Angelo Caruso- cosa pensi dell’evento RiGiraLArte?
Jacqueline Ceresoli- Già il titolo, RiGiraLArte, si presenta come un manifesto d’indipendenza. Si tratta di mettere insieme, persone diverse, con esperienze ed estrazioni diversissime, in un'occasione di aggregazione e di scambio.
RiGiraLArte è una bella intuizione: portare l’arte contemporanea ad un pubblico mediamente di strada e distratto; ha una visione di una cultura circolare e di movimento, utilizzando come veicolo la bicicletta: pensieri sparsi su un percorso di territorio mappato di opere d’arte.
A. C. - Cosa pensi dell’abbinamento bicicletta e arte contemporanea?
J. C. - Da sempre la bicicletta è stata utilizzata come opera d’arte.
Basta pensare alla fatidica ruota di Duchamp che è stato lo spartiacque con il ‘900, posta su uno sgabellino bianco venne decontestualizzata e vista come opera artistica.
L’altro esempio è quello di Picasso: un sellino trasformato in toro, di una evidente semplicità ma nello stesso tempo di una totale universalità.
Con RiGiraLArte si ha una contaminazione tra bicicletta, ciclisti, e installazioni; si crea un happening che ricorda il Situazionismo degli anni ’60, dove appunto tutto succede lì e subito dopo si nega. L’opera d’arte non è lì da vedere ma vive solo se è vista e condivisa dal pubblico che ne usufruisce e si diverte.
La bicicletta è un mezzo assolutamente povero, accessibile a tutti. Ti permette in piena libertà di affrontare tragitti brevi con una particolarità: il contatto con l’aria aperta, ammirare il paesaggio senza inquinare l’ambiente.
A.C. - Quali sono le peculiarità più evidenti di RiGiraLArte?
J. C. - Il divertimento, la contaminazione e la possibilità d’incontro che a Milano si fanno sempre più rare. Questo coinvolgimento collettivo di persone le più diverse in un percorso così fatto, all’insegna sia chiaro del divertimento, permette anche ad un cittadino di media cultura di farne parte, percorrendo un tragitto che vedrà come scenografia parte della città storica come il centro ma anche dei luoghi meno frequentati dai riflettori dei mass-media se non per fatti di cronaca.
Un percorso che permette all’arte contemporanea di avere dei luoghi accessibili a persone che non siano la solita élite o il solito pubblico radical chic milanese che ha costituito, negli ultimi tempi una tribù, dove il più delle volte si gioca tutto intorno alla “performance” dell’inaugurazione, dopodiché si esaurisce e non c’è più interesse.
A. C. – Le installazioni urbane, nel tessuto sociale possono servire a creare una coscienza civile più rispettosa della natura?
J. C. - Mi sembra che l’obbiettivo di RiGiraLArte sia proprio quello di sensibilizzare il cittadino alla bellezza del proprio territorio. L’arte aiuta al rispetto del proprio ambiente e RiGiraLArte che apparentemente potrebbe dare la sensazione di perseguire logiche del puro divertimento ha realmente il desiderio di sensibilizzare, educare, soprattutto i piccoli, ad avere rispetto di questi giardini pubblici e di questi tragitti; perché vedono che rappresentano una risorsa di vita e di cultura.
Lo spazio è una tavolozza dell’immaginazione e del divertimento e noi dobbiamo aiutare queste nuove generazioni a coltivare il gusto dell’arte, dello spazio pubblico come luogo collettivo, luogo dello scambio del relazionamento e soprattutto del divertimento, senza necessariamente pensare a delle logiche economiche capitalistiche nel senso di capitalizzare lo spazio di guadagno, di profitto ma semplicemente facendo ricorso ad una logica vecchia come il mondo: la città, il luogo urbano, lo spazio è pubblico e da sempre l’uomo ha cercato il coinvolgimento degli altri, per riconoscersi in un’identità anche di divertimento.
L’opera d’arte aiuta a stare insieme in un sogno collettivo: trasformare gli spazi in luoghi dell’immaginazione, e RiGiraLArte fa parte di questo sogno.
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