A metà
Settembre del 2002 un gruppo di artisti ticinesi si sono riuniti per
realizzare un manifesto contro la guerra.
Scritto dal poeta
Fabio Pusterla il testo è stato subito firmato da diverse personalità
del Cantone.
Angelo Caruso coordinatore di sitart mette a disposizione le pagine
del sito internet che documentano tutta l'operazione.
L'8 Ottobre l'iniziativa viene
presentata a Lugano alla stampa ticinese, alla Biblioteca Salita dei
Frati, da Fabio Pusterla, Gianluigi Bellei e Flavia Zanetti alla presenza
di altri artisti.
Un' iniziativa veloce, perché realizzata in soli tre settimane,
leggera, perché dietro di sé non ha nessuna struttura
consolidata, autonoma, perché al di fuori di partiti o schieramenti.
Le adesioni sono poi aumentate esponenzialmente e nel frattempo si
delineava l'impianto costruttivo dell'evento.
Il gruppo organizzatore, durante le riunioni preparatorie, dopo aver
vagliato tutte le proposte giunte (una mostra con artisti internazionali,
una mostra con tutti gli artisti firmatari, nessuna mostra
)
decide che in questo momento gli artisti debbono farsi da parte con
umiltà.
Rimane il concetto delle firme che serve da base per portare avanti
l'iniziativa:
un manifesto con inserite le firme autografe ed una struttura da firmare
per richiamare l'attenzione.
Il grafico Daniele Garbarino dà quindi forma visiva al testo,
inserendo le firme autografe dei primi aderenti, con un manifesto
stampato in formato mondiale. Il manifesto è appeso in tutto
il cantone Ticino da lunedì 25 novembre sino al 12 gennaio
2003.
Alla Pinacoteca casa Rusca di Locarno dal 24 Novembre all' 8 Dicembre
viene presentato il primo evento che si avvale di una struttura cubica
di due metri nella quale tutti vengono invitati ad apporre la propria
firma.
La struttura, collocata all'interno della pinacoteca, da una parte
favorisce il raccoglimento del singolo visitatore e dall'altra costituisce
momento di aggregazione nei confronti dell' impegno assunto.
L' evento è quindi portato al Centro Culturale Svizzero di
Milano dal 13 al 21 Dicembre ed è presentato da Domenico Lucchini,
Gianluigi Bellei, Alberto Nessi e Mimmo Rotella.
In Gennaio si sposta a Ferrara al Teatro degli Inediti presentato
dall' Assessore alla Cultura Alberto Ronchi e Angela Buono;
in Febbraio a Ravenna allo Studio
Sumithra con interventi di Rosetta Berardi, Elettra Stramboulis e
Loretta Zaganelli;
in Marzo a Faenza al Palazzo Municipale
presentato da Claudio Rochini Assessore alle Politiche Giovanili,
Giordano Sangiorgi della casa della Musica e da Angelo Caruso;
a Modena alla Biblioteca civica Delfini presentato da Nadia Cavalera
e Leonarda Leonardi;
a fine Marzo a Cesano Boscone al Palazzo Municipale presentato dalla
Sindaca Bruna Brembilla.
Moltissime le città che si erano prenotate per ospitare il
CUBO: Firenze, Roma, Napoli, Policoro in Lucania, Lamezia Terme in
Calabria, Nuoro, Genova e molte altre che si stavano organizzando.
Nel frattempo la guerra contro l'Iraq incomincia e finisce.
Poche decine i morti da parte degli anglo-americani, senza numero
le vittime irachene.
Lo stato "canaglia" e pericoloso si sfalda quasi subito;
non vengono trovate le famigerate armi di distruzione di massa e subito
dopo si assiste ad un aumento degli attentati kamikaze.
Il resto è cronaca di questi giorni: feriti, problemi sanitari
ed umanitari
Il gruppo "artisti per la pace" decide così di chiudere
questa prima fase dell'iniziativa da dove era partita: la Pinacoteca
Casa Rusca di Locarno.
Il cubo viene nuovamente collocato in Pinacoteca giovedì 22
maggio 2003 oramai pieno di firme e con una storia alle spalle che
è testimonianza corale -piccola e frammentaria- di un più
ampio movimento mondiale che nel frattempo ha dato voce al dissenso.
A questo punto l'impegno deve diventare solidarietà alle vittime
della guerra.
Si decide così di sostenerle materialmente tramite Emergency,
l'organizzazione non-governativa che sin dall'inizio si è dichiarata
contraria all'intervento armato.
Emergency costruisce e gestisce ospedali per i feriti e le emergenza
chirurgiche, i centri di riabilitazione fisica delle vittime delle
mine antiuomo, i posti di primo soccorso, i centri sanitari, forma
il personale locale e attua interventi umanitari di assistenza ai
prigionieri. È presente tra l'altro in Afghanistan, Cambogia,
Sierra Leone ed in Iraq dal 1995 e più precisamente a Sulaimaniya,
Erbil e Diana.
Il 7 giugno dalle ore 14 il cubo viene tagliato in quadrati di 40
centimetri e posti in vendita. L'intero importo viene versato ad Emergency
che è di fr 960.- e 70 euro.
Alla manifestazione di Locarno partecipa Giorgio Raineri, referente
di Emergency per i progetti in Sierra Leone.
All'happening ha contributo con una performance Cristina Zenari e
alle percussioni Ivano Torre e molti altri artisti.
Sono rimaste alcune tavolozze chi volesse le può richiedere
a
Nando Snozzi
Via Molinazzo 7
6517 Arbedo
Svizzera