ARTE: MILANO: LE MANI DELLA MORTE E I COLORI

DELLA PACE/ANSA

RIGIRALARTE, LA CITTA' DIVENTA TEATRO DI EVENTI PER RIFLETTERE

(ANSA) - MILANO. 10 OTT –

Nei parchi, foglie che non sono foglie; sulle panchine, fantocci che sembrano corpi veri;

per strada, tracce colorate a formare una bandiera della pace: è l'arte che si insinua sul tessuto urbano, per stupire e far pensare.

Così e' accaduto a Milano, per un giorno teatro di eventi artistici nell'ambito dell'iniziativa RiGìraLArte, organizzata da SITART.ORG, sito internet di Urban Art in collaborazione con Ciclobby.

La città è stata animata da una ventina di "installazioni”, per rendere lo spazio pubblico palcoscenico di opere che interagiscono con lo spettatore: dal Castello Sforzesco

al piazzale della Stazione Centrale, da largo la Foppa a via Melchiorre Gioia, con un tragitto da percorrere magari in bicicletta, con partenze organizzate al mattino e al pomeriggio.

Opere per riflettere: sulla morte, ad esempio, la morte caotica del terrorismo e delle sue vittime assurde, rappresentata, davanti al Cimitero Monumentale, come tante mani che spuntano dalla terra. La pace, invece, è diventata un tappeto dei colori dell'arcobaleno, realizzato con le tracce

colorate delle ruote delle biciclette su un telo di 7 metri posto, non a caso, sotto l'Arco della Pace.

Ci si ferma, dunque, non per ammirare quadri o statue, ma perchè ci si imbatte magari in un barbone malvestito che dorme su una panchina, mentre un signorotto distinto discute al cellulare, accanto a cartelloni pubblicitari che promettono di realizzare ogni sogno: stracci e sporcizia. Rolex d'oro e Station Wagon, che così a contatto rendono evidente tutto il cortocircuito della vita moderna.

"E se c'è, tra i passanti, chi si incuriosisce, si avvicina, e cerca di capire perchè, qualcun altro passa oltre, per l’abitudine di vedere in giro panchine e 'barbun'.

Curiosità e sorpresa, invece, davanti a un giovane in jeans e camicia, sdraiato a terra con la testa dentro una scatola di cartone: “Tutti dovremmo provare cosa vuol dire vivere senza casa", recita un pannello posto lì accanto. Intanto, al Parco Sempione da un albero cadono finte foglie violacee, e nel resto della città, altre performance, installazioni ludiche e creatrici di situazioni, volutamente ironiche.

L'Iniziativa, che ha già riscosso l'interesse da parte del Comune di Torino, che vorrebbe riproporla, è stata pensata per “trasformare Milano in un cantiere aperto alta creatività”,

dove i luoghi comuni diventano anomali, sollecitando riflessioni e curiosità - scrivono gli organizzatori -. La città è il luogo dell'imprevedibile, che ha perduto l'unitarietà del luogo geografico, riconquistabile cercando orizzonti e confini più estesi di quelli fisici, nelle evasioni che l'arte permette".

(ANSA).Y2N-TC

10 OTT-04 16:05 NNNN