una luce fredda da meriggio invernale. Il risultato è una città quasi irreale, trasformata da questa densa bruma in una visione “romantica” che rimanda ai paesaggi di Turner e Friedrich.
Attraverso la sua pittura Quincoces riesce a nobilitare la prosaicità di una veduta urbana donandole un’intensità e una bellezza propria forse solo della natura, assieme crudele e sublime.

                                                                                              Barbara Frigerio

Studio Forni
Via Fatebenefratelli, 13
20121 Milano

Alejandro Quincoces
De Nueva York y de su alma

INAUGURAZIONE

GIOVEDÌ 8 NOVEMBRE 2007 ore 18

PERIODO
ORARI

8  NOVEMBRE  2007  –  5 GENNAIO 2008

10/13 – 16/19,30
Chiuso domenica e lunedì

 


LUOGO
TITOLO

C/O Careof inaugura la nuova stagione espositiva con produzioni di artisti italiani e internazionali selezionate da Chiara Agnello fra i materiali entrati nell’ultimo anno a far parte dell’Archivio Careof & Viafarini.
In mostra si alternano 25 lavori – con il ritmo di due al giorno - fra opere video e progetti sonori. Dalle animazioni di Rebecca Agnes e Marco Raparelli, alle creazioni di stampo cinematografico di Italo Zuffi e di Yuri Ancarani, alle storie descritte in immagine da Meris Angioletti, alle atmosfere evocate dai video dal carattere pittorico di Massimo Pianese, alle situazioni paradossali osservate da Iacopo Miliani o Brodie Ellis. Documentazioni tutt’altro che oggettive del reale sono le produzioni di Marco Belfiore, Luciana Andreani e T-Yong Chung. Di Enzo Umbaca viene presentato un progetto multimediale di ampie dimensioni dal quale è nata una performance, un video e un cd audio.
Molteplici anche gli approcci che caratterizzano le produzioni sonore: se i progetti di artisti quali Riccardo Benassi, David Balula e Guido Affini nascono dall’indagine di uno spazio reale, quelli di Francesca Grilli, Donatella Spaziani e Giuseppe Signorin sfruttano il mezzo per la sua capacità d’indagine intima ed introspettiva. Dall’isolamento di alcuni dettagli, sino alla messa in gioco e allo scardinamento di meccanismi presi a prestito da veri ambiti – dal cinema, alla cultura musicale, alle scienze applicate - nascono invece i lavori di Robert Vincent, Stanislao di Giugno, Nark Bkb, Gabriele Sedda e Beatrice Catanzaro.
Per il grande platano che sovrasta il giardino dello spazio espositivo, Emilia Scharfe ha realizzato Funambolo, una complessa installazione site specific. Intrecciando 2000 metri di corda di cocco con la tecnica ad uncinetto, l’artista tedesca ha avvolto – proteggendo e costringendo al tempo stesso - l’intero tronco dell’albero.
Spiazzante e malinconica, la performance Muta di Davide Savorani ripropone durante l’inaugurazione un’interpretazione sonora in loop della canzone Mbube (The lion sleep tonight).

Per l’installazione Funambolo si ringrazia LEGGERI GROUP

C/O careof - Fabbrica del Vapore
Via Luigi Nono, 7 Milano

NEW ENTRY VIDEOTECA CAREOF
video+progetti sonori+installazione site specific+performance

INAUGURAZIONE

martedì 25 settembre 2007 ore 18.30

PERIODO
ORARI
25 settembre
12 ottobre

 

video:
Rebecca Agnes, Yuri Ancarani, Luciana Andreani, Meris Angioletti, Marco Belfiore, T-Yong Chung, Brodie Ellis, Jacopo Miliani, Massimo Pianese, Marco Raparelli, Enzo Umbaca, Italo Zuffi

progetti sonori:
Guido Affini, David Balula, Riccardo Benassi, Beatrice Catanzaro, Stanislao Di Giugno,
Francesca Grilli, Nark Bkb, Gabriele Sedda, Donatella Spaziani, Giuseppe Signorin, Robert Vincent

installazione site specific:
Funambolo di Emilia Scharfe
con un testo di Gabi Scardi

performance:
Muta di Davide Savorani + Black Fanfare/Demetrio Castellucci
in occasione dell'inaugurazione martedì 25 h 19.00


LUOGO
TITOLO

1977 Elvis Presley, il Re del Rock’n’Roll, muore a Memphis.
1977: BOLOGNA
Nella città più Sovietica dell’Occidente, alcuni giovani sperimentano modi di vivere alternativi. Destinati a diventare operai ed impiegati, sognano invece una vita da rockstar e decidono di essere musicisti, pittori, scultori, registi.
1977-1983: VIA CLAVATURE 20
In un appartamento nelle adiacenze di Piazza Maggiore occupato dal Movimento del  ‘77, Huber, Scozzari, Lavagna, Raffini e altri danno vita alla  TRAUMFABRIK, studio creativo, atelier di produzione artistica e musicale ed esperimento socio-psichiatrico.
Dalle profondità della TRAUMFABRIK emerge una visione del mondo apocalittica ed uno stile di vita estremo,  in sintonia con il movimento Punk e New Wave inglese e americano. I  fumetti underground di Cannibale e Frigidaire(Andrea Pazienza , Filippo Scozzari e Nicola Corona). Gruppi  musicali come Centro d’Urlo Metropolitano, Gaznevada, Stupid Set, Tide Toast, Snowblitz dj,  Marconi Connection, Merrik Brothers, After Bomb Boys, Billy Blade & the  Electric Razors e Hi-Fi Bros(Ciro Pagano, Alessandro Raffini, Giorgio Lavagna, Marco Dondini, Gianluca Galliani, Marco Bongiovanni, Gianpietro Huber, Umberto “Larry” Lazzari, Paolo Bazzani, Oderso Rubini, Fabio e Marco Sabbioni, Flavio Vecchi e Roberto Carrara).  Videomakers come Grabinsky (Renato De Maria, Emanuele Angiuli). Un laboratorio di ricerca nel campo della tecnologia del suono e dell’immagine come Superfluo (Francesco Chiarini, Ignazio Orlando, Enrico Maria Serotti).  Tutte queste esperienze sono riconducibili, in qualche modo, alla TRAUMFABRIK. In sei anni l’esperimento socio-psichiatrico produce opere. Collages, dipinti, disegni e sculture. Il tutto assemblato prevalentemente con materiali di scarto, secondo una cultura altrettanto “trash” e marginale. Nel 1983 lo stabile di Via Clavature 20 viene sgombrato, le opere sono disperse e se ne perdono le tracce fra cantine e soffitte. Alla fine, tutto viene  semplicemente buttato via, ricongiungendosi così al ciclo della spazzatura da dove aveva avuto inizio. Negli anni ’80 lo stabile è ristrutturato, e negli anni ’90 l’appartamento è il nido d’amore della coppia Bonaga/Parietti, icona vivente della fine del Comunismo in Italia. Il fantasma della TRAUMFABRIK continua -forse- ad abitare i muri di Via Clavature 20.

neon>campobase
via zanardi 2/5
bologna

TRAUMFABRIK BLOWUP

INAUGURAZIONE
11.09.2007
PERIODO
ORARI
11 settembre_13 ottobre

mar_sab 15.00_19.00

11 SETTEMBRE 2007 NEON>CAMPOBASE
Il ritrovamento fortuito di circa 400 disegni (il Reperto 1) ha riaperto il file TRAUMFABRIK. Il caos creativo di Via Clavature 20 ritorna l’11 settembre 2007 alla NEON>CAMPOBASE di Bologna ( via Zanardi 2/5 - www.neoncampobase.com), dove Huber e Lavagna, due dei principali protagonisti dei quell’esperimento, riportano in vita il progetto mettendolo a disposizione di una nuova generazione di creativi estremisti.

TRAUMFABRIK BLOWUP
Opere originali autenticate col DNA degli autori. Decine di riproduzioni in grande formato. Musica dell’epoca. Ricostruzione di una delle stanze della TRAUMFABRIK originale con performance di  artisti dal vivo. La cittadinanza è invitata

LUOGO
TITOLO

Nell’ambito della Notte Bianca per la pace, organizzata dall’amministrazione comunale della città di Corsico in collaborazione con le associazioni culturali  per venerdì 14 settembre  2007, l’associazione di donne Galassia ha proposto ad artiste ed artisti  la realizzazione di una mostra di installazioni, opere bidimensionali e video nel cortile di un’antica casa del 1700, ora completamente ristrutturata,  nel centro della città.
Il tema della mostra, Facciamo pace?, viene interpretato da ogni artista avendo presente i temi del rispetto  dei diritti della natura, delle persone, degli animali e degli oggetti, rispetto dei diritti che sta alla base di qualsiasi politica di pace.
Visioni diverse, espressioni del sentire di ciascun artista.
L’uscire dalle consuete pareti riservate agli addetti ai lavori costituisce un modo coraggioso di confrontarsi con un pubblico più ampio.
A partire dalla domanda che dà titolo alla mostra, una frase che i bimbi e le bimbe si scambiano dopo un litigio, le opere delle artiste e degli artisti possono diventare, poste all’interno del cortile di una casa, momento individuale e collettivo di riflessione sui temi della possibilità di costruire percorsi di pace

Curatrice: Antonella Prota Giurleo

Via Cavour 82. Corsico (Mi)

Facciamo pace?

INAUGURAZIONE

Venerdì 14 settembre 

PERIODO
ORARI

dalle ore 18 alle ore 24

 

Artiste e artisti: Angelo Caruso, Marisa Cortese, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Katerina Gutierrez, Giorgio Longo e Daniela Miotto, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Monica Mazzoleni, Antonella Prota Giurleo, Luca Rendina, Antonio Sormani, Giuseppe Strano Spitu, Giancarla Ugoccioni





LUOGO
TITOLO

La terra dei mille laghi ospita una mostra dell’Ambasciata di Venezia. 10 artisti che rappresentano tutta l’Italia e che ribadiscono la vitalità dell’Ambasciata di Venezia, finestra sul mondo dell’arte, per far scoprire una delle molteplici facce dell’arte italiana di ricerca. Inoltre i 10 artisti affermano che la realtà a livello internazionale non è conosciuta se non in modo frammentario e superficiale. E questo errore, supportato dalla presunzione, è spesso evidente in curatori di grandi mostre che penalizzano per ignoranza l’Arte Italiana. Quindi la Finlandia con questa mostra Ambasciata di Venezia Everdream per numero di artisti, per qualità, per spazio espositivo e soprattutto per il discorso culturale proposto si attesta nell’Olimpo del fare, del proporre e viene a dare un giusto equilibrio alla realtà proposta dall’Ambasciata di Venezia, una finestra aperta sul mondo del significante.

GIANCARLO DA LIO

Artisti:
Italia Tiziana Baracchi - Lello Bavenni   Pino Conestabile - Carmela Corsitto  - Marcello Diotallevi - Claudio Grandinetti - Vincenzo Montella - Gianni Noli - Roberto Sanchez- Salvatore Starace

Finroart, Art Center Hovinkartano
Hauho FINLANDIA

 

Everdream

INAUGURAZIONE

29 luglio 2007 ore 18

PERIODO
ORARI
29 luglio al 9 settembre 2007

 

 





LUOGO
TITOLO

L’Avventura Continua

Parlare di venti edizioni dell’Albero della Poesia significa parlare di una storia significativa e non di un momento estemporaneo. Una storia  nata ormai nell’altro secolo e che continua a rinnovarsi come la vita. Infatti l’Albero della Poesia è un monumento vivente la cui linfa vitale è stata trasmessa a molti artisti, poeti, performer che ne hanno riconosciuto la sua essenza. Molte le nazioni che vi partecipano prevalentemente da Europa, America, Australia ma anche l’Asia si sta timidamente avvicinando. Un propagarsi di un messaggio che per effetto del network o meglio attraverso il canale del network non dimostra soste. Un’onda lunga che non ha ancora finito la sua corsa. Ricordo la prima edizione e uno scritto che si riferiva ad un altro celebre giardino veneziano a quello di Venier dei Leoni e alla mitica Peggy. Soltanto un’americana poteva dare quell’impulso all’arte contemporanea non compresa dai dotti accademici del passatismo italiano. E noi abbiamo seguito quell’istinto che ci ha portati non a chiedere di essere accettati ma a fare, agire come persone che vivono non in funzione del passato ma in funzione della vita quotidiana. Non vogliamo essere gli anatomopatologi della cultura ma esserne parte attiva. Un atto di presunzione ma credere nei sogni è l’unica nostra presunzione. E il tempo ci ha dato ragione. I personaggi conosciuti e che ci hanno fatto omaggio di una visita o dei loro lavori senza pensare a un tornaconto venale ce lo confermano. E ci danno la forza per continuare. Quindi è un dovere organizzare questo nuovo incontro per i vecchi e i nuovi amici e soprattutto per l’insieme della cultura che per noi è ancora un valore fondamentale anche se qualcuno ha cercato di trasformarlo in un valore complementare. Ma noi siamo ben attenti a non confondere i termini e soprattutto a svendere i nostri valori. Benvenuti a tutti coloro che ci hanno inviato i loro lavori e a coloro che saranno presenti a testimoniare la  ventesima edizione di questo meeting che è nel cuore degli artisti di quattro continenti. L’avventura continua.

GIANCARLO DA LIO

ITINERARI 80 Center
via Cavallotti 83 B
VENEZIA MESTRE

L'ALBERO DELLA POESIA - THE TREE OF POETRY

INAUGURAZIONE

dalle ore 10.00  alle 20.00 di martedì  25 aprile 2007 

   
   
artisti presenti: 
ITALIA: Tiziana Baracchi, Mariano Bellarosa, Carlo Brisotto, Lamberto Caravita, Pino Conestabile, Carmela Corsitto, Valentina Crivelli, Simon Fattori, Mauro Gentile,  Claudio Grandinetti, Gruppo Open, Diego Minuti, Valentino Montanari, Gianni Noli, Sabina Romanin, Concetta Russo, Roberto Sanchez, Salvatore Starace, Giovanni e Renata Strada, Franco Ventimiglia
BANGLADESH Rafique Sulayman
FINLANDIA  Paul Tiilila
GERMANIA Karl F.Hacker, Peter Kustermann
NEPAL Shyam Lal Shresta