Numero dedicato essenzialmente al "bere" e al "mangiare".
Per iniziare la parte musicale è un misterioso CD della JOEL ORCHESTRA, una gioia musicale senza confini geografici.
Gli articoli su carta sono aperti da "Bicchiere ribelle" di A. Ciampi , tracce alcoliche nell'organismo sociale, osterie e controllo poliziesco.
G. Sacchetti ci illustra, nell'articolo "Diet&tica fascista", le conseguenze dietetiche alimentari per i pubblici impiegati d'ordine e di concetto nella società fascista.
Ancora gastronomia proletaria nell'articolo di E. Carbone e Lu 04 "Gastronomia operaia: forchetta, coltello.
Mangiamoci il padrone".
Osterie e sovversivi a Verona nel periodo che va dal 1876 al 1942, ne scrive A. Dilemmi ne "L'ebrezza della rivoluzione".
Il paginone interno, a colori, è per il grande quadro di Enrico Baj "I funerali dell'anarchico Pinelli", ne scrivono T. Lorandi e The Big Bosse de Nage.
Ancora grado etilico per A. Siviero, "I ribelli: bettole e osterie".
Dal progetto di R. De Michele "Ricette anarchiche" improbabili "Involtini di topo", un paio di "Dolci antipanico" di T. Copertino;
"Arte a peso: il peso delle parole" di R. Maggi, "Gran soufflé", "Unti" di R. Boraso, "Se gli uomini fossero dei wurstel" del Simposio Permanente Ventilati Patafisici Benacensi, "Cioccolato, mon amour" di K. Franceschi, "Vino e Turchia" di Nursen Gungòr Amuran. "Dal diario personale di Gaetano Facchi, editore in Milano" di P. Facchi una testimonianza della censura nel 1923.
Un articolo di P. Bertelli "Sebastiào Salgado" il poeta errante dell'utopia. Le tre pagine finali sono tutte "In corso d'opera".
SOMMARIO;
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